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venerdì, 28 Febbraio, 2020
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25 aprile: Le operazioni di intelligence e le trattative segrete tra Mussolini e il CLN, due libri editi da Mursia raccontano pagine sconosciute della Resistenza e degli ultimi mesi del fascismo

In occasione del 25 aprile, Mursia segnala due nuove uscite nella collana storica Testimonianze: Missione “Nemo”. Un’operazione segreta della Resistenza militare italiana 1944-1945, di Francesco Gnecchi Ruscone (pagg. 296; euro 17,00). Partigiano, architetto, docente del Politecnico di Milano, Francesco Gnecchi Ruscone, classe 1924, figlio di una delle famiglie della buona società meneghina, raccoglie in questo libro i suoi ricordi di protagonista della missione Nemo, «la più efficiente e completa rete di spionaggio nel Nord Italia», secondo gli stessi Alleati. Un’autobiografia che è anche un saggio su una delle pagine meno esplorate della nostra Resistenza.
Il volume, corredato da un’approfondita introduzione storica e da una ricca appendice di documenti inediti (a cura di Marino Viganò), ricostruisce una fase dimenticata della Resistenza militare pressoché ignorata anche da tutta la storiografia del dopoguerra: la missione  Nemo, coordinata dal capitano di corvetta Emilio Elia della Regia Marina che,  dal marzo del 1944 al maggio del 1945, ebbe il compito di trasmettere notizie militari, industriali e politiche e affiancare le forze Alleate nella campagna d’Italia.
I Neri e i Rossi.  Tentativi di conciliazione tra fascisti e socialisti nella Repubblica di Mussolini di Stefano Fabei
I neri e i Rossi (Mursia, pagg. 478; euro 22; prefazione di Giuseppe Parlato) di Stefano Fabei è una documentata ricostruzione dei tentativi di realizzare un passaggio «indolore» dei poteri tra fascismo repubblicano e CLN e per evitare la resa dei conti e il relativo bagno di sangue.
«Poiché la successione è aperta in conseguenza dell’invasione angloamericana, Mussolini desidera consegnare la Repubblica Sociale ai repubblicani e non ai monarchici, la socializzazione e tutto il resto ai socialisti e non ai borghesi.» Questa la proposta che il Duce, il 22 aprile 1945, compiendo la sua ultima manovra politica, consegna al giornalista antifascista Carlo Silvestri, convocato in prefettura a Milano, perché la recapiti all’esecutivo del PSIUP. È l’invito del dittatore al Partito socialista, con l’accordo del Partito d’azione e il tacito consenso del PCI, a prendere in consegna la città di Milano e a mantenere l’ordine pubblico, per cui mette addirittura a disposizione reparti della RSI. Deve essere questo lo sbocco dell’operazione «ponte» che Mussolini ha messo in atto da alcuni mesi con la collaborazione di Silvestri, di Edmondo Cione e in cui coinvolge il comandante delle formazioni partigiane socialiste «Matteotti» Corrado Bonfantini. Ma l’intransigenza di Lelio Basso e, soprattutto, di Sandro Pertini fanno fallire questo progetto a cui molti, da entrambe le parti, hanno guardato con opportunismo ma anche con sincera buona fede.

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