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Incidente ai reattori nucleari in Giappone. Situazione nel Veneto: “nessuna rilevanza dal punto di vista radiologico e nessun rischio di tipo sanitario”

L’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto continua a seguire l’evoluzione della situazione radiologica a seguito degli incidenti ai reattori nucleari in Giappone tramite la propria rete di monitoraggio della radioattività. Il controllo giornaliero ordinario eseguito sui campioni di particolato atmosferico raccolti dalla mattina del 6 alla mattina del 7 aprile non ha evidenziato nelle stazioni ARPAV di monitoraggio (esemplificative di tutta la regione) presenza di radionuclidi gamma emittenti da fall out al di sopra dei limiti di sensibilità della metodica. Tramite misura prolungata (si tratta di misure di approfondimento, finalizzate a migliorare la sensibilità analitica rispetto ai controlli giornalieri ordinari sul particolato atmosferico) sul particolato atmosferico raccolto nelle stazioni ARPAV nei giorni precedenti si è avuta conferma della presenza in tracce di Iodio 131 (decimi di millesimo di Bq/m3); gli altri radionuclidi gamma emittenti da fall out non sono risultati rilevabili. Iodio 131 è stato rilevato in un campione di deposizione umida e secca raccolta tra il 28 marzo ed il 4 aprile in quantitativi assai ridotti (1,6 Bq/m2). Non si è riscontrata presenza di altri radionuclidi gamma emittenti da fall out. Dall’analisi di alcuni campioni di suolo prelevati il 31 marzo non si osservano concentrazioni di radionuclidi gamma emittenti da fall out al di sopra dei limiti di sensibilità, fatta eccezione per dei residui di Cesio 137 e Cesio 134 riconducibili, come già noto, alle ricadute radioattive successive all’incidente di Chernobyl. Va segnalato che, con riferimento alle tracce di radionuclidi rilevate in questi giorni anche nella nostra regione, gli organismi nazionali di riferimento di sanità e ambiente indicano che esse “non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario”. Livelli assai bassi di Iodio 131 sono stati misurati in un campione di latte ovino (1,7 Bq/l). Si tratta di concentrazioni largamente inferiori ai limiti stabiliti dalla regolamentazione europea di settore. Nessuna evidenza di altri radionuclidi gamma emittenti da fall out. Gli esiti delle misure in continuo di dose gamma in aria si attestano sempre sui valori del fondo ordinario di radiazione. Si rimanda ai siti dei suddetti organismi nazionali di riferimento per gli approfondimenti:
Istituto Superiore di Sanità: http://www.iss.it/pres/focu/cont.php?id=1146&lang=1&tipo=3
Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale: http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/

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