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Bottacin: «Il turismo? Dati positivi per “colpa” della Provincia. I dati di gennaio attestano una crescita sia di presenze che di arrivi, rispetto allo scorso anno»

Apr 5th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Gianpaolo Bottacin

«Lamentele “copia-incolla” da due anni a questa parte. D’altronde, se leggessero i dati dovrebbero smentirsi da soli» . Così il presidente della Provincia di Belluno, Gianpaolo Bottacin, sulle ennesime critiche a un comparto, quello del turismo, che qualcuno preferirebbe in crisi. «Più che critiche, quelle di qualcuno mi sembrano speranze affinché il turismo bellunese possa andare male – ha commentato Bottacin – . Il continuo sparare contro le politiche di promozione messe in campo dalla Provincia è segno del logorante chiacchierio di pochi, mentre molti albergatori continuano a lavorare in silenzio, senza registrare cali di sorta». Ha proseguito il presidente di Palazzo Piloni: «Prova del buon andamento sono i recenti dati di gennaio, che – ancora – attestano una crescita sia di presenze che di arrivi, rispetto allo scorso anno. Se questo è segno di un settore che ha problemi…». «Nonostante le diffuse difficoltà economiche che interessano anche i consumatori, facciamo meglio che in passato, quando ancora non si era fatta sentire la crisi economica. Eppure la nostra montagna registrava, dal 2004 al 2009, un calo del 7,9% di presenze – ha detto ancora Bottacin – . Di più, alcuni indicatori evidenziano che il turismo “mordi e fuggi” pare stia lasciando il posto a quello di chi preferisce rimanere in zona: un dato certamente positivo. Beh, se tutto questo è una “colpa”, allora Palazzo Piloni è orgogliosamente “colpevole” di far andar bene il comparto turistico del territorio». Ha concluso il presidente: «Sempre stando ai numeri, poi, il nostro trend è migliore di quello di Trento e di Bolzano, ma sempre quel “qualcuno” preferisce non pestare i piedi ai propri “padroni” politici, infastiditi dal fatto che anche la Fondazione Dolomiti-Unesco stia facendo la propria parte. Ma questa è un’altra storia».

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