Tuesday, 23 January 2018 - 18:06

Il ruolo della politica

Gen 19th, 2011 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina

La grande assente rispetto alla questione FIAT è certamente la politica.
Sia a livello comunale, regionale e nazionale. Il silenzio nella mediazione politica ai diversi livelli tra impresa e lavotatori è stato asssordante.
Per esempio, non si poteva chiedere come controparte per un impegno così gravoso dei lavoratori, che la Fiat investisse in Italia per la ricerca, che ci fosse un medico per verificare la salute dei lavoratori a fronte di ritmi così duri, che Marchionne ed i quadri guadagnasse un pò meno, che fossero riconosciti ai lavoratori dei bonus sulla pensione per lavoro usurante, che i lavoratori fossero premiati in relazione agli uitli dell’azienda? Il questo contratto i sacrifici sono richiesti solo ai lavoratori, l’azienda non è vincolata a nulla: fa quello che vuole.
Assistiamo a scontri tra poveri (operai che si insultano e vengono alle
mani), senza capire che le cause di queste lacerazioni sono, in gran parte dovuti all’incapacita della politica e di chi governa in particolare, di mediare tra interessi diversi (non è questo il ruolo della politica?).
La politica è assente dalla scuola (riforma dei tagli !!!), dai giovani e
dalle loro difficoltà di occupazione.Non parliamo di quanto sia lontana dall’informazione o dal conflitto di interessi. Se pensiamo alla giustizia, sembra addirittura che la politica lavori per affossarla, invece che per farla funzionare. Essa è lontana dalla vita e dalla fatica della gente.
Oggi siamo arrivati al punto che l’impresa legifera per conto suo, senza
bisogno di nessuno. Domani potremmo arrivare al paradosso che le banche si fanno le loro leggi, gli organi giuridici si riformano da soli ed i consigli di amministrazione delle televisoini potranno fare lo stesso …………………… Se la politica lascia fare o compiace ai poteri forti, cosa serve? Tanto vale che sia calpestata dagli uomini. Anche a livello locale spesso amministratori e cittadini fanno la guerra tra
loro. La ristrettezza econimica che colpisce i comuni determina
spesso l’uso di qualsiasi mezzo pur di fare cassa, anche a scapito
dell’ambiente. e della sicurezza dei cittadini. Succede spesso che chi si oppone a tale degrado venga additato come la causa dell’arretramento del territorio. Si occultano invece le vere cause di questo decadimento dovute ai tagli di enormi trasferimenti di risorse agli enti teritoriali ed al welfare operati da coloro che siedono in parlamento o nei consigli regionali e che spesso aderiscono allo stesso partito politico di chi amministra i comuni..

francesco masut

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