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martedì, Agosto 11, 2020
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Nevegal: ancora tanto fumo sul progetto della faraonica Accademia voluta dall’amministrazione Prade

Accompagnati da Gerard Luyet, il coordinatore del progetto “Abitare il Nevegàl”, sono stati ricevuti oggi a Palazzo Rosso, Francesco Benincasa e Alexandra Morri, due professionisti giunti a Belluno in rappresentanza di potenziali investitori per il progetto “Abitare il Nevegal”. Dopo aver incontrato l’assessore Tiziana Martire e il presidente della Nis, Pio Benvegnù, si sono recati in Nevegàl per verificare i luoghi e valutare la loro rispondenza agli interessi degli investitori. Una visita, insomma, dalla quale dovrebbero scaturire dei contratti e quindi il futuro stesso del Nevegal.  Abbiamo già manifestato le nostre perplessità sull’intero progetto e lo ripetiamo. Per ora vediamo soltanto spese di soldi pubblici erogati tramite la Nis societa partecipata al 100% del Comune di Belluno. Stiamo parlando del profumato contratto di Gerard Luyet, l’uomo ponte con l’accademia svizzera, il manager che dovrà realizzare una struttura di formazione permanente per gli operatori locali del turismo e anche l’accademia vera e propria con gli investimenti di privati. L’uomo d’oro che percepisce 300mila euro in tre anni dalla Nis + benefit di villetta con giardino + auto, un’Audi in leasing da 1.100 euro mensili (sempre a carico della Nis). Ma non è tutto. C’è anche un altro contratto tra Nis e la Best Emploi (di Gerard Luyet) che prevede uno staff di traduttori e “quant’altro dovesse risultare utile e opportuno per lo svolgimento dell’incarico”. E probabilmente è proprio in questa appendice contrattuale che si inserisce l’assunzione (sempre a carico della Nis ovviamente), bocciata all’ultimo minuto in giunta, del figlio di un assessore. Nulla di penalmente rilevante, intendiamoci, ma che non rende certamente onore all’operato dell’assessore in questione. E che avvolge il progetto Nevegal in una buia cortina di fumo di cui non si vedono i contorni. Un’operazione partita due anni fa con l’arrivo a Belluno di mister Luyet. Quella volta a pagare le spese era stata Confindustria Belluno Dolomiti con 20 mila euro, più i 10 mila dell’Abm. Poi a febbraio 2010 Luyet porta lo staff dell’accademia svizzera per un sopralluogo in Nevegal per valutare se il colle bellunese possiede tutte le caratteristiche per poter ospitare la scuola turistico alberghiera. Il conticino di 55 mila euro in dieci giorni (voli in business class ecc.) questa volta li paga la Nis. L’unica cosa certa, insomma, ad oggi è l’ammontare delle spese sostenute. Ci piacerebbe sapere i nomi degli investitori interessati al progetto e la somma che hanno stanziato per il Nevegal. Mercoledì prossimo, comunque, in occasione della riunione settimanale sul tema, Gerard Luyet riferirà l’esito dell’incontro al sindaco Antonio Prade e agli assessori che seguono il progetto. Rimaniamo in attesa.

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