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Sistri: il governo sordo alle richieste delle imprese sul nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti

Walter Capraro

Nessun risultato dal coinvolgimento dei parlamentari bellunesi. Il 30 aprile le imprese dovranno versare il contributo di funzionamento al Sistri nonostante il sistema continui a non funzionare. Il 26 novembre l’UAPI aveva interessato i parlamentari Bellunesi affinché si attivassero per sospendere il pagamento del contributo SISTRI per l’anno 2011, considerato che il sistema doveva ancora essere avviato. La richiesta bellunese era stata fatta propria anche da Rete Imprese Italia (Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) che aveva presentato una identica richiesta al Ministero dell’Ambiente. La risposta non è mai arrivata e quindi il prossimo 30 aprile migliaia di aziende dovranno versare il contributo che servirà a coprire i costi di funzionamento del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti. “Lo scorso anno – ricorda Walter Capraro, direttore dell’Unione Artigiani e Piccola Industria – le imprese avevano già versato i contributi iniziali per permettere la costituzione del sistema. Senonchè, com’è noto, il SISTRI, che nelle previsioni del Ministro doveva essere pienamente funzionante fra luglio ed agosto dello scorso anno, in realtà non è ancora decollato. Ci sembra, quindi, legittimo che le aziende si chiedano cosa o chi stanno finanziando e soprattutto perché vengono loro richieste somme senza la contropartita di alcun servizio!” Governo, quindi, sordo a ogni argomentazione e imprese costrette a versare un’altra volta i contributi. Unico dato positivo il fatto che, grazie all’azione di Confartigianato, sono stati ridotti gli importi dei contributi per le aziende che hanno una produzione inferiore ai 400 kg./anno di rifiuti pericolosi ed un numero di addetti sino a 5, aziende che hanno quindi diritto ad un conguaglio. Dal 1° giugno, poi, scatteranno anche le sanzioni, poiché terminerà il cosiddetto periodo di “prova”. “E sarà un gran brutto momento – dice Capraro – perché le criticità emerse nel periodo di prova sono tante e tali da mettere a rischio l’attività delle aziende e costringendole ad operare nell’illegalità. A tutt’oggi, infatti la distribuzione delle apparecchiature informatiche non è stata completata, le performances tecniche del sistema e della fase test sono del tutto inadeguate e il manuale operativo è stato cambiato dal Ministero ben quattro volte negli ultimi quattro giorni.” L’esasperazione delle imprese, dicono all’UAPI, è ormai al limite e la credibilità di questo nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti è pari a zero. “In questo momento, a gran parte della politica il paese reale non interessa – conclude il Direttore di UAPI – e parole come ragionevolezza, equità, dignità di chi lavora sembrano uscite dal vocabolario. Tutto sommato, la vicenda del SISTRI è ben piccola cosa, ma se aggiungiamo i pasticci sul fotovoltaico o le incertezze del quarto Conto Energia o la sventurata idea di finanziare la cultura attraverso l’aumento delle accise sui carburanti capiamo come sia impossibile aspettarsi dalle imprese quegli investimenti e quell’entusiasmo che invece servirebbero per guardare avanti.”

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