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La scomparsa di Matteo Fiori

Nov 13th, 2010 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Matteo Fiori

Matteo Fiori

Il Partito Democratico della città di   si stringe alla famiglia di Matteo Fiori in questo momento di grande dolore per la sua morte. Perdiamo una grande compagno di viaggio, una persona  che ha riempito con la sua forza, determinazione e passione  gli  spazi del mondo politico, culturale e sociale del nostro territorio. E’ stato un guerriero appassionato per questa terra  e per la montagna abitata. Ha lottato perché  a questa  venissero riconosciuti dignità e diritti, autogoverno  e libero arbitrio. Ricordiamo le sue grandi battaglie per l’acqua e la Piave, per le Patrimonio dell’Umanità, per l’alpinismo. Matteo è stato un uomo solido, a volte scomodo ed irruente, ma sempre vivo e saldamente ancorato ai principi della nostra Costituzione, della Libertà e della Giustizia. Tutti noi, in maniera diversa, siamo stati toccati dalla sua presenza attiva e dai suoi lucidi ragionamenti.  Ci mancherà, Matteo, moltissimo. Ma le cose che lascia a questo territorio e alla nostra città vivranno oltre la sua scomparsa “fisica” . Continuando  a  contribuire a quel Bene Comune per cui, caparbiamente,  Lui è vissuto.
Irma Visalli – Segretario dell’Unione Comunale del Partito Democratico di Belluno

 

In ricordo di Matteo Fiori

“Ho appreso con grande dolore la notizia della morte di Matteo. Profondo conoscitore della montagna, ha saputo coniugare la riflessione e l’azione per la valorizzazione del nostro straordinario patrimonio. Una personalità che mancherà a tutti noi e che rende più povera la provincia di Belluno”. Lo dichiara il parlamentare bellunese e amico Maurizio Fistarol.

La redazione di Bellunopress si associa, e lo ricorda nei suoi interventi appassionati.

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2 comments
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  1. Ho avuto il piacere di fare il caffè più volte all’avvocato Fiori (gestisco un bar a belluno) L’ho visto proprio qualche giorno fa passare davanti al mio locale senza entrare, guardando con più attenzione mi sono accorto che camminava aiutandosi con delle stampelle. sapevo della sua malattia ma non credevo che fosse cosi fulminea e devastante.
    Veniva spesso con tutta la commissione tributaria a prendere il caffè da me ed era l’unico dell’altolocato gruppo che confidenzialmente mi dava del tu e mi chiedeva, in un dialetto ruvido, di dargli un caffè e poi… “dame anca an cin de lat fret” Così deve essere la gente, senza troppi fronzoli e ricami. Se vuoi desrivere la verità,diceva A. Einstein, lascia l’eleganza dal sarto.
    E’ questo che io ho sempre visto in questo uomo. Ruvida,greve/grave,abbagliante, fastidiosa e talvolta maleodorante VERITA’ . Sfiga ha voluto che non abbia mai avuto l’occasione di conoscerlo bene.
    Non molto tempo fa, si è seduto al mio bar in compagnia di un suo amico e collega (Sandro De Vecchi) e io non ho potuto fare a meno di chieder loro che mi spiegassero una cosa sulla corte costituzionale che non mi era chiara. De Vecchi ha lasciato parlare l’avv. Fiori. Mi ha spiegato quello che avevo chiesto in dialetto: chiaro, limpido, in un DIALETTO IN STAMPATELLO. E’ stato bello ascoltarlo e sarebbe bello ascoltarlo ancora. Riposa in pace amico schivato.

  2. ciao vecchio amico