Monday, 25 June 2018 - 05:45

La bioetica nella scuola. Continua la collaborazione tra Ulss 1 e Liceo Renier

Feb 14th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Sanità

Il Comitato Etico per la pratica clinica dell’ULSS 1 ha accolto favorevolmente la proposta del Liceo Renier di avviare, anche quest’anno, una riflessione con gli allievi e i docenti in ambito bioetico. La scuola è infatti sicuramente il luogo ove si costruiscono le basi per la cittadinanza, intesa sia come consapevolezza di appartenere ad una comunità sia come capacità di contribuire all’elaborazione del sistema di valori e delle regole su cui si fonda la  convivenza. La collaborazione con il Liceo  Renier (referente prof.ssa Marina Iarabek),    è iniziata dall’anno scolastico 2007/08 inserendo, nell’ambito dei progetti di educazione alla salute, un incontro  con i referenti del Comitato indirizzato agli alunni delle classi quinte dei tre indirizzi, linguistico, psico-pedagogico e delle scienze sociali.
Nei giorni  7 e il 9 Febbraio gli allievi e gli insegnanti dell’Istituto Renier hanno incontrato presso la Sala Riunioni dell’Ospedale di Belluno il dr. Davide Mazzon, membro del Comitato Etico e Direttore dell’UO di Anestesia e Rianimazione. I temi trattati sono stati concordati con gli insegnanti e hanno riguardato questioni di grande importanza e attualità nel dibattito bioetico fra cui: la diagnosi di morte, lo stato vegetativo permanente, il testamento biologico.
Gli incontri sono risultati estremamente proficui per gli studenti che hanno poi approfondito le diverse tematiche in classe con i docenti.
La Bioetica è nata in ambito statunitense negli anni ’70 ed è una disciplina in cui il sapere scientifico si confronta con quelli filosofico e giuridico alla ricerca di una soluzione “buona e giusta” alle questioni etiche che sorgono in ambito biomedico. La riflessione si è sviluppata intorno ai temi della nascita, della malattia e della morte, mettendo al centro la persona, con accanto i  familiari e gli operatori sanitari, ognuno con i propri valori e diritti, all’interno di un sistema sanitario con risorse finite, per cercare risposte condivise e sostenibili.
La ragione di questo interrogarsi sul significato dell’agire in ambito biomedico sta nel fatto che l’evoluzione della conoscenza scientifica è molto più rapida della consapevolezza umana sulle conseguenze della sua applicazione. Basti pensare a settori in cui oggi la possibilità di intervenire nei processi vitali si è incredibilmente espansa e ci si pone la domanda se è “giusto” fare tutto ciò che è “tecnicamente possibile” fare, come ad esempio le cure intensive, la medicina dei trapianti, l’oncologia, la medicina neonatale, la procreazione medicalmente assistita, l’ingegneria genetica, ecc.
Inoltre, il dibattito pubblico intorno a questi temi è spesso condotto con intenti di spettacolarizzazione mediatica, suscitando contrapposizioni e contrasti che rendono sempre più difficile ricondurlo su binari corretti, sia dal punto di vista filosofico, che del diritto, che scientifico.
E’ quindi ineludibile che le accelerazioni del progresso tecnico-scientifico rendano  necessario che le istituzioni si confrontino con l’obiettivo di fornire ai cittadini le giuste coordinate per crearsi opinioni documentate e compiere scelte consapevoli in ambito sanitario.
Infatti, ciò che oggi i cittadini chiedono alle istituzioni sanitarie è di applicare le nuove opportunità terapeutiche alla luce delle proprie personali scelte esistenziali,
dopo adeguata informazione, in un contesto contraddistinto da pluralismo etico e culturale.
Utile ed opportuna quindi la scelta del Liceo  Renier di  fornire tutte le  informazioni  scientifiche  che consentano agli studenti di formarsi una propria opinione coerente con il proprio vissuto esperienziale e culturale.

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