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venerdì, 28 Febbraio, 2020
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No agli eserciti regionali. Bond e Cortelazzo: “Piuttosto garantiamo condizioni migliori agli operatori della sicurezza che già ci sono”

Dario Bond

“Non ci pare che il precedente delle ronde abbia avuto grande successo. Piuttosto impegniamoci a trovare fondi e risorse per gli operatori della sicurezza che ci sono già e che fanno il loro lavoro con spirito di abnegazione e sacrificio, a volte senza la benzina per i mezzi”. All’indomani della presentazione da parte della Lega del disegno di legge che vorrebbe istituire degli eserciti regionali, il capogruppo del Pdl Dario Bond e il vice-capogruppo Piergiorgio Cortelazzo parlano di un intervento “non necessario”: “Non vogliamo mettere in dubbio il folklore della proposta, ci lascia perplessi il fatto che in un momento in cui le nostre forze dell’ordine “ordinarie” fanno fatica ad andare avanti, si vogliano creare dei doppioni, peraltro senza opportune garanzie”.  “Nell’anno in cui festeggiamo i 150 anni dell’Unità d’Italia questa proposta mi sembra incredibile”, rincara la dose Cortelazzo, che Costituzione alla mano ricorda come l’articolo 117 secondo comma affidi allo Stato competenza esclusiva in materia di difesa, forze armate, sicurezza dello Stato, armi munizioni ed esplosivi. Stesso copione per la sicurezza e l’ordine pubblico, ad eccezione della polizia amministrativa locale. “Anche per questo, a essere pignoli, servirebbe una legge di modifica costituzionale”, aggiunge Cortelazzo. Da Bond arriva poi un invito: “Il mio conterraneo Franco Gidoni, primo firmatario della legge e bellunese come me, dovrebbe premere sul ministro Maroni per migliorare la qualità della vita dei militari e degli agenti di polizia che quotidianamente operano per la nostra sicurezza anzichè creare quelle che sono di fatto delle milizie. Gestire mille uomini per Regione ha un costo che adesso non possiamo permetterci”. “Ricordo a Gidoni, anche lui penna nera come me, che la sicurezza è un servizio indivisibile. I nostri cittadini forse hanno poca fiducia nella politica – e questa è colpa nostra – ma non negli operatori della sicurezza”, conclude Bond. “Non è un caso che le ronde padane, nonostante un gran parlare, non siano mai decollate”.  A chiudere il ragionamento è Cortelazzo: “La sicurezza resta un settore da gestire a livello unitario, non penso si possa sostenere il contrario. In questa proposta, vedo una sovrapposizione inutile e confusa non solo con i militari e le forze dell’ordine, ma anche con gli uomini della protezione civile”.

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