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lunedì, Maggio 25, 2020
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Referendum. Toscani: “meglio che l’illusione sia finita subito”. Così il vicepresidente del consiglio regionale commenta la dichiarazione di illegittimità, da parte della Corte Suprema di Cassazione

“Meglio che l’illusione sia finita subito”. Così il vicepresidente del consiglio regionale Matteo Toscani commenta la dichiarazione di illegittimità, da parte della Corte Suprema di Cassazione, della proposta di referendum per la secessione della provincia di Belluno dal Veneto e l’annessione al Trentino Alto Adige. “Sin dall’inizio – spiega il consigliere leghista – sono stato scettico verso questa proposta che, a mio avviso, sarebbe servita solo come manifestazione del disagio della montagna bellunese, senza però risolvere i problemi che affliggono le nostre comunità. Molti, se non tutti, sapevano che, se anche la consultazione fosse avvenuta, le possibilità di portare la nostra provincia in Trentino Alto Adige erano pari a zero. Prima di tutto, occorreva raggiungere il quorum, cosa non così scontata, soprattutto se è vero, come mi dicono, che sarebbe servito il 50% più uno di sì degli aventi diritto in tutti i comuni. Ma gli ostacoli maggiori, e insuperabili, erano di carattere politico. Basti pensare al “no” inequivocabile e netto dei presidenti delle Province di Trento e Bolzano”. “Nell’esprimere il mio scetticismo verso questa proposta – aggiunge Toscani – avevo anche evidenziato pubblicamente alcune perplessità sulla costituzionalità del referendum: non sono un giurista, ma avevo letto lo statuto del Trentino Alto Adige che è protetto dalla Costituzione e tutelato da accordi internazionali”. Secondo il vicepresidente del consiglio, questi erano motivi sufficienti per dubitare dell’efficacia sostanziale dell’iniziativa. “Sono stato tra i pochi a non voler cavalcare politicamente l’idea del referendum – dice Toscani – e anche adesso sarebbe forse più facile partecipare al coro delle dichiarazioni indignate, fingendo di essere sconvolto e infuriato perché è stata rispettata la Costituzione, cosa peraltro paradossale per chi ricopre cariche istituzionali. Ma ero e sono ancora convinto che, soprattutto in questo momento di forte disaffezione verso la politica, sia necessario assumere posizioni serie e responsabili. Perciò dico che è meglio che l’illusione sia finita subito: inseguire l’utopia secessionista sarebbe stata un’inutile perdita di tempo prezioso. Meglio concentrarsi su proposte politiche più concrete, anche se mediaticamente meno efficaci. Dobbiamo quindi ripartire dal disagio che si è manifestato attraverso quasi ventimila firme e da alcune delle riflessioni del comitato promotore per immaginare un nuovo progetto di sviluppo per la montagna bellunese, formulando soluzioni politiche concrete e attuabili. E’ questo che i cittadini chiedono ai propri rappresentanti ed è questo che noi dobbiamo tentare di fare per ridare dignità alla politica”.

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