Monday, 17 December 2018 - 14:05

L’amministrazione provinciale brancola nel buio. L’11 gennaio dovrà decidere se dare l’ok al referendum e presa dal panico scrive a tutti nella speranza che qualcuno intervenga per togliere le castagne dal fuoco

Dic 20th, 2010 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Palazzo Piloni sede della Provincia

Palazzo Piloni sede della Provincia

Il peso delle oltre 17mila firme raccolte per il referendum autonoma Regione” comincia a farsi sentire prepotentemente. Il presidente del consiglio provinciale Stefano Ghezze, infatti, ha inviato una lettera al ministro dell’Interno, al ministro delle Finanze, ai presidenti della Regione Veneto e della Regione Trentino Alto Adige, al prefetto di e ai sindaci per informare che l’11 gennaio il consiglio provinciale dovrà decidere se dare corso al referendum oppure no. La domanda è: come fa un’amministrazione leghista a dire no al referendum? Ossia alla rappresentazione massima della quintessenza dell’autodeterminazione dei popoli (saranno i bellunesi col loro voto a decidere se passare al Trentino Alto Adige), pietra miliare su cui si fonda la Lega Nord? E allora il presidente del consiglio provinciale non trova nulla di meglio che scrive una lettera “per conoscenza” (dunque un atto che non è dovuto per legge) e che in burocratese va letto come un mettersi al riparo da possibili conseguenze. Come dire, “noi ve l’avevamo detto. Che ci possiamo fare?”. Qualcuno lo chiama anche scarica barile. Nella speranza, ovviamente, che in questi 20 giorni che mancano alla decisione gli esperti costituzionalisti e dotti consulenti trovino un vizio formale che impedisca di avviare la fuga di dal Veneto. Che si impedisca al “popolo sovrano” di andare alle urne! Perché di questo si tratta. E per di più con un’amministrazione provinciale leghista, quella regionale anche, e il ministro dell’interno pure lui leghista. Il consiglio provinciale, insomma, non può dire no alla richiesta di oltre 17mila bellunesi e allora sparge la voce e invoca “Roma ladrona” che lo faccia lei. La cambiale bellunese federalista della lega insomma, è arrivata a scadenza.
Ecco il testo integrale della lettera

Belluno 20 dicembre 2010
prot.

      Al Sig. Ministro dell’Interno
      Piazza del Viminale
      00186 Roma

      Al Sig. Ministro dell’Economia e delle Finanze
      Via XX Settembre n.97
      00187 Roma

      Al Sig. Presidente della Regione Veneto
      Palazzo Balbi – Dorsoduro 3901
      30123 Venezia

      Al Sig. Presidente della Regione Autonoma
      Trentino Alto Adige
      Via Gazzoletti n. 2
      38122 Trento
      e
      Piazza Università n. 3
      39100 Bolzano

      Al Sig. Prefetto della Provincia di Belluno
      Piazza Duomo
      32100 Belluno

      Ai Sigg.ri Sindaci della Provincia di Belluno
      Loro Sedi

Oggetto : Referendum ex art. 132 comma 2 della Costituzione, avente ad oggetto il seguente quesito: “ Volete che il territorio della Provincia di Belluno sia separato dalla Regione Veneto per entrare a far parte integrante della Regione Trentino Alto Adige?”

 Come noto in data 20.01.02009 il Comitato Belluno Autonoma Dolomiti Regione ha presentato a questa Amministrazione una raccolta di 200 firme affinché venisse promosso, per il tramite dell’Amministrazione provinciale, un referendum volto a separare il territorio della Provincia di Belluno dalla Regione Veneto ed annetterlo alla Ragione autonoma del Trentino Alto Adige, ai sensi di quanto previsto dall’art  132 comma II della Costituzione.
La tematica in oggetto, data la complessità dell’argomento, è stata più volte discussa sia in sede di III Commissione Consiliare permanente sia in sede di Consiglio provinciale, ma nessuna decisione è ancora stata presa sull’argomento a fronte delle palesi difficoltà tecnico giuridiche dell’istituto che hanno richiesto e tutt’ora richiedono  accurate riflessioni.

Proprio per questo motivo, al fine di garantire la correttezza e la concreta efficacia all’eventuale voto dei cittadini escludendo possibili  annullamenti o ricorsi, si è ritenuto di inoltrare  ufficialmente al Ministero dell’Interno una richiesta di incontro per ottenere risposte certe sull’iter da seguire. Durante l’incontro, svoltosi  il 12 maggio 2010, sono stati formalizzati dalla scrivente Amministrazione alcuni questi tecnico operativi ai quali  a tutt’oggi non è ancora stata data risposta.
 In data 04 dicembre 2010 il Comitato Belluno Autonoma Dolomiti Regione ha depositato  presso gli uffici della Provincia di Belluno n. 16500 firme a sostegno della petizione per richiedere al Consiglio Provinciale l’indizione del Referendum  ex art 132 comma II della Costituzione avente ad oggetto il seguente quesito “ Volete che il territorio della Provincia di Belluno sia separato dalla Regione Veneto per entrare a far parte integrante della Regione Trentino Alto Adige?”.
 Inoltre in data 18.12.2010 prot. ente 62806  il Comitato ha depositato al protocollo della Provincia di Belluno ulteriori 1000 firme a sostegno della petizione di cui sopra.
 Preso atto quindi delle 17500 firme e considerato che la tematica in oggetto è al vaglio dall’Amministrazione da quasi 2 anni (peraltro con le elezioni svoltesi nel giugno del 2009 si è insediata una nova Amministrazione) con la presente si comunica che il giorno 11 gennaio 2011 alle ore 15.30  è stato convocato il Consiglio provinciale con lo scopo di decidere se avviare o meno la procedura per l’indizione del Referendum ex art. 132 comma 2 della Costituzione, avente ad oggetto il seguente quesito: “ Volete che il territorio della Provincia di Belluno sia separato dalla Regione Veneto per entrare a far parte integrante della Regione Trentino Alto Adige?”.

Tanto si comunica per opportuna conoscenza .

Ringraziando per la cortese attenzione  si porgono distinti saluti

      Il Presidente del Consiglio Provinciale
      Stefano Ghezze

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3 comments
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  1. Se l’amministrazione leghista ma anche la regione o lo stato vietasse il referendum adducendo le solite bugie apprese dalle modalità di governo dell alleato PDL , sarebbe un clamoroso autogol ho sempre pensato che in fin dei conti la secessione l autonomia ecc ecc erano specchietti per le allodole , si ricorda in campagna elettorale un furgone con lo slogan ” CON BERLUSCONI VENETO AUTONOMO” a ponte nelle alpi sono passati 2 anni e se si parla di autonomia rispondono aspettate il federalismo, se si parla di federalismo si ma c’è Fini Casini ecc ecc ecc che lo bloccano ogni scusa è buona la Lega è diventata un partito centralista e romano se boccia il referendum i Bellunesi non devono piu dargli manco 1 voto neppure per il consiglio di quartiere.
    E cominciare a votare partiti autonomisti locali come in alto adige dove hanno in parlamento elementi che li rappresentano. ( ovviamente teatrino della politica permettendo altrimenti sarà la storia a fare pulizia)

  2. mozione di sfiducia a questa amministrazione… non sta col territorio: è succube di Venezia. Non porta mai nulla in Consiglio provinciale, solo odg di consiglieri. Non ha nulla del centrodestra.

  3. non mi pare un’idea sbagliata quella di Ghezze, anzi. Non facciamo polemica anche quando non serve.

    Le pagelle le daremo l’11 gennaio! e vediamo a chi starà veramente a cuore la nostra provincia.