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mercoledì, Maggio 27, 2020
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Comitato bellunese Acqua Bene Comune: Non ci basta dire: avevamo ragione. Ora le dimissioni dei vertici Bim Gsp e le modifiche legislative sulla gestione dei beni comuni e le tariffe

Quando in tempi non sospetti abbiamo denunciato le decine di milioni di esposizione finanziaria del Bim GSP, le carenze di trasparenza decisionale e di controlli, l’insostenibilità delle norme tariffarie  e le perverse sovrapposizioni di ruolo degli amministratori di queste società, costoro hanno avuto la spregiudicatezza di ribattere che tutto funzionava bene, che le nostre denunce erano ingiustificate e che caso mai erano le nostre iniziative referendarie a creare difficoltà al Bim presso le banche e a produrre inutili allarmismi presso i cittadini. Ora di fronte all’oggettiva e non più occultabile emergenza economica di Bim Gsp, pur a fronte di una ridotta attuazione degli investimenti programmati e di una inadeguata gestione dei servizi, siamo costretti ad assistere anche ad uno sconcertante tentativo di palleggiamento delle responsabilità tra  controllati (Soci Bim Gsp) e controllori (Ato, Provincia e Sindaci), nel solito gioco di collusioni di “tutti responsabili, nessun responsabile”, per poi pretendere che siano i cittadini a pagare  tanta improvvisazione con le bollette e  con la privatizzazione del servizio, magari a vantaggio di quei fornitori privati che hanno accumulato crediti nel tempo. Le responsabilità personali e le ragioni politiche di questo sfacelo sono invece chiare  e vanno ricercate ed affrontate  sui due piani distinti: con le dimissioni dei vertici Bim Gsp e con contestuali modifiche legislative sulle modalità gestionali dei beni comuni e di calcolo delle tariffe del servizio idrico integrato; cambiamenti normativi questi attuabili solo con i due  Sì abrogativi nei prossimi referendum. Riteniamo inoltre dovuta ed urgente la convocazione aperta dell’assemblea generale dell’Ato, in un orario compatibile alla partecipazione dei cittadini, dove vengano illustrate formalmente le reali situazioni gestionali, economica e finanziaria di Bim Gsp e delle società correlate e dibattuta in modo trasparente  la proposta regionale di riorganizzazione degli ambiti territoriali. Nel contempo invitiamo i Sindaci e le singole Amministrazioni Locali  bellunesi  a pronunciarsi pubblicamente sulle ragioni referendarie, visto che non esiste una terza via tra la privatizzazione in essere o la gestione realmente pubblica e partecipata del servizio idrico integrato. Il tempo dei tatticismi e delle ambiguità è finito. Sull’acqua e sui beni comuni si decide tutti, con assunzione di responsabilità, personale e collettiva.
Comitato bellunese Acqua Bene Comune

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