Monday, 17 December 2018 - 10:17

Gli interessi privati sono più importanti della salvaguardia del territorio e della salute? La torre per la produzione di conglomerato bituminoso in riva al Piave

Feb 28th, 2011 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina

Ancora una volta in Italia L’interesse del privato prevale su quello del territorio, sulla salute pubblica, sul benessere del cittadino, ancora una volta si distrugge la bellezza ed il turismo. E se non mi stupisce il fatto che un privato pensi alla propria azienda, mi sconcerta che un Sindaco, come quello del mio comune, Cesiomaggiore (Belluno), che dovrebbe tutelare il territorio e la salute dei suoi cittadini, consenta che sul greto del fiume Piave “Sacro alla Patria”, si costruisca un impianto industriale a meno di 150 m dalla sua riva, in barba alla legge 431/85 Galasso. Infatti , in tale area, il Comune di Cesiomaggiore ha autorizzato, mediante il rilascio di permessi, la costruzione di un nuovo impianto, circa tre volte più grande di quello già esistente, realizzato negli anni dell’espansione economica prima che la regione provvedesse ad emanare le norme per la tutela e la salvaguardia delle zone ambientali e paesaggistiche del territorio. L’area in questione, posta in riva al Piave, che lì si è esteso a formare un territorio lacustre a seguito della realizzazione dello sbarramento artificiale noto come “diga di Busche”, si trova in contiguità con un’area ZPS (zona di protezione speciale) ed è inserita in zona SIC (sito di importanza comunitario), quindi rientra nei siti Natura 2000. Inoltre essa è di notevole valenza per gli aspetti faunistici legati alla presenza di popolazioni di uccelli di pregio, tanto da consentire l’inserimento del lago di Busche nell’elenco delle zone umide d’interesse internazionale, in base alla Convenzione di Ramsar (1976); infine, è vincolata paesaggisticamente ai sensi del D. Lgs. 42/2004 per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Oltre a ciò, essa risulta essere un’area di esondazione ed espansione delle acque del Piave, sottoposta dunque a vincoli di natura idraulica e idrogeologica: trattasi, infatti, di terreni demaniali (demanio fluviale) che, negli anni passati e anche recentemente sono stati interessati da gravi fenomeni di alluvione, esondazione e allagamento da parte delle acque del Piave e del torrente Viera. In questi luoghi, La ditta ASCON S.r.l, con sede a Cadola di Ponte nelle Alpi (BL), nel 2009 ha rilevato l’impianto per la fabbricazione di conglomerato bituminoso della ex Merotto , ha avuto poi, recentemente, l’autorizzazione a realizzare un nuovo impianto produttivo, classificato come impianto industriale insalubre di prima classe, di dimensioni molte più ampie rispetto al precedente (30 m di torre ) che, oltre alla produzione di conglomerato bituminoso, è predisposto al riciclaggio degli stessi asfalti: difficile affermare che si tratti di un intervento “migliorativo”! Un siffatto progetto avrebbe presupposto un nuovo iter approvativo per verificare quali conseguenze di natura idraulica, idrogeologica ed ambientale potesse produrre nel territorio, ma ciò non è accaduto. Che la gestione del territorio nel comune di Cesiomaggiore (BL) non sia stata né lungimirante, né rivolta alla salvaguardia dell’ambiente e dei cittadini non è una novità: in poco tempo, infatti, un territorio con infinite peculiarità naturalistiche e paesaggistiche, tali da richiedere la massima tutela grazie alla creazione di un Parco Nazionale (Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi), ha visto abbondanti superfici profondamente modificate in modo irriconoscibile con una ricaduta negativa sulla sostenibilità ambientale. È davvero strano che la provincia di Belluno, che sta chiedendo un referendum per diventare la terza provincia del Trentino, accusando la Regione Veneto di scarso interesse per la promozione del turismo dolomitico, consenta che venga distrutta una zona naturalistica di importanza comunitaria (SIC) e a protezione speciale. È ancora più strano come un progetto che si presenta come una “riqualificazione ambientale” preveda, invece, la costruzione di un impianto industriale di notevole dimensioni in una zona con vincoli paesaggistici e di interesse naturalistico. Pertanto i cittadini della zona di Busche preoccupati per le conseguenze di impatto sulla salute e per il danno che si arreca allo sviluppo del turismo della zona e per l’iter amministrativo della pratica, si rivolgono ai quotidiani di informazione affinché l’ennesimo atto di vandalismo di un territorio, vocato al turismo, possa essere evitato.
Eliana Moncada – per i cittadini della riva di S. Gabriele, Busche (Belluno)

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