Saturday, 15 December 2018 - 20:32

Lentiai, giovani e lavoro. Vigne: “disoccupazione tre volte maggiore per i giovani senza diploma”

Gen 25th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Società, Istituzioni

L’attualità del tema “giovani e lavoro tra difficoltà e aspettative, sogni e realtà” è stata percepita anche ieri sera (lunedì 24) nell’incontro pubblico svoltosi a Vellai e promosso da Fabrica2010. La Sala S.Pio X, luogo dell’incontro, ha accolto i tanti giovani e meno giovani interessati ad affrontare con relatori importanti questa a preoccupante realtà con la quale ci si deve confrontare quotidianamente. L’introduzione di Primo Torresin (nella foto) ha evidenziato che su questo tema anche il Governo sta cercando di predisporre dei piani di azione attraverso la stesura del progetto Italia 2020, che prevede interventi per l’occupabilità dei giovani attraverso l’integrazione tra apprendistato e lavoro. Ma a suo modo di vedere ci sono tre criticità che continuano ad ostacolare una veloce transizione dalla scuola al lavoro :
 Tempi eccessivamente lunghi nell’inserimento lavorativo
 Persiste una inoccupazione/disoccupazione temporalmente troppo accentuata
 Persiste ancora una rete amicale nelle modalità di assunzione, soprattutto nel
privato, mentre il pubblico presenta ritardi e debolezze nel sistema del reclutamento
dei lavoratori.
A dispetto di questi fattori negativi – ha continuato Torresin – va riconosciuta ai giovani la capacità di sapersi adattare e infatti essi sono privi di rigidità ideologiche e culturali : nella ricerca di un’occupazione la maggioranza di loro sceglie di usare i verbi “accontentarsi” e “accettare”. Infine, va eliminatolo stereotipo che vede nei giovani solo dei fannulloni sempre alla ricerca di divertimento : in realtà, nella scala dei “loro mondi di vita”, i soldi, il tempo libero e i divertimenti appaiono piuttosto laterali. La domanda finale posta da Torresin è stata : sarà capace la società locale, il suo mercato del lavoro, il mondo delle professioni, la domanda delle imprese, la formazione (scolastica e non) a fare del lavoro uno strumento non solo di reddito e di “posti di lavoro”, ma anche provocare inclusione e integrazione affidabile dei giovani nella società ? L’ ing. Gian Luca Vigne ha messo in evidenza come la disoccupazione giovanile sia più pronunciata tra le persone che abbandonano precocemente gli studi e non conseguono nemmeno un diploma di scuola superiore. Secondo i dati OCSE, il tasso di disoccupazione tra coloro che non hanno terminato le Scuole Superiori è, in media, tre volte superiore a coloro che hanno un titolo universitario e quasi il doppio rispetto a coloro che hanno ottenuto un diploma superiore. Questi dati vengono confermati dai cosiddetti NEET, cioè coloro che non lavorano, non studiano, non si aggiornano (Not in Education, Employment or Training). Si riscontra, ha continuato, anche nell’attuale fase depressiva una grave carenza di competenze tra i giovani che si riflette direttamente in una mancata partecipazione attiva al mercato del lavoro. Concludendo egli ha spronato i giovani ad essere intraprendenti e propositivi anche nei posti di lavoro, ad assumere iniziative forti di proposte innovative in progetti di grande dimensione. Il Sindaco di Longarone, Roberto Padrin, ha invece esortato i giovani a rischiare anche in campo amministrativo che, anche sulla base della propria esperienza, può riservare grandi soddisfazioni. Anche in questo campo, però, è necessaria una cultura di base che può consentire un percorso innovativo anche nel campo dell’amministrare la cosa pubblica, oggi troppo personalizzata e legata alla Politica. Bisogna però mettere entusiasmo e voglia di riuscire, di emergere, di dimostrare il proprio valore. Sono intervenuti numerosi giovani, esplicitando le deficienze della formazione scolastica, della mancanza di un collegamento vero tra quello che si studia con il successivo posto di
lavoro, dell’esistenza di alcune lobby in alcuni settori, della difficoltà di inserimento in quanto le aziende cercano personale con esperienza, non trovando al contempo quelle in grado di consentire veri e utili stage formativi.

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