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giovedì, Maggio 28, 2020
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Tib teatro selezionato per la finale de I teatri del Sacro

Daniela Nicosia

La struttura di produzione teatrale bellunese, Tib Teatro, è stata scelta per partecipare alla fase finale delle selezioni per I Teatri del Sacro, importante progetto culturale nazionale, promosso dalla CEI-Conferenza Episcopale Italiana, dalla Federgat – presieduta dal Prof. Fabrizio Fiaschini, docente di Storia del Teatro presso l’Università di Pavia -, e dalla Fondazione Comunicazione e Cultura – presieduta dal Vescovo di La Spezia, S.E. Mons. Francesco Moraglia – in collaborazione con il Servizio Nazionale per il Progetto Culturale, l’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della CEI , l’Acec e l’ETI-Ente Teatro Italiano.
I Teatri del Sacro, è un ampio progetto teatrale dedicato alla spiritualità volto ad intercettare e dar voce a quelle realtà teatrali sensibili alle suggestioni del sacro e in grado di innescare processi virtuosi tra espressione artistica e condivisione comunitaria. Tra queste realtà è stato scelto Tib Teatro.
I Teatri del Sacro rivolge pertanto la sua attenzione a spettacoli, dedicati ai temi della tradizione religiosa, del rito, della religiosità popolare, delle intersezioni sempre più diffuse fra teatro e ricerca spirituale e religiosa, spettacoli atti a comporre un “corpo a corpo” libero e sincero con le domande della fede.
Tib Teatro ha presentato il progetto “Io ti prendo per mano”, testo e regia di Daniela Nicosia, spettacolo dedicato al tema del morire, al tempo che lo precede, alla malattia, quale dono, chiave d’accesso a quel mistero che è la vita. Un senso di costante inadeguatezza connota il nostro rapporto con la morte, così come con la vita. Si vive e si muore, sempre più spesso, soli. La morte rappresenta l’unica certezza della nostra vita, la cui consapevolezza, non basta a segnarne il percorso. Solo quando la vita ci pone in condizioni limite ci è consentito scorgere il morire, approssimarci ad esso.
Ma quando, il morire si preannuncia e come? Quale sentimento accomuna chi sta andando e chi gli è accanto? Quali i gesti che esprimono amore, quali le parole necessarie a lenire il dolore, la malattia, la dimenticanza di sé che accompagna il morire?
L’accompagnare una persona cara verso il morire quali soglie rivela all’interno della nostra coscienza, del nostro essere, sospeso e proteso costantemente verso il non essere?
Una figlia e una madre, in scena, intessono un intenso dialogo in quel tempo sospeso e indefinito che precede il morire. Un tempo nuovo, di cui non si conosce il termine, così come nuovo è quel parlarsi, come mai prima, che si compone, solo ora, in prossimità dell’ultimo distacco… Frammenti in cui la memoria riaffiora, non scevra di asprezze, rancori antichi, mentre in quell’intimità desueta emerge l’ironia che si traduce in lessico familiare, legato al conoscersi, al non volersi perdere, allo spudorato fluire di parole, gesti, sentimenti che solo quella condizione, quell’ultima soglia – prima del silenzio eterno che unisce e separa – consente.
Del non morire soli, potrebbe intitolarsi questo progetto, che affida al teatro, quale luogo elettivo delle emozioni, soglia rituale tra ciò che è e ciò che non è più, il compito di accompagnarci in una riflessione sul morire che inutilmente cerchiamo di rinviare.
Alle selezioni, svoltesi a Brescia tra il 7 e il 10 aprile, Io ti prendo per mano di Tib Teatro ha riscosso un vivo successo da parte della giuria de I Teatri del Sacro e del pubblico presente, suscitando emozioni e profonda commozione.

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