Monday, 24 September 2018 - 13:21

Palazzo Piloni vota a favore del passaggio della provincia di Belluno nel Trentino – Alto Adige. Bottacin: «Non confondete i cittadini, sarà un iter molto lungo e difficile»

Gen 11th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Palazzo Piloni sede della Provincia

Dopo una seduta di quasi tre ore, il Consiglio provinciale di Belluno ha approvato con 21 voti favorevoli e 2 contrari (Renza Buzzo Piazzetta e Gino Mondin, entrambi eletti nella Lega Nord) l’inizio dell’iter referendario che ha per oggetto il passaggio della provincia di Belluno dal Veneto alla regione autonoma confinante, Trentino – Alto Adige. Il primo passo che ha portato il Consiglio di Palazzo Piloni alla deliberazione odierna è stato il deposito di 17.500 firme (lo scorso dicembre) da parte del Comitato Belluno Autonomia Dolomiti. Quest’oggi, tutte le forze politiche hanno dato il loro voto favorevole (con la sola eccezione dei due succitati consiglieri provinciali) affinché sia dato avvio all’iter referendario che avrà per oggetto: “Volete che il territorio della Provincia di Belluno sia separato dalla Regione Veneto per entrare a far parte integrante della Regione Trentino-Alto Adige?”. Ora la delibera verrà depositata presso la Cancelleria della Corte di Cassazione, i cui Uffici preposti valuteranno la legittimità del quesito referendario, prima di successivi step. Favorevole a questo passo iniziale dell’organo consiliare anche il presidente della Provincia di Belluno, Gianpaolo Bottacin: «Oggi abbiamo dato il via all’iter, ma è bene non confondere i cittadini. Siamo dinanzi ad una prima fase, quella referendaria, che – dopo il risultato del referendum stesso – verrà seguita da quella legislativa, che dovrà approdare al Parlamento italiano per il voto definitivo. Non dimentichiamoci che per un passaggio da una regione ad un’altra è necessario modificare la Costituzione e sappiamo bene che il cammino può essere lungo e complesso. Per questo è bene che i cittadini sappiano che, dopo il voto dell’eventuale referendum, non ci sarà una svolta, ma si dovrà attendere ancora». «Per questo motivo ricordo che ci sono delle proposte già depositate presso il Parlamento per ottenere quell’autonomia che la nostra terra chiede da tempo – ha concluso Bottacin – . Quest’oggi, durante la seduta, ho sentito un’unità di intenti che spero possa portare i rappresentanti locali a convincere i rispettivi onorevoli di riferimento a sostenere quelle vie che già sono state avviate a Roma e che potrebbero essere più rapide per raggiungere l’obiettivo».

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One comment
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  1. Nessun passaggio di comuni da regione ordinaria a statuto speciale è mai stato approvato (sicuramente non negli ultimi 20 anni)! Gli unici passaggi autorizzati sono stati da regione ordinaria ad ordinaria (ultimo caso Alta Valmarecchia).
    è a…ssai evidente il motivo di questi comportamenti, non serve che li spiego.
    Il federalismo, per come è strutturato, non sopirà queste rivendicazioni. Le regioni (e provincie) a statuto speciale rimarranno tali e con i loro privilegi

    Ho firmato per il referendum ma resto scettico a Belluno e a Venezia passerà ma a Roma mi sà di no e poi la cena degli ossi non possono farla in alto adige Mondin e soci….