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martedì, Giugno 2, 2020
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Contrattazione territoriale. De Gan: «Chiediamo al Governo la decontribuzione e defiscalizzazione parziale degli importi concordati»

Stefano De Gan assessore provinciale

L’assessore alle Politiche del Lavoro della Provincia di Belluno, Stefano De Gan, interviene sull’accordo raggiunto dalle rappresentanze degli industriali di Treviso con le locali parti sociali, per un rilancio della contrattazione territoriale di secondo livello. «Condivido il giudizio positivo espresso dal governatore della nostra Regione, Luca Zaia, in merito all’accordo raggiunto da Unindustria Treviso e le parti sociali per un rilancio della contrattazione territoriale di secondo livello – ha commentato l’assessore – . Al fine di rendere maggiormente interessante per le aziende ed i lavoratori il ricorso a questo tipo di contrattazione integrativa rispetto a quella nazionale, sarebbe opportuno chiedere al Governo nazionale la decontribuzione e defiscalizzazione parziale degli importi concordati». De Gan entra quindi nel merito: «La decontribuzione potrebbe essere concessa a fronte dell’adesione obbligatoria dei soggetti, aziende e lavoratori, alla previdenza integrativa. Questa dovrà essere articolata su base regionale ed intersettoriale, come ad esempio il Fondo di Solidarietà Veneto. Il modello di riferimento è quello esistente nel Trentino – Alto Adige e si chiama Labur Found, che viene alimentato dai versamenti di tutti i lavoratori residenti nel territorio regionale, inclusa la pubblica amministrazione, ed investe i fondi sul territorio stesso». Ha continuato De Gan: «Per quanto riguarda la tassazione fiscale, su questi importi deve essere applicata l’aliquota Irpef fissa del 10%, che rimane alla Regione, e viene impiegata per assicurare a tutti i lavoratori iscritti, attraverso una forma assicurativa, la copertura dei versamenti quando essi si trovano in situazioni di difficoltà (cassa integrazione, infortunio, malattia, sospensione, periodo di disoccupazione in caso di passaggio da una azienda ad un’altra)». «Anche la ritenuta fiscale sulle rendite dei fondi, e pari all’11%, dovrebbe rimanere a livello regionale ed essere impiegata per tale scopo – ha detto ancora l’assessore di Palazzo Piloni – . Ribadisco che il modello di riferimento esiste già ed è quello del Trentino Alto Adige. Ritengo che questa sia una forma importante di applicazione del federalismo fiscale al mondo del lavoro, con le implicazioni economiche che ne possono derivare».

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