Tuesday, 19 June 2018 - 20:08

Reparto di Oncologia a Belluno. Toscani: allarme infondato, ma dobbiamo evitare l’impoverimento dell’Ospedale di Belluno

Feb 11th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Sanità

 “Dobbiamo evitare l’impoverimento dell’ospedale San Martino di Belluno e il conseguente decadimento del sistema sanitario della nostra provincia”. Il vicepresidente del consiglio regionale, Matteo Toscani, accoglie l’allarme del presidente della Lilt Renzo Zampieri sullo sdoppiamento del reparto di oncologia, sottolineando come il territorio “non si possa permettere un decadimento della qualità dei servizi e delle prestazioni offerte dall’ospedale del capoluogo” perché “le conseguenze si farebbero inevitabilmente sentire a cascata anche sulle strutture periferiche”. Zampieri teme che la riorganizzazione decisa dall’azienda sanitaria sia solo il preludio alla trasformazione di oncologia da reparto a servizio. “Su questo – afferma Toscani – ho sentito il direttore generale Antonio Compostella e il direttore sanitario Lucio Di Silvio. Da entrambi ho avuto la rassicurazione che si tratta di un allarme assolutamente ingiustificato. L’azienda sta investendo quasi un milione di euro, peraltro in un momento di difficoltà economica, per migliorare la qualità alberghiera dei ricoverati e per potenziare il day hospital. Ma oncologia è e resterà un’unità operativa complessa”. “Il punto – prosegue il vicepresidente del consiglio veneto – è invece un altro. I campanilismi emersi in queste settimane, spesso in modo del tutto strumentale, rischiano di portare a delle conseguenze assolutamente negative. Capisco che elettoralmente sia più conveniente erigere barricate territoriali o attaccare l’avversario politico. Ma se non rinunciamo, tutti noi, a questo atteggiamento a pagare il prezzo più alto di questa divisione saranno proprio i bellunesi, che rischiano di non trovare più in provincia servizi socio-sanitari adeguati”. Toscani ritorna quindi sulla necessità di avviare una collaborazione seria e vera tra le due aziende sanitarie. “A prescindere dal numero delle aziende sanitarie – spiega – occorre definire un sistema sanitario provinciale, strutturato su una rete ospedaliera di eccellenza. Mi chiedo, ad esempio, perché non si possano accorpare alcuni servizi. Penso, per esempio, al laboratorio analisi: ne basta uno per tutta la provincia. Ai cittadini basta avere dei punti di prelievo vicino a casa e delle risposte rapide e corrette. Che poi le provette siano analizzate a Pieve di Cadore, a Belluno o a Feltre poco importa”. “E’ su questo tipo di riorganizzazioni – ribadisce Toscani – che dobbiamo lavorare, ovviamente insieme ai tecnici, agli operatori e alle parti sociali. Solo così potremo garantire il diritto alla salute a tutti i bellunesi, non solo offrendo i servizi, le attività e le prestazioni necessarie per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie e la riabilitazione delle disabilità, ma anche assicurando che tali attività, servizi e prestazioni siano di qualità elevata e siano fornite nei modi, nei luoghi e nei tempi congrui per le effettive necessità della popolazione”. “Non c’è più tempo da perdere nella difesa dello status quo – conclude il consigliere regionale leghista – perché restare fermi in un mondo in rapida e continua evoluzione significa inevitabilmente regredire. E’ giunta invece l’ora di guardare avanti, con il coraggio di essere protagonisti del nostro futuro”.

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