Tuesday, 23 January 2018 - 21:37

Casa di Riposo di Cavarzano: piena rassicurazione di Compostella e Paganin sulla continuità della Ser.Sa. Via anche all’appalto esterno del servizio notturno.

Gen 19th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore, Sanità

«La Ser.Sa. Proseguirà, magari con un altro nome, ma proseguirà! E’ la precisa volontà della Uls che la Ser.Sa. Continui, poiché siamo convinti della validità della sperimentazione e dei risultati ottenuti». Lo ha detto questa sera Fernando Antonio Compostella, direttore generale della Ulss 1 di Belluno, nel padiglione servizi della casa di riposo “Gaggia Lante” di Cavarzano nel corso dell’assemblea degli ospiti dei familiari. A ribadire tale posizione è intervenuto anche Angelo Paganin, assessore ai Servizi sociali del Comune di Belluno (azionista con la Ulss n.1 della Ser.Sa.), che rispondendo ad una precisa domanda di Lorenzo Rispoli sull’obbligatorietà di dismissioni delle società partecipate da parte dei Comuni entro quest’anno (il Comune capoluogo ne potrà tenere soltanto una), ha detto: «La Ser.Sa. È la società partecipata più importante del Comune di Belluno, di cui non vogliamo certamente spogliarci»! La serata ha visto un’alta partecipazione di familiari degli ospiti e anche di dipendenti della Ser.Sa. Evidentemente preoccupati per il loro futuro. Marco Crepaz, presidente del Comitato di rappresentanza dei familiari, ha introdotto l’assemblea evidenziando la preoccupazione dei familiari per il rischio del decadimento dei servizi, a causa del blocco delle assunzioni determinato dalla manovra Tremonti del luglio scorso. Ed ha chiesto quali siano le misure intenda adottare la direzione della Ser.Sa. E’ intervenuta quindi Maria Chiara Santin, direttrice della Ser.Sa. che ha spiegato la situazione. «Il personale della Ser.Sa. – ha detto in premessa – è il nostro patrimonio, la nostra risorsa principale, perché noi eroghiamo servizi alla persona. Quest’estate abbiamo dovuto interrompere i rapporti di lavoro esterni a causa dello sforamento del patto di stabilità. La manovra Tremonti, inoltre, con il blocco delle assunzioni, per una società che si basa soprattutto sul personale, ci ha ulteriormente penalizzato. L’unica strada percorribile è quella di appaltare il servizio. Gli anni scorsi era stato appaltato una sola parte della struttura con risultati negativi. Per attutire l’impatto, quindi, abbiamo ritenuto di appaltare per alcuni mesi il servizio notturno». Il direttore generale della Ulss 1 Fernando Antonio Compostella ha spiegato che «La Ser.Sa. di Belluno è una sperimentazione gestionale con due soggetti pubblici (Comune e Ulss 1) prevista dalla Regione Veneto. Quest’ultima però non si è ancora pronunciata su questa sperimentazione, benché dovesse farlo qualche anno fa. In ogni caso Ser.Sa. continuerà in attesa della pronuncia che sarà senz’altro positiva. E quand’anche non lo fosse, la volontà della Ulss di Belluno – ha assicurato il direttore generale – è che Ser.Sa continui. Abbiamo chiesto alla Regione un atto deliberatorio di proroga della sperimentazione, per sottolineare la validità del progetto. Per il futuro – ha assicurato ancora Compostella – la Ulss intende proseguire il cammino con Ser.Sa.». Vi sarebbero, insomma, ampie garanzie anche per il personale, secondo quanto ha detto il dirigente generale della Ulss 1 e anche l’assessore comunale di riferimento. Compostella ha concluso il suo intervento sottolineando il suo dissenso sulla chiusura dei posti letto. «Chiudere 12 posti letto, sotto il profilo gestionale – ha detto – non significa solo non introitare le rette, ma nell’economia di scala produce un ulteriore deficit economico. Oltre naturalmente alla ricaduta sociale».

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