Monday, 22 January 2018 - 10:12

Se non ora quando? Belluno alza la testa. Buona la partecipazione, molti i contenuti. Ma la piazza è senza un leader e il nodo, in fondo, rimane sempre lui, Silvio Berlusconi

Feb 13th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

La protesta inizia alle 10 di una domenica grigia, da alcuni punti della città, piazza Duomo, piazza delle Erbe, porta Dante per poi concentrarsi in piazza dei Martiri per il momento clou alle 11. Anche a Belluno le donne hanno aderito alla giornata di protesta e di indignazione nazionale. Mentre Berlusconi è pesantemente coinvolto dinanzi la Procura di Milano per sfruttamento della prostituzione. Tanti palloncini bianchi per le vie e le piazze e moltissimi i motivi della protesta. Ma non c ‘è nessun leader. Eccoli i motivi dichiarati della protesta: dall’abolizione di tutte le leggi sul lavoro precario, terreno fertile per ricatti sociali e sessuali. Diritto al lavoro e parità tra i sessi. Contro i tagli alle spese sociali, contro la cultura sessista. Per l’abolizione delle norme sull’obiezione di coscienza di medici e farmacisti. Per l’abrogazione della legge 40 sulla limitazione della procreazione assistita. Contro lo sfruttamento delle donne immigrate ridotte in schiavitù. Insomma, una lista molto lunga e corposa. Ma il messaggio percepito dalla gente comune è sempre quello: un no a tutta una serie di comportamenti riconducibili sempre a lui, Silvio Berlusconi. Si parla di valori, ma sottovoce, per non cadere nel moralismo. Perché per raggiungere la corte del sultano c’è sempre la fila. Nessuna donna è stata costretta a partecipare alle feste. Rientra nella libera scelta di ognuno. E allora la domanda va fatta a 360 gradi. Che differenza c’è tra un’escort che decide di vendere qualche decina di centimetri quadrati del proprio corpo e tutti i vari portavoce e yesman onorevoli e senatori che per contratto vendono 2-300 grammi di cervello per onorare il sultano al di là di ogni ragionevole comprensione? Cambia la merce, ma contratti e contraenti sono molto simili. Gl’italiani hanno impiegato vent’anni per liberarsi di Mussolini, ma c’era stata una Guerra mondiale di mezzo. Per Silvio Berlusconi i tempi di reazione si prevedono più lunghi, perché non c’è nessuna guerra in atto. E quand’anche ci fosse, diventerebbe un fumettone, filtrata nelle reti televisive di proprietà e controllate dal Cavaliere. Perché il rancio è sempre ottimo e abbondante. Soprattutto per chi di mestiere fa il politico. E se cade il leder potrebbe dover scendere dalla giostra.

I video della manifestazione:
http://www.youtube.com/watch?v=q4SGfUqzCX4
http://www.youtube.com/watch?v=e1caOMatmzs
http://www.youtube.com/watch?v=IcFJ4nRAua0

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3 comments
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  1. I motivi dichiarati della protesta non sono quelli scritti nell’articolo (magari) quelli sono punti che porta avanti il Partito Comunista dei Lavoratori e con quelli oggi ha voluto dare un suo contributo alla giornata di oggi.

  2. Come abilmente argomentato nel libro “La pancia degli italiani” di Beppe Severgnini (che consiglio ai lettori di Bellunopress), gli italiani sono abbindolati e sedotti dall’immagine di un sultano che rappresenta i loro sogni incarnati per 10 ragioni precise, tra cui il “mito dell’harem”.

    Se Ferrara con la sua smutandata ha ieri voluto evidenziare questo aspetto (l’invidia: “Silvio trombatore di minorenni? Beato lui”), sono felice che nelle manifestazioni di protesta oggi si siano trattati invece temi veri e concreti come il lavoro, la scuola, la parità.

    Ed è per questo gli esponenti del PDL hanno risposto piccati e infastiditi.

    Avanti così!

    Ah sì un messaggio alla Santanché che ha detto “Oggi non è bel giorno per le donne”. Già, non è un bel giorno per certe donne di facili costumi che si rimangiano 2 anni di politica per un post(icin)o da sottosegretario.

  3. andate a lavorare…

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