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Pizzicata e rilasciata coppia di napoletani specialisti nelle truffe, al lavoro a Cortina. Potranno continuare la loro attività altrove

Sabato intorno alle ore 9,  tramite il  “sistema di invio telematico delle schedine alloggiati”, personale del Commissariato veniva a conoscenza della presenza presso un Hotel di Cortina d’Ampezzo, di una coppia di origine napoletana, entrambe pluripregiudicati per reati contro il patrimonio, in particolare truffe ed insolvenze fraudolente. Verso le ore 10.30 infatti, la donna usciva da sola dall’Hotel e si recava in auto all’ufficio postale in Largo Poste, dove cambiava 2.200 euro di banconote di piccolo taglio e monete, in banconote di grosso taglio 500-200-100 euro. Dopodiché si recava al supermercato “Kanguro” ed acquistava della merce per un valore di 5,84 euro (lamette e dentifricio) ingannando la cassiera che le consegnava 50 euro in più di resto. Verso le ore 14.00  la coppia lasciava l’albergo, pagando il conto presso la reception in contanti ed in modo apparentemente regolare, per poi allontanarsi in auto verso il centro. I due venivano quindi fermati ed accompagnati in Commissariato per l’identificazione. Nell’occasione venivano sottoposti a perquisizione che permetteva di rinvenire una ricevuta fiscale relativa al pagamento di una cena presso un noto ristorante di Cortina avvenuta la sera precedente (08.04.2011). Desumendo immediatamente che anche in quella occasione i due avessero perpetrato la solita truffa, gli agenti contattavano il proprietario che riferiva di essere stato ingannato con uno scambio di denaro all’atto del pagamento del conto. Il ristoratore veniva invitato in Commissariato e riconosciuto  dal truffatore che a quel punto si dichiarava disponibile al risarcimento per la somma di euro 200, nonché dei 50 euro truffati dalla compagna al supermercato. Pertanto, sia il ristoratore che il legale rappresentante del supermercato Kanguro,  manifestavano la volontà di non procedere a querelare i due rei, accettando contestualmente il risarcimento del danno patito. Al termine dei rilievi, i due  venivano posti in libertà. Gli stessi peraltro non facevano mistero dello scopo della loro presenza in Cortina, ossia quello di perpetrare varie truffe a danno di esercenti cortinesi. Nel lasciare la città, hanno dichiarato che non sarebbero più ritornati a Cortina.

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