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Sistri: il governo sordo alle richieste delle imprese sul nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti

Apr 21st, 2011 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina

Walter Capraro

Nessun risultato dal coinvolgimento dei parlamentari bellunesi. Il 30 aprile le imprese dovranno versare il contributo di funzionamento al Sistri nonostante il sistema continui a non funzionare. Il 26 novembre l’UAPI aveva interessato i parlamentari Bellunesi affinché si attivassero per sospendere il pagamento del contributo SISTRI per l’anno 2011, considerato che il sistema doveva ancora essere avviato. La richiesta bellunese era stata fatta propria anche da Rete Imprese Italia (Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) che aveva presentato una identica richiesta al Ministero dell’Ambiente. La risposta non è mai arrivata e quindi il prossimo 30 aprile migliaia di aziende dovranno versare il contributo che servirà a coprire i costi di funzionamento del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti. “Lo scorso anno – ricorda Walter Capraro, direttore dell’Unione Artigiani e Piccola Industria – le imprese avevano già versato i contributi iniziali per permettere la costituzione del sistema. Senonchè, com’è noto, il SISTRI, che nelle previsioni del Ministro doveva essere pienamente funzionante fra luglio ed agosto dello scorso anno, in realtà non è ancora decollato. Ci sembra, quindi, legittimo che le aziende si chiedano cosa o chi stanno finanziando e soprattutto perché vengono loro richieste somme senza la contropartita di alcun servizio!” Governo, quindi, sordo a ogni argomentazione e imprese costrette a versare un’altra volta i contributi. Unico dato positivo il fatto che, grazie all’azione di Confartigianato, sono stati ridotti gli importi dei contributi per le aziende che hanno una produzione inferiore ai 400 kg./anno di rifiuti pericolosi ed un numero di addetti sino a 5, aziende che hanno quindi diritto ad un conguaglio. Dal 1° giugno, poi, scatteranno anche le sanzioni, poiché terminerà il cosiddetto periodo di “prova”. “E sarà un gran brutto momento – dice Capraro – perché le criticità emerse nel periodo di prova sono tante e tali da mettere a rischio l’attività delle aziende e costringendole ad operare nell’illegalità. A tutt’oggi, infatti la distribuzione delle apparecchiature informatiche non è stata completata, le performances tecniche del sistema e della fase test sono del tutto inadeguate e il manuale operativo è stato cambiato dal Ministero ben quattro volte negli ultimi quattro giorni.” L’esasperazione delle imprese, dicono all’UAPI, è ormai al limite e la credibilità di questo nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti è pari a zero. “In questo momento, a gran parte della politica il paese reale non interessa – conclude il Direttore di UAPI – e parole come ragionevolezza, equità, dignità di chi lavora sembrano uscite dal vocabolario. Tutto sommato, la vicenda del SISTRI è ben piccola cosa, ma se aggiungiamo i pasticci sul fotovoltaico o le incertezze del quarto Conto Energia o la sventurata idea di finanziare la cultura attraverso l’aumento delle accise sui carburanti capiamo come sia impossibile aspettarsi dalle imprese quegli investimenti e quell’entusiasmo che invece servirebbero per guardare avanti.”

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  1. Non ci sono commenti in merito al Sistri. Sono un impianto che deve istruire con i mezzi meno idonei possibili i poveri produttori che sono nel panico e disperazione come noi. Dove andremo a finire? Chiuderemo, ci porteranno via la casa sudata in anni di legale lavoro!!!! Contributi esagerati per un impianto che paga cosa? Per chi? Il ministero doveva anche far si che qualcuno spiegasse e istruisse. I clienti pagano dopo aver ricevuto un servizio e ora devono pagare anche per essere istruiti …come poi? Anche i focus gratuiti nn permettono poi di operare: si esce da un focus e se ne si sa meno di prima con grandi mal di testa. Il sistema funziona a strattoni (cioe’ si collega a strattoni). Tanti hano le chiavi che nn si possono usare! Le black box mangiano credito quindi altri soldi oltre che batterie! Chi paga!?!?!? Possibile che dobbiamo assistere alla nostra distruzione impotenti?????? Governo! Perche’ ci vuoi rovinare peggio di cosi’!!!!!?????? Dovremmo fare una guerra vera e propria??? Dovremmo rifiutarci! Scappare dall’italia anche noi?????? Diventare un paese del terzo mondo? Governo, ministro Prestigiacomo si sperava di poter contare sulla vostra coscienza…. E’ un disastro. Il call center nn e’ preparato, noi diventiamo call center e haime’ non lavoriamo più’. Tanti puntano a buttare i rifiuti nel lavello, nei boschi per strada pur di evitare il sistri. Noi impianti potremmo anche farcela ma senza i produttori che conferiranno automaticamente chiuderemo. Possibile che non si comprenda che sistri e’ troppo oneroso, complesso per i produttori????produttori che a mala pena sapevano tenere un registro cartaceo, produttori che non sanno neanche cosa sia un mouse…un pc…una cliccata! Chi glielo insegna??? Stiamo affondando tutti perche’ i soliti devono giadagnare. Siamo in dittatura? O cosi’ o affondate ma con noi affonderete anche voi! Pensateci! Bastava fare controlli più’ mirati. Ci sono produttori che in vent’anni nn sanno ancora chi sia arpa, chi sia ufficio ambiente …e ne fanno di ogni. Poi ce se sono tanti scrupolosi che invece arpa l’hanno conosciuta ma 1 su 1000 forse….forse bastava controllare di più’ e multare quelli che sbagliavano nn distruggere i poveri cristi che gia’ operavano bene e si spremevano per stare in piedi! Grazie ancora grazie tante!