Tuesday, 21 August 2018 - 07:39

Fabrica2010 chiede “L’onore delle armi”: la biblioteca Iulm rimanga a Feltre

Dic 15th, 2010 | By | Category: Prima Pagina, Scuola, Società, Istituzioni

La stampa locale riporta le dichiarazioni del Rettore della IULM Prof. Puglisi “Addio, ma non è colpa nostra”. – scrive in una nota Primo Torresin portavoce di Fabrica2010 –   I Feltrini non conoscono ancora le cause scatenanti che hanno determinato questa decisione, che tra qualche giorno metterà fine al legame di questa Università con la Città di , mentre sanno con esattezza quante risorse umane ed economiche sono state investite per la presenza di questa sede Universitaria che se da un lato ha certamente contribuito per una crescita culturale ed intellettuale dall’altro ora li sta privando certamente “senza loro colpa” di una presenza ormai ritenuta parte integrante della vita cittadina. E allora noi crediamo che nel momento della separazione tutto questo non possa essere tralasciato, dimenticato, ignorato, addirittura mai citato o messo nel piatto della bilancia da parte del Rettore della IULM. Per questo pensiamo importante che il Sindaco, nell’incontro che avrà nei prossimi giorni con il Prof. Puglisi, rivendichi tutto questo con grande orgoglio e determinazione : la biblioteca della IULM rimanga quantomeno “in comodato” alla Città di , che per più di otto lustri ha contribuito a far crescere la IULM di Milano, riservando ad essa risorse economiche davvero rilevanti per una piccola città come la nostra. La storia insegna che anche a chi perde una guerra viene riservata la possibilità di trattare la resa : noi non sappiamo perché abbiamo perso e perché siamo stati sconfitti, ma siamo certi che l’impegno profuso dalla nostra Comunità in tutti questi anni meriti rispetto da chi oggi si ritiene vincitore, peraltro senza possibilità di appello da parte dei perdenti. E la minima attenzione che come Feltrini ci attendiamo dalla IULM – conclude la norta –  è per lo meno il riconoscimento morale del nostro impegno, che non vale il “vil denaro”, ma certamente una dimostrazione di riconoscenza (sentimento di chi ricorda il bene ricevuto) che troppe volte “le ambizioni e le superbie umane” non consentono.

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