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lunedì, Maggio 25, 2020
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Il nuovo prefetto Maria Laura Simonetti incontra la stampa: “con Belluno condivido l’esperienza di montagna, sono nata in un Comune a quasi mille metri di altitudine”

Proseguono gli incontri del nuovo prefetto Maria Laura Simonetti. Dopo il colloquio di ieri con il sindaco di Belluno Antonio Prade, oggi (mercoledì 12 gennaio) è stato il momento della stampa locale. «Ho il piacere e l’onore di essere stata comandata qui a Belluno – ha detto il nuovo prefetto – una provincia con la quale condivido l’esperienza di montagna. Poiché sono nata ad Abbadia San Salvatore, un comune di circa 7mila abitanti, a quasi mille metri di altitudine, sul monte Amiata, in provincia di Siena». Il prefetto Simonetti si è intrattenuta con i rappresentanti delle varie testate giornalistiche locali ed emittenti televisive, parlando delle sue prime impressioni sul territorio,  riassumendo il suo percorso professionale e raccontando anche degli aneddoti personali. Si è laureata in giurisprudenza all’Università di Firenze nel ’77 ed ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione forense. Ha trascorso 22 anni alla Prefettura di Firenze, è stata vicario a Pisa e Lucca e commissario straordinario a Pisa a seguito delle dimissioni del sindaco. Dallo scorso I ottobre, aveva l’incarico di prefetto reggente a Lucca. «Sono molto capace nel capire i toscani – ha detto – proverò a capire i bellunesi».

Maria Laura Simonetti, prefetto

La montagna del resto, è il comune denominatore,  come ha sottolineato il prefetto nel ricordare che da piccola le capitò di raggiungere la scuola elementare con gli sci ai piedi. E’ sposata, il marito esercita la libera professione a Firenze ed ha due figlie, la maggiore all’ultimo anno di giurisprudenza e l’altra è geometra in uno studio. «vengo a Belluno con entusiasmo – ha detto – con il presupposto di lavorare insieme per i cittadini. E questo lo dico con il cuore e con il cervello». Ha ricordato il giorno del suo arrivo a Belluno, lo scorso 30 dicembre, che ha coinciso con la morte dell’alpino Matteo Miotto in Afghanistan. «Il primo impatto emotivo è stato quello di immedesimarmi con i genitori di Matteo – ha detto –  che ha la stessa età di mia figlia. Poi abbiamo aperto il libro delle condoglianze con il testamento di Matteo». Sollecitata dai giornalisti, il prefetto Simonetti ha espresso alcune considerazioni generali sulla situazione della nostra provincia, alla luce delle ultime spinte referendarie. «Belluno è una provincia molto impegnativa, con difficoltà legate al territorio e alle infrastrutture. Vi sono due aspetti da tenete in considerazione, quello dello sviluppo industriale e quello dello sviluppo sostenibile con il mantenimento dei luoghi. Il compito degli amministratori è di raggiungere questi due obiettivi. Belluno – ha proseguito – è stretta tra due province autonome, e ciò può comportare di avere forti aspettative. In ogni caso le scelte le hanno già fatte i cittadini e gli enti locali preposti».  Il prefetto ha parlato anche dei piccoli comuni della provincia, sottolineando che per ottimizzare le prestazioni oggi si va verso la creazione di servizi associati. Sulla Protezione civile ha evidenziato la necessità di una sala operativa unica che consenta di coordinare gli interventi. Nell’agenda del prefetto Simonetti c’è ora la volontà di andare a visitare i comuni della provincia, aderendo agli inviti di eventi e manifestazioni locali.

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