Tuesday, 23 January 2018 - 11:31

Un prosecco doc tutto bellunese: se ne è parlato alla cena del Rotary giovedì sera al ristorante De Gusto di Belluno

Feb 12th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

e Maurizio Busatta

«Se c’è da puntare su qualcosa, l’agricoltura, i prodotti tipici e il turismo rappresentano una cassaforte inscindibile per il futuro». Lo ha detto Gianluca Bisol, l’uomo più elegante del 2010 nello stile di vita e nel lavoro, secondo il «Prix The Best»,il premio internazionale di Parigi, e direttore generale dell’omonima azienda familiare di viticoltori di Valdobbiadene dal 1542. Gianluca Bisol è stato ospite giovedì sera al ristorante De Gusto di Sagrogna (Belluno)alla cena del Rotary Belluno distretto 2060 presieduto da Maurizio Busatta. L’imprenditore trevigiano, ha già preso in considerazione la Valbelluna per il suo conosciuto in tutto il mondo. Ipotesi avvallata anche dal presidente della Camera di Commercio Paolo Doglioni, che ha parlato di un futuro per il territorio bellunese nel circuito produttivo del prosecco Doc, a fronte dell’inserimento nel disciplinare della provincia di Belluno nelle zone di produzione del rinomato vino. Che con le sue bollicine ha oramai conquistato i mercati internazionali più prestigiosi. Il Prosecco brut Belstar dell’azienda Bisol, infatti, è stato lo spumante ufficiale dell’Expo di Shanghai 2010. «Dal novembre del 2010 – ha raccontato Gianluca Bisol – nella Food Hall di Harrods a Londra il prosecco Bisol sta insieme alle 4 grandi maison di Champagne, Moet & Chandon, Veuve Clicquot, Tattinger, Pommery. Dove passano 60 milioni di persone l’anno». Il marchio ultracentenario Bisol, insomma, rappresenta una garanzia di successo nel mondo dei vini pregiati. L’ultima creazione è la riscoperta del vitigno veneziano Dorona a bacca gialla del ‘400, dal quale nasce Venissa, una produzione limitata di 4.880 bottiglie con etichetta in foglia d’oro lavorata nel vetro, che arriverà sul mercato nel 2012. Un autentico must d’arte e di antichi profumi.

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6 comments
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  1. come dire che vogliono, oltre che colonizzarci ancora di più, innondare di malsani fertilizzanti la Valbelluna…. come mi pare abbiano fatto nella zona di Cesio per altre colture.
    dicono che a Valdobiadene non si veda più un volatile sui campi di prosecco… un motivo ci sarà.

    p.s.: comunque io odio il prosecco.

  2. Magari fossero solo fertilizzanti.. Innonderanno la valbelluna con PESTICIDI E DISERBANTI (dai principi attivi spesso cancerogeni e motogeni) Irrorati magari con l elicottero per farceli respirare meglio
    Meglio che potenzino il reparto di oncologia in provincia di Belluno!!!

    cosa centri il prosecco super trattato coi prodotti tipici e il turismo proprio nn lo so Dato che nei vigneti trevigiani si sconsiglia il passaggio da aprile a settembre

  3. Se mi dite che il prosecco sarà coltivato con disciplinare biologico, ne possiamo parlare.
    Se però dobbiamo trasformare i territori bellunesi in un susseguirsi di lussureggianti vigneti da irrorare con veleni cancerogeni. difendiamoci, non perdiamo tempo!
    Ricordate i convegni fatti a Conegliano e a Pieve di Soligo lo scorso autunno “Vigneti, pesticidi e tumori”?
    La correlazione tra queste parole è molto stretta e le statistiche parlano di dati preoccupanti: nelle zone ad alta vocazione vinicola, una famiglia su due ha un malato di tumore in casa.

  4. prima di frenare ogni possibilità di sviluppo, come è nello spirito bellunese (me ne sono andato apposta, non sopporto la chiusura del “chi viene da fastidio, se ne stia a casa sua”, sono un ragazzo del sud europa) considererei le misure per prevenire tali supposti avvelenamenti, l’ipotesi colture biologiche ecc…
    a chi si preoccupa troppo consiglierei di munirsi se non di contatore geiger almeno di misuratore di radon, che è un gas radioattivo esalato dal terreno, alpino soprattutto, in quanto prodotto dal processo di orogenesi.
    questo gas, oltre alle polveri sottili della nostra inquinatissima valle alzano sopra la media europea il tasso di tumori in provincia. l’acqua del piave poi chi l’ha mai analizzata? siamo seri, ci sono questioni più grosse per la salute di due filari di viti.
    informatevi:
    http://www.radon.it/

  5. sarebbe forse il caso, per chi ha la passione per l’ agricoltura e uno spirito imprenditoriale, di coltivare uva e qualsiasi altro prodotto della terra senza usare tanti pesticidi e schifezze varie, per vivere meglio e avere un prodotto sano. se tutti seguono solo la legge del massimo profitto (come fanno nelle zone a coltura intensiva) ci autodistruggiamo!!!!

  6. Per i profitti di qualcuno ritengo non sia giusto avvelenare la nostra terra.
    Si vive bene anche senza cartizze e prosecco. …E poi, nel bellunese non s’è mai sentito parlare di agricoltura biologica.

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