Tuesday, 11 December 2018 - 05:13

I professionisti della politica spiazzati dal formidabile successo del Comitato promotore del referendum per l’autonomia s’inchinano dinanzi alle 17.500 firme. Oggi la lettera del consigliere regionale Matteo Toscani

Gen 12th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Matteo Toscani

Cosa spinge quasi ventimila bellunesi a sottoscrivere un referendum per il passaggio della nostra provincia dal Veneto al Trentino Alto Adige? Il mio rispetto per i promotori di questa iniziativa e, in particolare, per i tanti cittadini che l’hanno sottoscritta e che ora la sostengono mi porta innanzitutto ad interrogarmi su quali sono le ragioni di questo evidente malessere sociale. La montagna è in difficoltà e necessita di iniziative adeguate. Dopo quindici anni da sindaco di un comune di montagna, penso di conoscere gli aspetti più preoccupanti: viviamo in un territorio con una popolazione sempre più anziana, le terre alte rischiano di essere abbandonate, soffriamo la concorrenza di vicini ricchi e potenti, abbiamo strade e servizi a volte inadeguati, il settore manifatturiero è in crisi e il turismo non decolla, nonostante la straordinaria bellezza delle Dolomiti. E’ dunque comprensibile che molti bellunesi guardino con un po’ di invidia alle realtà a statuto speciale a noi vicine. Perché non possiamo godere anche noi delle stesse condizioni dei trentini e degli altoatesini, visto che viviamo in un territorio di confine e interamente montano? Perché loro possono avere finanziamenti a fondo perduto per rimodernare gli alberghi o per avviare un’attività e noi no? Perché loro possono avere un sostegno economico per ogni figlio e noi no? Perché loro possono permettersi strade sempre più scorrevoli e servizi sempre più efficienti e noi no? Domande legittime, come legittima è l’aspirazione a non arrendersi a un declino che, per il territorio bellunese, sembra attualmente inarrestabile. A ben vedere, però, tutti questi problemi possono essere riassunti in due storiche carenze: di risorse economiche e di autonomia politica e amministrativa.
Qual è allora la terapia per guarire la nostra provincia?
Non credo che la soluzione sia un referendum che non può portare all’obiettivo che si prefigge. Non solo per la complessità dell’iter legislativo, aggravata dalle tutele costituzionali degli statuti delle due province autonome e dal trattato internazionale De Gasperi-Gruber, ma anche per la posizione di Trento e Bolzano. A questo proposito, le parole del governatore altoatesino Luis Durnwalder sono state chiare: la porta non è solo chiusa, è sbarrata. Dello stesso avviso è anche il collega trentino Lorenzo Dellai: per correttezza non posso riferire le parole usate nel corso di un recente colloquio, ma posso assicurare che la sua posizione non lascia spazio a interpretazioni. Non si può dunque ingannare la gente alimentando false speranze, con un referendum che costa parecchi soldi alla collettività e che non serve a nulla se non a manifestare il disagio della provincia, senza però contribuire a ridurlo.
Le risposte per eliminare il malessere delle nostre comunità sono altre. La carenza di risorse e di autonomia si può risolvere solo con l’attuazione del federalismo fiscale e con il riconoscimento della specificità della nostra provincia all’interno del nuovo statuto regionale, con le conseguenti leggi attuative. Dopo anni di attesa, entrambi questi traguardi sembrano essere alquanto vicini. Hanno forse il “difetto” di essere una rivoluzione silenziosa, che non fa lo stesso rumore di una consultazione popolare. Ma hanno il grande pregio di essere una terapia efficace e attuabile, e non una operazione propagandistica e mediatica.
Matteo Toscani, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto

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6 comments
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  1. Basta con sto disco rotto del referendum che “costa”! Quando dovete essere eletti voi in posti con lauti stipendi le consultazioni si tengono a costo zero?

    Come Lega iniziate a stanziare qualche migliaio di euro per il referendum, se siete per l’autodeterminazione dei popoli e per la democrazia!

    Poi, visto che siete tanto bravi in aritmetica esibiteci i calcoli costi-benefici del federalismo fiscale in una provincia con così poca popolazione e poche grandi industrie. Numerosi studi mostrano come ad essere avvantaggiati saranno i grandi centri e penalizzate le periferie e i paesi sparsi. E come è noto, quella di Belluno non è una provincia composta da metropoli dette. Inoltre aumenteranno imposte e tasse locali per ripianare i tagli e i pasticcci di bilancio della Lega (aumenteranno le tasse per chi le paga ovviamente, chi le evade o le elude grazie allo scudo fiscale votato dalla LEGA si salva).

    Nel frattempo ricordiamo ai bellunesi alcuni dati dell’amministrazione federalista Zaia-Gobbo:

    meno 92 milioni a sostegno delle PMI
    meno 1,2 milioni all’artigianato
    meno 23,4 milioni al turismo
    meno 77 milioni al trasporto pubblico
    meno 15 milioni fondo per la non autosufficienza
    meno 118 milioni tutela del territorio

    E con un buco di 1 miliardo nella sanità regionale.

    Vàààà pensieeero…

  2. ..come dire che si inchina a sua eccellenza Durwalder e sua santità Dellai senza combattere… non è possibile contraddirli, vero?!

    non c’è che dire, un grande politico… passerà alla storia come i vari grandi tipo De Bona, Fistarol, Bressa, Crema, Vaccari e Maga Magò….
    A LAVORARE!

  3. Ancora con il disco rotto del referendum che “costa”! Quando devono essere eletti lorsignori in posti con lauti stipendi le elezioni sono a costo zero?

    Se la Lega è per l’autodeterminazione dei popoli e convinta della bontà del referendum, come ha detto il presidente Bottacin, stanzi qualche migliaio di euro dei rimborsi elettorali!

    Sulla bugia del federalismo fiscale che ci salverà sorvoliamo…

  4. Chi è Maga Magò?

  5. è il primo nome che mi è venuto in mente…
    abbiamo alcuni personaggi che potrebbero far bella figura in una favola della Walt Disney, non credi?

    Onestamente era un pò combattuto con Winni the Pooh ma non volevo che mia figlia la prendesse a male…

  6. Ahhh pensavo che fosse il soprannome di qualche altro leghista 🙂