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Finanziato il progetto sul diabete. Bond: “Bisogna operare soprattutto in età pediatrica, con stili di vita più sani”

Nov 29th, 2010 | By | Category: Prima Pagina, Sanità, Società, Associazioni, Istituzioni
Dario Bond

Dario Bond

“Nella delibera del cosiddetto riparto sanitario la Giunta ha assegnato una settimana fa 5 milioni di euro per l’anno a venire per finanziare il “progetto obiettivo di prevenzione, diagnosi e cura del diabete mellito” di cui parte integrante sono le azioni che verranno messe in campo per l’età pediatrica, non solo per la cura ma soprattutto per la prevenzione, l’educazione alimentare e l’educazione verso stili di vita sani!” Lo afferma il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale del Veneto, Dario Bond, che ricorda i numeri e il peso che il diabete ha sulla sanità veneta. In Veneto secondo le strutture sanitarie regionali si stima che vi siano 250.000 individui che abbiano avuto una diagnosi di diabete (di cui il 95% è diabete di tipo 2). Sempre nella nostra regione vi sono circa 125.000 persone che hanno la malattia senza saperlo. Per non parlare di tutti quei casi che si trovano in condizione di pre-diabete. Insomma una malattia complessa e che si accompagna spesso ad altre patologie. Ogni anno in Veneto vi sono circa 20.000 persone che scoprono di essere malate di diabete di tipo 2 (non insulinodipendente) e solo 200 di tipo 1 (insulinodipedente). “Da notare che la patologia – afferma Bond con dati alla mano – assorbe il 10% della spesa sanitaria regionale: il costo pro capite annuo per la cura di un malato di diabete è di 2500 euro. In un anno, sempre secondo dati della Regione – si spendono tra costi diretti e indiretti circa 1,5 miliardi di euro per la cura del diabete!”
“E’ evidente, come ci suggeriscono i medici e gli esperti, che bisogna lavorare di più nella prevenzione – afferma il capogruppo del Pdl – e proprio nell’età pediatrica si mettono le basi per la crescita di un individuo sano. Ecco perché mi sono battuto perché venissero investite risorse per la prevenzione e la diffusione di una cultura di stili di vita positivi che passano per una giusta alimentazione, l’attività fisica e lo sport!”
All’interno del progetto (Dgr n. 3485 del 17 novembre 2009, “progetto obiettivo – prevenzione, diagnosi e cura del diabete mellito”) infatti ha un ruolo importante la sezione dedicata all’Assistenza alla persona con diabete nell’età evolutiva. Il progetto finanziato prevede la realizzazione di una rete di centri di diabetologia che si occupano anche dell’età pediatrica, a Vicenza, Padova, Mestre-Venezia e Treviso e - che si affiancano al centro specializzato regionale di Verona (già esistente). Per lavorare sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce e successivamente per intervenire in modo uniforme con la cura su tutto il territorio regionale, rivestono notevole importanza anche le reti che dovranno essere create a cascata con i pediatri e i medici di medicina generale. A fare da guida al tutto il centro di Verona che opera nella diagnositica specialistica e nell’analisi genetica. Il progetto prevede interventi capillari nelle scuole per diffondere una cultura alimentare corretta e la necessità di promuovere l’educazione fisica sin dalla giovane età.
“Un altro importante compito del progetto è raccogliere dei dati epidemiologici precisi che fino ad ora non sono stati raccolti – prosegue Bond -. In campo pediatrico si stima che tra gli 0-14 anni in Veneto vi siano 12-13 casi l’anno ogni 100mila ragazzi. E gli esperti prevedono drammaticamente che nel 2020 i casi raddoppino!” “In Veneto abbiamo dei bravissimi medici e docenti in campo diabetologico – conclude Bond – e siamo assolutamente in grado di evitare questo disastro che si annuncia per la salute della popolazione. Si può fare prevenzione e bloccare la malattia sul nascere soprattutto agendo negli ambienti scolastici e tra gli under 17, ma non solo: molti adulti in condizioni cliniche prediabetiche potrebbero evitare di ammalarsi in modo cronico. Dobbiamo agire quanto prima perché in Italia alle condizioni di oggi nel 2025 è previsto un aumento della malattia del 40%, ovvero la popolazione colpita arriverà a 1,6 milioni di persone!”

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