Monday, 24 September 2018 - 02:13

C’è un buco nel bilancio del Bim? I cittadini vogliono vederci chiaro * intervento del Comitato Acqua bene comune Belluno

Gen 6th, 2011 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

“E’ sempre più confusa la situazione della GSP (Gestione servizi pubblici), che si occupa del servizio idrico integrato (acquedotto, fognature e depurazione) e della distribuzione del gas metano nei  Comuni della Provincia di Belluno”. A sostenerlo è il Comitato di Belluno che avanza una serie di perplessità sulla situazione finanziaria e anche sulla gestione della struttura. “GSP è una delle due società per azioni del consorzio BIM (l’altra è la BIM infrastrutture, che costruisce le reti di distribuzione) create per gestire, con la presunta “efficienza” economica delle imprese private, i servizi pubblici. – prosegue la nota –  Certamente privata è la gestione delle informazioni sulla GSP, dalla qualità dell’acqua erogata ai bilanci per lo più inaccessibili ai cittadini. L’assenza di trasparenza non impedisce però l’emergere di segnali assai preoccupanti. Sono molte le Amministrazioni Comunali che vantano crediti inevasi verso GSP per oneri sui mutui inerenti il servizio idrico e relativi a più annate. E questa sembra essere solo la punta dell’iceberg del debito di GSP, ben nascosto tra le pieghe dei bilanci ufficiali. Pare che l’ammontare delle esposizioni sia nell’ordine di svariati milioni di euro. Per affrontarle il Bim GSP ha intenzione ora di chiedere ai Sindaci di aumentare le tariffe, che sono la sua principale fonte d’entrata. Anche in questo caso non ci sono dati certi, ma l’aumento per coprire il buco dovrebbe essere significativamente superiore al limite massimo del 5% previsto dalla legge. Nell’ultima assemblea dei Comuni bellunesi, soci della GSP, si è proposto informalmente di aprire ai privati la partecipazione alla Spa (a partire dal 40% del capitale sociale), per ottenere soldi freschi. Eppure dal 2004, i vertici della GSP hanno sempre garantito di volere una gestione pubblica (detta “in house”) della società, senza privati. E’ evidente che dietro a questo cambiamento di rotta c’è anche il peso dei debiti che GSP non è più in grado di affrontare. Altre notizie “sotterranee” dicono che le banche sono sempre più insofferenti per i ritardi nei pagamenti di GSP e pare abbiano deciso di non offrire più garanzie per gli investimenti se non si darà seguito alle scelte sopra riportate. Se tutte queste informazioni trovassero conferma, ci sarebbe da fare un’amara considerazione: la tanto conclamata efficienza gestionale delle Spa in house  non esiste. Pur con il realismo e la consapevolezza delle attuali difficoltà economiche, crediamo che la gestione privatistica dell’acqua abbia prodotto e produca tre nefasti risultati: l’opacità della gestione delle risorse (non c’è sufficiente trasparenza nella Spa Bim ), l’aumento dei debiti (indubbio segnale di inefficienza economica ed amministrativa) ed  l’incremento delle tariffe dei servizi erogati. Prima di consegnare definitivamente l’acqua ai privati – conclude la nota del Comitato Belluno –  noi  crediamo invece sia meglio affrontare il problema alla radice sostenendo convintamente il Referendum sull’acqua”.

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