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Sistri: l’Uapi chiede lo sgravio dei contributi alle imprese. Il Sistema è ancora in panne e c’è anche un’indagine dell’Antimafia

Dic 2nd, 2010 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina

C’è ancora il Sistri nel mirino dell’Unione Artigiani e Piccola Industria. Il 24 ottobre aveva chiesto ai senatori bellunesi di impegnarsi a ridurre le sanzioni per le violazioni formali al Testo Unico Ambientale ed eliminare la tassa di concessione governativa per chi era già iscritto nell’Albo Nazionale Gestori Ambientali. “Entrambe le richieste – dice Walter Capraro, direttore dell’UAPI – sono state recepite. Le sanzioni sono state notevolmente ridotte ed è stato tolto l’obbligo di versare una nuova tassa di concessione per le aziende che trasportano i propri rifiuti. Adesso, però, c’è una questione di fondo da risolvere ed è quella dei contributi versati dalle aziende per far funzionare un sistema che, in realtà, è ancora al palo.” In pratica, l’avvio del nuovo sistema di tracciabilità doveva avere avvenire nel corso del 2010, ma è stato più volte procrastinato ed a partire dal 1° ottobre 2010 il SISTRI è stato avviato solo in via sperimentale, tanto che il suo utilizzo è ancora facoltativo, visto e considerato che a tutt’oggi sono moltissime le imprese che non possono accedere al sistema per problemi con le USB e con i codici di accesso. “Le aziende, però, – dice Capraro –  quest’anno hanno già versato un contributo che lo stesso decreto istitutivo del SISTI specifica essere un “contributo annuo ai fini della copertura degli oneri derivanti dal funzionamento del sistema.” Visto che il sistema non funziona ancora, ci sembra quindi corretto chiedere al Ministero che quanto versato nel 2010 valga come contributo per l’anno prossimo e che, quindi, le aziende siano esonerate dal versamento del contributo per l’anno 2011.” Anche le statistiche ufficiali pubblicate sul sito internet del SISTRI confermano che il SISTRI è in panne: le registrazioni effettuate superano di poco le 52 mila su un totale di oltre 260 mila iscrizioni previste. E in più, su tutta la vicenda SISTRI aleggia un’indagine della magistratura di cui anche la stampa nazionale ha dato notizia in queste settimane.  “Già ci piaceva poco – dice il Direttore dell’UAPI – per la fretta con cui era stato confezionato. Adesso, poi, che sul Sistri sta indagando la procura antimafia di Napoli, il sistema di tracciabilità dei rifiuti ci piace ancora meno, visto che il presunto giro di fondi neri della Selex, la società controllata da Finmeccanica cui è stata affidata la realizzazione del Sistri senza alcuna gara pubblica, potrebbe anche essere uno dei motivi di tanta fretta e soprattutto una delle possibili ragioni per cui le imprese, in nome di una tracciabilità dei rifiuti che è ben lontana dall’essere realizzata, sono state costrette a sborsare milioni di euro di contributi.” Tra i destinatari della lettera inviata dall’UAPI, oltre al Ministero dell’Ambiente, anche i parlamentari bellunesi.

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