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“Auronzo di Scena”: gli spettacoli proseguono per le scuole d’infanzia mercoledì, giovedì e venerdì

Gen 31st, 2011 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Dopo la straordinaria serata di sabato 29 gennaio, in cui la bravissima Ottavia Piccolo ha tenuto la platea del Teatro Kursaal sospesa sul filo dell’emozione con la drammatica e toccante vicenda di Anna Politkovskaja, la Stagione Auronzo di Scena prosegue la sua programmazione al Teatro Kursaal di Auronzo di Cadore con due spettacoli dedicati alle scuole, dell’infanzia e primarie. Mercoledì 2 febbraio sarà in scena, per le scuole dell’infanzia, il delicatissimo spettacolo Luna che ci racconterà un mondo che ha bisogno di bambini che abbiano ancora la possibilità di sognare, in cui il gioco dell’immaginazione aiuta a crescere coltivando con amore le proprie emozioni. Un bambino piange dopo aver perso tutti i propri sogni, la sorellina vuole accompagnarlo sulla Luna, dove finiscono tutti i sogni perduti… e i due bambini decidono allora di affrontare un viaggio spaziale per recuperarli. Il paesaggio lunare è un deserto polveroso, pieno di crateri, come un formaggio. I due fratellini trovano le impronte degli astronauti e la bandiera che vi hanno lasciato tanti anni fa… ma non trovano i sogni perduti. Devono attraversare la linea che divide la faccia chiara da quella scura della Luna. Un… due… tre, eccoli dall’altra parte! Sull’altra faccia della Luna incontrano il Rospo lunare a tre zampe che aiuta il bambino ad abbandonarsi all’immaginazione, solo così infatti potrà ritrovare i suoi sogni. Sulla faccia nascosta della Luna finiscono i sogni delle persone che pensano troppo e restano lì, a meno che il proprietario non venga a prenderseli. Ma i sogni sono tutti appassiti! Hanno bisogno di acqua. E sulla Luna non ce n’è. Allora il bambino, convinto che non troverà più i suoi sogni, scoppia a piangere. Piange, piange, piange e con le sue lacrime annaffia i sogni: cominciano a prendere vita, rinascono…! Il Rospo regala ai bambini due amuleti che li aiuteranno ad essere più fantasioso lui e più equilibrata lei, così che possano fare ritorno sulla terra consapevoli del proprio mondo emotivo. Lo spettacolo è una produzione Teatro Cargo, su testo e regia di Laura Sicignano, in scena Matteo Alfonso e Simona Fasano, musiche originali Chiara Cipolli, scene Laura Benzi, costumi Maria Grazia Bisio, luci Federico Canibus, la voce del Rospo è di Fabrizio Matteini. Giovedì 3 e venerdì 4 febbraio, invece, per le scuole primarie Acqua alta alla ricerca del tappo del mondo, una commovente storia di solidarietà, di una inedita alleanza tra gli uomini di ogni razza e di ogni religione alla ricerca della comune salvezza, racchiusa nel tappo del mondo. Un divertentissimo spettacolo che ci racconta la metafora di un mondo in emergenza cui solo l’uomo, o meglio l’intera umanità unita senza più differenze, può porre rimedio. Un giorno il cielo si annuvola e comincia a piovere. Poi non smette più. Ben presto la terra non è più in grado di assorbire l’acqua e questa pian piano allaga ogni cosa. Attraverso la radio, la televisione e i telefoni cellulari si diffonde la notizia che esiste un grande tappo del mondo e che l’unica possibilità di salvezza è trovarlo. Due meccanici si mettono alla ricerca di questo fantomatico tappo riuscendo ad individuarlo… ora però bisogna sollevarlo. È un tappo enorme, pesantissimo e pieno di incrostazioni. Bisogna trovare altre persone e convincerle ad unirsi nell’impresa. Dopo varie ricognizioni finalmente trovano degli aiuti, è gente come loro, che si è messa in salvo dall’acqua e sta aspettando che accada qualcosa… sono tantissimi, tranquilli, seduti, divertiti e vogliosi di partecipare. La corda viene prolungata e passando di mano in mano attraversa il mondo intero, “dalle pianure in fiore della Provenza ai boschi di betulle della Bielorussia, dagli ampi spazi della Nuova Zelanda alle rive del Gange, dai sentieri impervi del Tibet ai grattacieli di Manhattan…”. È la storia di un’inedita alleanza tra uomini, animali e mezzi meccanici, di una lunghissima corda che passando di mano in mano traversa popoli e nazioni come fossero perle di una collana. La storia della più poetica e stralunata cordata mai scesa in campo; mussulmani, indù, cattolici, eschimesi, manager, cavalli, trattori, camion, trabiccoli. La storia dell’umanità e della sua voglia di riscatto, la storia di un tappo che lentamente si solleva, dell’acqua che se ne va, delle nuvole nel cielo, degli uomini e delle donne di questo mondo e della loro voglia di continuare a viverci. Lo spettacolo – che fa parte di un progetto sul quale la compagnia ha lavorato negli ultimi anni producendo spettacoli che raccontano in maniera allegra e divertente il mondo in cui viviamo, trasformando il catastrofismo in riscatto e voglia di fare – ha vinto il Premio Gianni Rodari per il Teatro al Festival Nazionale Teatro Ragazzi Lucciole e Lanterne di Roma (Villa Pamphilj\Casa dei Teatri, Giugno 2008). Lo spettacolo è una produzione Eventi Culturali Teatri Comunicanti, testo di Marco Renzi, in scena Oberdan Cesanelli e Marco Renzi, musiche originali di Enrico Biciocchi, scene e costumi Paolo De Santi, immagini video Corrado Virgili, oggetti e marchingegni Federico Mancini, regia Giacomo Zito.
La Stagione di Teatro Auronzo di scena, che giunge così al termine della sua programmazione 2010-2011, è organizzata da Tib Teatro, per la direzione artistica di Daniela Nicosia, con il Comune di Auronzo di Cadore, la Fondazione Teatri delle Dolomiti, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la collaborazione del Consorzio Turistico Auronzo-Misurina.
Info e prenotazioni 0437-950555. www.tibteatro.it

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