13.9 C
Belluno
martedì, Giugno 2, 2020
Home Arte, Cultura, Spettacoli Le Pubbliche Bugie aprono il Carnevale di Castion. Debutto del nuovo spettacolo...

Le Pubbliche Bugie aprono il Carnevale di Castion. Debutto del nuovo spettacolo della compagnia castionese venerdì 25 febbraio al Teatro San Gaetano di Castion alle ore 20.30

 “Trans-genico Amleto”, il nuovo spettacolo delle Pubbliche Bugie apre ufficialmente la 15 giorni del Carnevale castionese che vedrà il suo clou domenica 27 febbraio con la sfilata dei carri allegorici. Dopo due anni di gestazione piena di traversie, l’appuntamento con il debutto di “Trans-genico Amleto” è per venerdì 25 febbraio 2011 al Teatro dell’Asilo San Gaetano a Castion alle ore 20.30, con replica il 27 febbraio alle ore 18.30 sempre al San Gaetano. Le Pubbliche Bugie, partendo dal testo di Nicolaj “Amleto in salsa piccante” che ricrea l’“Amleto” di Shakespeare visto dai cuochi del castello in cui vive, sono giunte a una surreale e piccante visione dell’oggi. Cuochi, sguatteri e camerieri fanno rivivere il testo classico al punto di spostare il dramma in commedia.
La cucina come scena unica in cui i reali incontrano la servitù e da cui parte l’acceso confronto di classe. Da li l’idea del cuoco Froggy di fare uno scherzo al depresso Amleto per convincerlo ad apprezzare la sua cucina. Con l’armatura del padre morto si fingerà lo spettro che gli parla sconvolgendo tutto l’impianto di Shakespeare.
In scena poche cose, un tavolo come altare e una televisione messa al centro come grande protagonista, unica finestra da cui guardare ciò che accade fuori.
Dalla televisione la servitù apprende cosa accade ai reali. I reali si auto riprendono spinti dal narcisismo che li riempie. Si crea così un circolo vizioso che porta tutto all’eccesso e alla degenerazione.
Il tema centrale dell’Amleto si sposta dal “essere o non essere” al “essere o apparire”
“Volgarità, trasgressione, narcisismo e deviazione: questo è quello che abbiamo trovato cercando di avvicinare ai nostri giorni lo spettacolo” – afferma Paolo Martinazzo, regista dello spettacolo – “Non nascondo il divertimento che ci ha accompagnato durante la lavorazione, ma è anche vero che è sempre stato seguito da amare riflessioni.
Oggi sembra che tra spettacolo e realtà non ci sia alcuna distinzione. Gli eventi che accadono e ci circondano sembrano il frutto di una sceneggiatura comica di “terz’ordine” che trova purtroppo ancora un pubblico compiacente che la sostiene.”

Lo spettacolo
Partiti dal testo di Nicolaj, “Amleto in salsa piccante” che ricrea l’”Amleto” di Shakespeare visto dai cuochi del castello in cui vive, siamo giunti ad una surreale e piccante visione dell’oggi. Cuochi, sguatteri e camerieri fanno rivivere il testo classico al punto di spostare il dramma in commedia. La cucina come scena unica in cui i reali incontrano la servitù e da cui parte l’acceso confronto di classe. Da li l’idea del cuoco Froggy di fare uno scherzo al depresso Amleto per convincerlo ad apprezzare la sua cucina. Con l’armatura del padre morto si fingerà lo spettro che gli parla sconvolgendo tutto l’impianto di Shakespeare. In scena poche cose, un tavolo come altare e una televisione messa al centro come grande protagonista, unica finestra da cui guardare ciò che accade fuori.
Dalla televisione la servitù apprende cosa accade ai reali. I reali si auto riprendono spinti dal narcisismo che li riempie. Si crea così un circolo vizioso che porta tutto all’eccesso e alla degenerazione. Il tema centrale dell’Amleto si sposta dal “essere o non essere” al “essere o apparire”

Note di regia
Volgarità, trasgressione, narcisismo e deviazione. Questo è quello che abbiamo trovato cercando di avvicinare ai nostri giorni lo spettacolo. Non nascondo il divertimento che ci ha accompagnato durante la lavorazione, ma è anche vero che è sempre stato seguito da amare riflessioni. Oggi sembra che tra spettacolo e realtà non ci sia alcuna distinzione. Gli eventi che accadono e ci circondano sembrano il frutto di una sceneggiatura comica di “terz’ordine” che trova purtroppo ancora un pubblico compiacente che la sostiene. Come nella scena della povera Ofelia la quale, forse pazza o drogata, fa gli “stacchetti” come fosse una velina dopo i quali il pubblico applaude senza interrogarsi troppo su ciò che vede. Spero in un maggiore senso critico comune che riesca a frenare e rigettare il degrado morale che ci circonda.
Paolo Martinazzo

Compagnia teatrale Pubbliche Bugie

Regia Paolo Martinazzo

Personaggi e interpreti:
Marco Corazza:  FROGGY il cuoco
Michela Broi: CATHY sua moglie
Elena Nico: INGE loro figlia
Ivan Caviola:  BRECK sguattero
Enrico D’Alberto: GRUNTER sguattero
Massimiliano Zampieri: LA REGINA
Igor Burlon: AMLETO
Andrea Parente: LAERTE
Chiara Dal Pont: OFELIA
Paolo Martinazzo:ELIOS
Costumi Monica Savaris
Tecnico audio/video Denis Savi

Share
- Advertisment -

Popolari

990mila euro per la messa in sicurezza a Villaga. Bortoluzzi (Provincia) e Zatta (Comune di Feltre): «Si pone fine a un problema annoso»

Partirà nei prossimi giorni la messa in sicurezza dell'abitato di Villaga, in Comune di Feltre. Una vasta operazione gestita dalla Provincia di Belluno che...

Borgo Valbelluna. Le biblioteche, “Piazze del sapere” anche per i più giovani

In questi giorni il Comune di Borgo Valbelluna si sta attivando per formalizzare l’affidamento a terzi di alcune attività del servizio bibliotecario comunale per...

2 giugno Festa della Repubblica. Cerimonia in piazza dei Martiri per il 74mo anniversario

La drammatica situazione di emergenza sanitaria causata dall’epidemia del coronavirus impone che per quest’anno la cerimonia si svolga rispettando le misure di prevenzione per...

Nevegal, basta rimpalli! De Moliner: “Non vorremmo che la proposta Gidoni in Regione finisse come la Legge 25/14 sulla autonomia della Provincia di...

"Crediamo che sulla vicenda Nevegàl debba essere fatta chiarezza sulle intenzioni che hanno la Regione e il Comune di Belluno. Non è possibile, ed...
Share