Saturday, 15 December 2018 - 21:26

Odissea dei pendolari sul treno Belluno-Venezia questa mattina. Bond: “farò una segnalazione, serve una forma di risarcimento”

Feb 24th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Dario Bond

Tutti giù per terra nel bel mezzo della corsa. Questa mattina, il viaggio di molti pendolari bellunesi e trevigiani è stato un’autentica odissea. Pronto a segnalare l’episodio il consigliere regionale del Pdl Dario Bond: “Mi attiverò perchè in questo genere di casi venga restituito parte dell’abbonamento”. Ma veniamo ai fatti. Il treno regionale 5741  partito alle 6,58 da Belluno e diretto a Venezia si è fermato alla stazione di Treviso. Qui i passeggeri sono stati invitati a scendere e attendere un nuovo treno sostitutivo sul binario tre. Molti pendolari, non vedendo il mezzo, hanno invece deciso di prendere il primo treno utile, ovvero il 5678, partito da Belluno alle 7,32 e in arrivo di lì a pochi minuti sempre a Treviso. E’ stato un assalto. Sul treno in arrivo dalla città del Piave – già pieno di utenti saliti anche a Vittorio Veneto e Conegliano – si sono riversati in decine. Ai passeggeri abituali di Treviso, si sono aggiunti infatti quelli della Valbelluna, di Feltre e del Montebellunese. Il tutto, in due sole carrozze. Qualcuno ha anche desistito e ha atteso a Treviso i treni successivi. “Non ci sono state date spiegazioni sul perché di questo disservizio”, affermano alcuni pendolari rimasti a piedi. E questo, nel senso letterale del termine. “Farò una segnalazione del disguido all’assessore regionale Renato Chisso e alle strutture della Regione perchè tengano in considerazione questo nuovo episodio”, afferma il capogruppo del Pdl, Dario Bond.  “Ogni volta che ci sarà un disservizio, farò una segnalazione, come peraltro ho già fatto. Spero che eventuali sanzioni possano servire”. Molto concretamente Bond pensa anche a una forma di risarcimento per i pendolari: “Ci sono dei meccanismi che consentono la restituzione di parte dell’abbonamento. E’ una questione da approfondire”.

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