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Made in Italy. Zaia: Non è sufficiente che ci siano 3 lavorazioni in Italia per definire un prodotto italiano, deve essere fatto in Italia al 100%

Un esempio di come la pubblica amministrazione possa mettersi al servizio del territorio per innescare un processo virtuoso che crea occupazione. Il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia e l’assessore alla Montagna Marino Finozzi, assieme al presidente e amministratore delegato di Bottega Veneta Marco Bizzari, hanno presentato stamani ad Arsiero, in provincia di Vicenza, l’attività della Cooperativa Femminile Montana, nata a novembre dalla volontà di alcuni soggetti pubblici (Regione del Veneto, Comunità montana Alto Astico e Posina di Arsiero) e da un soggetto privato (Bottega Veneta. Gucci Group)  per dare lavoro a donne disoccupate di un territorio montano svantaggiato impiegandole in un lavoro di alto artigianato, tipico del Made in Italy.
“Così come abbiamo fatto per l’etichettatura dei prodotti alimentari – ha detto il presidente Zaia nel corso della presentazione –  dobbiamo rivedere anche la legge sul Made in Italy per le manifatture. Non è sufficiente che ci siano 3 lavorazioni fatte in Italia per definire un prodotto italiano, deve essere fatto in Italia al 100%. se la gente vede che dietro al marchio Made in Italy ci sono realtà come quella della Cooperativa femminile montana, un territorio che riprende vita grazie al lavoro delle donne, è anche disposta a spendere di più”.
“Bottega Veneta – ha aggiunto Zaia – si è impegnata a non delocalizzare le proprie produzioni: lo apprezzo molto. La sfida per il futuro non è rincorrere i costi di produzione dei cinesi, perché non ce la faremo mai. Dobbiamo puntare sulla qualità del Made in Italy. E ai cinesi diciamo che le loro schifezze se le tengano a casa loro. Dobbiamo rifiutarci di comprare i prodotti che non hanno certificazione”.
Il progetto della Cooperativa femminile montana è nato in un momento in cui Bottega Veneta aveva esigenza di una maggiore produttività. Gli enti pubblici, senza erogare finanziamenti, hanno svolto un fondamentale ruolo di facilitatori, facendo da ponte tra l’azienda e un territorio alla ricerca di lavoro. Regione e Comunità Montana si sono adoperate per la ricerca di maestranze femminili disoccupate o in Cassa integrazione, per la ricerca di un locale adatto ad ospitare l’attività (il laboratorio si trova al centro del paese di Arsiero, comodo ai mezzi pubblici e ai servizi come scuole, centri sportivi…); nella formazione dello statuto per la costituzione della società cooperativa e fornendo gli indirizzi per la stesura di un piano economico e finanziario sostenibile. Inoltre tramite lo sportello mutui della Provincia di Vicenza, un Istituto di credito bancario ha concesso un prestito d’onore a tasso 0 di 20.000 euro da restituire in due anni. Il danaro è stato impiegato per la ristrutturazione e l’adeguamento dei locali. “Si tratta – ha spiegato l’assessore Marino Finozzi– di un esempio virtuoso di come occupare persone uscite dal circuito del lavoro, ridare forza e tessuto ad un territorio svantaggiato, mantenere e rivalutare quella sapienza artigianale che sta scomparendo”.
Il lavoro richiesto alla Cooperativa femminile montana non necessità di macchinari, ma della sola manualità. La cooperativa è infatti specializzata nell’intreccio infilato una particolare tecnica caratteristica dei prodotti di Bottega Veneta, la cui lavorazione, seppur semplice, risulta essere di grande qualità. Attualmente sono impiegate 18 socie dipendenti. Il piano prevede di far crescere l’impresa fino a una dimensione massima di 32 persone entro aprile 2011.

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