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Caccia: dopo i recenti incidenti, interviene il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che dà un giro di vite a regole e controlli sull’attività venatoria in Provincia di Belluno

Nov 30th, 2010 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Nella mattinata odierna (martedì 30 novembre) si è riunito presso la Prefettura di il Comitato provinciale dell’ordine e della sicurezza pubblica per l’individuazione delle misure volte ad incrementare il livello della sicurezza nell’esercizio dell’attività venatoria. La riunione si era resa necessaria in relazione ai recenti incidenti che hanno provocato la morte di una persona ed il grave ferimento di un’altra, tenuto conto che l’uso delle armi non può che avvenire in un contesto di adeguata perizia e rigoroso rispetto della normativa. Erano presenti, oltre al Prefetto, il Presidente della Provincia, l’Assessore De Zolt, il Questore, i Comandanti provinciali dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, del Corpo forestale dello Stato, della Polizia provinciale ed il Comune di . Si è preso atto della necessità che gli interventi, da parte sia delle Forze dell’ordine che della Provincia di , finalizzati nel loro insieme ad incrementare la tutela della pubblica incolumità, abbiano come punto di partenza il richiamo alla normativa di settore, nell’occasione adeguatamente approfondita, e alla sua puntuale applicazione.
E’ stata concordata l’intensificazione dell’azione di prevenzione e vigilanza da parte delle Forze dell’ordine, mediante appositi, mirati servizi nei vari contesti territoriali, finalizzati al rispetto delle norme che regolano l’attività venatoria, il corretto uso delle armi, la  tutela della fauna e soprattutto le  distanze previste della legge 157/92 dalle abitazioni e dalle strade. A tal riguardo particolare attenzione sarà riservata all’esercizio venatorio a mezzo di armi a canna rigata che, per la particolare gittata dei proiettili, costituiscono maggiore pericolo per la pubblica incolumità. Saranno inoltre intensificati i controlli sui luoghi di appostamento (cosiddette altane). E’ stato precisato che il prelievo in giornata di divieto venatorio dell’animale ferito può essere effettuato dal cacciatore unicamente con l’accompagnamento di agenti della Polizia provinciale. E’ stato deciso di compiere un ulteriore approfondimento finalizzato alla possibilità di individuare strade private che, risultando percorse da un numero elevato di persone e mezzi, potrebbero rientrare nella categoria di “strade” ai fini delle distanze minime di cui alla legge 157/92. La Provincia, inoltre, che ha recentemente disposto, tramite la Commissione di disciplina, l’inasprimento delle sanzioni concernenti i comportamenti in violazione delle distanze minime, potenzierà, anche a seguito dell’incontro tenutosi ieri, i servizi di controllo e vigilanza sul corretto esercizio dell’attività venatoria a mezzo della Polizia provinciale; sensibilizzerà inoltre i Presidenti della Riserve, i cui compiti sono molto rilevanti in materia. Altro versante sul quale si è ritenuto di indirizzare la futura attività di controllo è quello del rigoroso accertamento dell’idoneità psico fisica e della capacità tecnica di coloro che intendono richiedere o sono già in possesso di un fucile ad uso caccia. Al riguardo, infatti, la tutela della pubblica incolumità non può prescindere da un’adeguata idoneità psico fisica e capacità tecnica all’uso ed al maneggio delle armi. Sul punto, previo approfondimento della disciplina normativa, la Prefettura  sensibilizzerà le ULSS, competenti alla  certificazione dell’idoneità psico fisica, ed i gestori dei poligoni di tiro, che certificano la capacità tecnica. La Provincia, inoltre, avvierà l’attivazione di corsi obbligatori annuali sull’uso e tenuta in sicurezza delle armi, comprensivi di prove di tiro, al fine di poter accedere alla caccia agli ungulati; le Riserve escluderanno dalla pianificazione dei prelievi degli ungulati i cacciatori che non parteciperanno ai predetti corsi. La Provincia di Belluno provvederà a modificare la disposizione che consente il prelievo degli ungulati fino ad un’ora dopo l’orario serale, riducendolo a mezz’ora, allo scopo di garantire che l’esercizio venatorio sia svolto in condizione di luce ed accrescere così il livello di sicurezza sia dei cacciatori che dei terzi. Curerà inoltre la pubblicazione di un opuscolo contenente le regole fondamentali per un esercizio dell’attività venatoria in sicurezza. Il Comitato si riunirà nuovamente sui temi discussi e sulle azioni programmate al fine di verificare se le misure adottate siano da considerarsi adeguate all’obiettivo di incrementare la sicurezza e l’incolumità pubblica.

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One comment
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  1. Ovviamente come prassi in questo stato delle banane si corre ai ripari dopo che ci sono stati i morti., intanto ad oggi sono 20 i morti per caccia in italia.
    Cambierà qualcosa ma cambierà poco, va messo il carcere come pena per chi a causa della caccia e per imperizia ( mi pareva fosse un fagiiano invece era una persona) ammazza o ferisce un essere umano.
    Se io guido bendato e causo un incidente mortale vado in galera anche se dichiaro che mi pareva di vedere la strada non vedo perchè i cacciatori devono avere la dispensa dall’ingresso in un istituto di pena .
    Forse a Roma e a Venezia hanno troppi amici che tengono parecchio ai loro voto lasciandogli la licenza di uccidere.