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La Lega Nord bellunese è contraria alle celebrazioni per il 150mo dell’Unità d’Italia

Siedono oramai numerosi in Parlamento, nei consigli regionali, in province e comuni, a libro paga dello Stato italiano. Ma non celebrano i 150 anni per l’Unità di questo Stato – datore di lavoro. I motivi ce li spiega il segretario provinciale della Lega Diego Vello (nella foto). Il direttivo provinciale riunitosi ieri sera (lunedì 24 gennaio) in forma allargata – si legge in una nota –  ha affrontato il tema dei festeggiamenti sul 150° dell’unità d’Italia. Votato all’unanimità il parere contrario a queste celebrazioni, nessuna voce discordante su questo tema ha preso parte alla discussione. “Resto dell’idea che come provincia di Belluno, realtà montana e considerata periferica da questo stato ormai da troppi anni, celebrare e condividere queste celebrazioni sia ancora una volta dannoso per la battaglia di specificità e autonomismo che ci vede coinvolti da bellunesi. – afferma Diego Vello – Le ragioni per essere contrari a questa festicciola sono molteplici, la prima in essere storica ricordando a tutti che il Veneto è entrato con un plebiscito truffa segnato da una pressione militare e politica nell’anno 1866 e ancor più la realtà bellunese vede nello specifico i comuni fodomi di origine austriaca passati all’Italia nel 1918 e in provincia di Belluno solo nel 1923. E’ stato per l’appunto nominato Andrea Stella responsabile culturale con delega specifica alla storia dell’annessione bellunese all’Italia. Alla ragione storica cha avvalla la nostra posizione c’è una ragione economica dove in un momento di crisi festeggiare un paese che ha tra le più alte tassazioni nei paesi Ocse, con una realtà meridionale assistita continuamente dal Nord, senza contare la situazione di crisi attuale e di difficile gestione degli stessi enti locali, non vediamo cosa ci sia da festeggiare. E’ difficili pensare come una forza politica che in provincia di Belluno si batte per l’autonomia possa festeggiare uno Stato ultra centralista – sostiene Vello –  mai un catalano festeggerebbe l’unità spagnola.
La ricetta sta nel federalismo fiscale, unica ragione rimasta per poter riparlare un domani di festeggiamenti nazionali, dando ad ogni regione la propria autonomia oggi riconosciuta negli stati europei più moderni come Germania ed Austria, ma il traguardo dei 150 anni per la provincia di Belluno è ancora lungo e non è escluso che senza giuste riforme questo obbiettivo non si veda mai compiuto.
Non è una priorità dei bellunesi il problema del 150° – conclude il segretario -, sono altri gli argomenti e le tematiche sentite dalla gente che ci interessano, in primis lavoro e turismo che dettano l’agenda di questa provincia”.

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