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Il nuovo logo-obbrobrio delle Dolomiti Unesco

Nov 6th, 2010 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina

Quando ho visto per la prima volta il nuovo logo Unesco, pensavo si trattasse di uno scherzo. Leggendo poi la notizia, mi sono reso conto che si trattava veramente del marchio scelto per rappresentare le nostre montagne nel mondo. Il logo scelto tra oltre 400 proposte e costato 30.000 euro. Da non crederci!
Non serve un occhio particolarmente critico né esperto per vederci il profilo di una città, una metropoli, 4 grattacieli che si innalzano su una sorta di collina. Insomma, tutto tranne che delle montagne, anzi LE montagne, tra le più belle del mondo!
Asettico, freddo, senza anima: spariscono così gli splendidi colori che caratterizzano le Dolomiti, sparisce qualsiasi riferimento alla natura, all’ambiente, in questo logo sparisce tutto ciò che rende uniche le nostre montagne.
Speriamo che i 4 “blocchi” che rappresentano delle cime, identici a palazzi stilizzati, non presagiscano un futuro sfruttamento edilizio.
Bisogna essere pazzi per associare un logo del genere alle Dolomiti!
Se già prima non siamo stati capaci o perlomeno abbiamo avuto grosse difficoltà, a gestire positivamente e ad approfittare dell’enorme occasione offerta dall’Unesco – a favore del turismo e della conservazione delle nostre valli – ora con un logo del genere che ci rappresenterà a livello internazionale, abbiamo raggiunto il “fondo del burrone”.
A questo punto mi domando: perchè questo concorso è stato gestito unicamente dalla Provincia di Trento? In base a quali criteri la Provincia di Trento si è presa il diritto di scegliere il logo delle Dolomiti Unesco? Per quale motivo non sono state coinvolte anche le altre province nelle quali le Dolomiti sono presenti? Perchè la Provincia di , territorio dove è presente il maggior numero di Dolomiti, non ha avuto voce in capitolo?
Perchè, nell’era di internet e della comunicazione aperta a tutti, non si è pensato ad una votazione popolare, che permettesse alla gente di esprimere con un click la propria preferenza?
Il dibattito è appena iniziato e continuerà su quotidiani, forum e social network. Ma il danno è fatto: sperare in un dietro front della commissione di “esperti” sarebbe troppo. Abituiamoci a convivere con questo logo-obbrobrio.
Matteo Gracis
admin di NuovoCadore.it

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31 comments
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  1. Siamo tutti concordi all’unanimità che il presente logo ne tantomeno i rispettivi secondi e terzi classificati non rispecchiano in nessun modo l’universalità e l’unicità delle dolomiti come patrimonio mondiale UNESCO! Cosa strana, perchè cito testualmente “«c’è stata l’unanimità non solo della commissione, ma anche del Cda della Fondazione.” per la scelta di tale oltraggio al gusto estetico. Io ho partecipato con una proposta che si è classificata all’incirca al duecentesimo posto su quasi quattrocento. Mi sono attenuto scrupolosamente ad un bando molto complicato, ma nello stesso tempo molto rigido nel definire i criteri di valutazione, criteri che non vedo espressi nei loghi visionati. Allora dico se le regole sono regole perchè non rispettarle?!? l’assurdo poi nelle motivazioni espresse per i tre loghi vincitori, concetti incomprensibili spiegati con un gergo molto ambiguo, dove i punti critici sovrastano i punti di merito. Vi trascrivo un punto che a me ha lasciato SCANDALIZZATO: logo secondo classificato caratteristiche espressive: (elementi positivi) Il tema del paesaggio è affrontato con una sintesi spinta, corretta e coerente con il temi del UNESCO. (elementi di criticità) Manca una chiara caratterizzazione degli aspetti geologici e geomorfologici e la sintesi rischia di non rappresentare esaustivamente il patrimonio UNESCO. UNA CHIARA CONTRADIZIONE! che dovrebbe escludere il logo in quanto non conforme al bando!!! Non mi invento niente è tutto agli atti depositati!!! ma non finisce qui…

  2. hai totalmente ragione !
    questa roba è uno schifo e purtroppo rappresenta il mondo in cui ci ritroviamo a vivere…. fanculo agli stronzi paraculati che fanno solo merda!!

  3. Se un logo deve essere spiegato a parole per essere capito allora non è un logo e soprattutto se il logo viene inteso in maniera diversa da quella che si era preposta, allora è un buco nell’acqua. Almeno fosse un bello!
    Oltretutto mi chiedo come fossero gli altri, su 400 ce ne sarà stato qualcuno di più attinente al tema, meno rigido, o almeno un po’ più bello.
    I quattro grattacieli di Lavaredo; sembra lo skyline di una città post-atomica.

  4. terribile!!! una semplice foto sarebbe 1000 volte meglio..

  5. e´incredibile che dei professionisti reputino questo logo adeguato ed all´altezza di quello che dovrebbe rappresentare. non lo giudicherei adatto nemmeno ad una pizzeria.
    in due parole: credo che tutta l´organizzazione di “professionisti” sia carente di buon senso e senso critico.

    veramente vergognoso, se c´e´qualche cosa che possiamo fare, avvisate tutti!

    giodevecchi.

  6. Non possono partecipare al concorso:
    1. i componenti della Giuria, i rappresentanti ed i membri di tutti gli organi statutari dei soci
    fondatori, i loro coniugi e i loro parenti ed affini fino al III grado compreso di parentela;
    2. i datori di lavoro o coloro che abbiano qualsiasi rapporto di lavoro o collaborazione in atto al
    momento dello svolgimento del concorso con membri della Giuria;
    3. gli amministratori, i consiglieri ed i dipendenti della Provincia autonoma di Trento e delle
    Amministrazioni provinciali e regionali degli altri soci fondatori della Fondazione;
    4. i consulenti ed i collaboratori coordinati e continuativi che abbiano in atto rapporti di lavoro,
    attinenti alla materia Dolomiti-UNESCO, con la Provincia autonoma di Trento e con le
    Amministrazioni provinciali e regionali degli altri soci della Fondazione, al momento dello
    svolgimento del concorso;
    5. coloro che partecipano all’organizzazione del concorso, alla stesura ed all’approvazione del
    bando ed alla designazione dei membri della Giuria.
    Sono esclusi dalla partecipazione al concorso coloro per i quali sussista il divieto a
    contrattare con la Pubblica Amministrazione.

    io darei una controllatina!

    giodevecchi.

  7. Amici? Amici di amici? Amici di amici con soldi?

  8. Pienamente d’accordo con i pareri qui espressi. Sapete cosa mi ricorda questo orribile logo?
    Quando si prende la Brennero-Modena, in direzione Brennero, e si passa la città di Trento, Trento centro credo (ma non sono sicura), si vedono campeggiare nella città 4 (o forse 3) palazzi orribili, stile edilizia popolare “magna, magna” tipicamente italiana. Sono talmente fuori luogo e deturpano talmente il paesaggio montano che li ospita che ogni qualvolta i miei occhi incontrano questi aborti della creatività umana non smetto di sentirmi a disagio, mi disturbano talmente che se avessi un caterpillar li raderei al suolo in un istante.
    Adesso hanno il loro logo 😀

  9. è bruttissimo, non rappresenta le nostre bellissime montagne, forse era meglio farlo sciegliere agli abitanti delle Dolomiti

  10. Non rappresenta per niente le nostre Dolomiti! Sembra che l’autore sia completamente estraneo a quello che si prova di fronte alle montagne! Qui non c’è natura, potrà anche essere una sintesi ma io vedo solo grattacieli!

  11. Mi sembra che i commenti siano tutti allineati…
    Io le Dolomiti le sento una cosa che mi appartiene e non voglio che vengano rappresentate in questo modo….
    perchè “….sperare in un dietro front della commissione di “esperti” sarebbe troppo”….?
    mai disperare, proviamoci!

  12. inoltre nel regolamento del concorso sottolineano più volte che sarebbero stati favoriti i marchi che non riportassero nella forma una catena montuosa. In secondo luogo credo che nella giuria non fosse presente nessun esperto di design e grafica, sarei curioso di vedere le applicazioni del logo, soprattutto accostate a quelli dell’Unesco.

  13. mi viene da pensare che se una persona o un gruppo di persone, abbiano in qualche modo assurdo creduto di accostare il significato (più che l’immagine) delle nostre dolomiti, le nostre meravigliose ed uniche bellezze sovrastanti ricche di segreti e di silenzi,d i luoghi dove siamo nati, dove abbiamo imparato a sciare, a faticare in quelle aspere vie ferrate, dove abbiamo assaggaito formaggi di malga e profumi di cardi selvatici, piccole genziane, dove, passando con le “ciaspe”, ci siamo chiesti di chi fossero quelle tracce lasciate nella neve…
    ora io mi chiedo dove diavolo vedono queste persone i palazzi nella natura selvaggia delle 4 cime di lavaredo….

  14. Come ho gia’ scritto in un altro forum, il logo della Accumulatori Alto Adige surclassa letteralmente l’obbrobrio che ha vinto il concorso il quale, oltre ad essere brutto in se’, viene percepito come simbolo di tutt’altro che le Dolomiti.
    Chissa’ se il vincitore si e’ mai mosso dalle nere e brutte montagne valdostane per venire sulle Dolomiti a trarre qualche spunto di ispirazione…

  15. Sono un grafico e ho partecipato al concorso. Non ho mai ritenuto il mio lavoro assolutamente fantastico, ma dignitoso sempre. Ho aspettato alcuni giorni prima di aggiungere anche il mio commento. Quelli che trovavo sul web pensavo potessero essere giudizi impulsivi e nel frattempo ho provato a guardare il logo vincitore con occhi diversi, ma le conclusioni non sono cambiate di molto.

    Semplicemente si tratta di un logo mal-fatto, malgrado il grafico, o lo studio (xxx) che lo ha proposto si presenti con lavori di ottima qualità. Non rispetta i vincoli dettati dal concorso, e presenta gravi errori di progettazione. Non supera nessuna prova di scalabilità, non si integra con i marchi a cui va affiancato e la soluzione delle quattro scritte ripetute è obiettivamente mal sviluppata (per non dire non-sviluppata). Nella sua estrema semplicità il secondo è molto più corretto, è leggibile e ha un’idea di fondo sostenibile, al di là dei gusti. Anche il terzo come logo è ben eseguito.

    Risulta evidente che i parametri utilizzati nel giudizio non siano quelli corretti, anche se formalmente tutti i dati rigorosamente incasellati nelle tabelle della graduatoria paiono in ordine. Probabilmente giudicare un lavoro di comunicazione visiva è qualcosa di più complesso che riempire un casellario di dati.

    E’ una grande occasione persa perché il concorso prometteva benissimo e sinceramente come concorrente mi illudevo di vedere come vincitore un capolavoro, pronto ad ammettere con onore tutta la mia sconfitta, e in discussione le mie capacità creative. Invece con questi risultati appare addirittura consolante figurare a metà classifica.

    Chiedo a chi conosce il bando meglio di me se sia legale e possibile pubblicare ciascuno il proprio lavoro on-line per osservare la qualità di tutti gli elaborati e potersi almeno confrontare con dei parametri più obiettivi.

  16. Ma state scherzando vero?!?!?

  17. Oliviero Toscani sul Corriere delle Alpi di oggi ha fatto a pezzi il giudizio della commissione giudicatrice, membri compresi. Come redazione di Bellunopress saremmo lieti di pubblicare tutti i link che indirizzino all’immagine dei loghi che hanno partecipato al concorso, certi che i lettori, visti tutti i lavori, darebbero la mazzata finale all’incomprensibile decisione della commissione che ha fatto vincere un incomprensibile logo.

  18. A questo punto mi sorge un dubbio…
    ma la giuria ha letto il bando e i criteri di valutazione prima di decidere?
    😀

  19. Io proporrei di rimettere il bando in concorso con nuova scadenza, quando non si raggiunge un obbiettivo, occorre aver buon senso e coraggio di dire che i progtti non funzionano e occorre maggiore impegno. Opterei, oltre alla giuria di “professionisti”, anche ad una seconda giuria fatta da persone comuni, che possano comunque dare un contributo preferenziale dei loghi.

  20. ma si sono bevuti il cervello??? ma che roba è? il primo sembra un cactus, gli altri 3 dei grattacieli

  21. Terribile!!!

  22. Ma che schifo, è veramente orrendo

  23. Facciamo una raccolta firme?

  24. Abbiamo creato un gruppo su facebook: “ILNOSTROLOGO per le Dolomiti – UNESCO”.
    L’intento è quello di fornire un’alternativa valida e condivisa per rappresentare le Dolomiti: patrimonio naturale dell’umanità.
    http://www.facebook.com/home.php?sk=group_140354382681770

  25. Mamma che schifezza,cambiatelo

  26. questo mio piccolo logo non aveva la pretesa di vincere il primo premio…ma ha la pretesa di essere più originale almeno del secondo classificato, credo….vista la disparità (ampia) di assegnazione di punteggio ho molte perplessità sullo svolgimento del concorso….

    http://www.scattodesign.com/forum/viewtopic.php?f=142&t=6217

  27. C’è di mezzo un politico che aveva promesso i soldi o chi ha vinto non è mai stato in montagna?

  28. Mi unisco giustamente al coro dei contestatori, in quanto il logo scelto non rispecchia le richieste del bando: manca un riferimento visivo alla bellezza delle montagne, alle cartteristiche geologiche e ai colori. anche il secondo logo non sa di niente e conferma che la giuria è stata totalmente incompetente.

  29. In questi giorni si parla del logo Unesco.Le opinioni mi sembrano tutte negative, i termini usati sono vari ed alcuni inoltre pesanti.In difesa dell’”opera” qualcuno vede il futuro.Qualcuno dice anche che non si torna indietro.Personalmente condivido la maggioranza delle critiche, soprattutto quelle che presaggiscono una colata di cemento. In effetti a Misurina già è presente una variante urbanistica al corrotto PRG che nasconde manovre oscure, ed in riva al lago – che rispecchia le Tre Cime di Lavaredo – già è stata progettata (e forse già approvata) la ricostruzione di un piccolo edificio che dai mc. 160 circa attuali, diventerà di mc. 6.200 circa. Se qualcuno andasse a vedere nelle carte, riscontrerebbe molte notizie utili forse anche alla Magistratura. Però probabilmente i poteri sono forti, basti vedere i documenti allegati, ai quali nessuno (ad oggi) ha dato risposta. Stessa cosa in paese ad Auronzo, migliaia di metri cubi in progetto a riguardo delle lottizzazione “La boa”, zona geologicamente instabile. Ma anche qui è bastato trovare un professionista che firmasse una relazione che dicesse il contrario e poi nessuno va a misurare certe distanze.
    Speculazione edilizia anche da parte del Comune stesso, che vende dei terreni senza i documenti di proprietà. E’ bastata una autocertificazione!Interessante, per ritornare alla suesposta lottizzazione, l’articolo apparso un paio di giorni orsono sul Corriere delle Alpi ed a firma del Signor Oscar De Gasperi, che desidera un’opinione del Cai di Auronzo. Non conosco il Signor Oscar De Gasperi (se qualcuno potesse inviarmi un Suo recapito farebbe cosa molto gradita), ma ritengo che lo stesso conosca bene il paese. L’aver lanciato una richiesta di opinione da parte del Cai, lo scrivente la legge come forte e pungente provocazione. Chissà se il Cai avrà l’onestà di rispondere senza tanti giochi di parole?! Il De Gasperi termina la propria lettera con l’auspicio che gli attuali ragazzi di Auronzo crescano con una visione ecologista e di rispetto ambientale.Allo stesso lo scrivente risponde che normalmente (geneticamente) i figli seguono le orme dei propri genitori.
    Diversi di questi hanno fatto il bello e cattivo tempo e le previsioni “meteorologiche” non lasciano scampo.

    Wladimiro Vecellio

  30. All’estensore dell’articolo sul Corriere delle Alpi del 10.11.2010 – Signor Oscar De Gaspari – che denuncia lo scandalo della lottizzazione “la Boa” in questo Comune urbanisticamente ed ambientalmente devastato – scelto, per ragioni difficili da spiegare, quale sede ottimale per la consegna da parte del Presidente della Repubblica della targa Unesco – arrivi l’umile ringraziamento di un ex boscaiolo ottantenne. Il Comune di Auronzo è difficile da capire, perfino da chi ci vive da una vita, figuriamoci da chi – pur amando il paese più dei suoi stessi abitanti – purtroppo vive altrove. Meriterebbe la cittadinanza ad onorum. Porto alcuni elementi a sostegno della validità delle argomentazioni del Signor De Gaspari, a valere come – secondarie – integrazioni:
    “BOA” in Cadorino vuol dire frana. E la Boa si è già fatta sentire il 04 novembre 1966, portandosi nel lago, oltre a danni immensi nella valle, una abitazione. Per fortuna senza vittime.
    E tuttora sovrasta la lottizzazione “la Boa”, come il monte Toc sovrastava il Vajont.
    De Gaspari cita il P.R.G. del 1967. Va osservato che un Piano con previsioni per 60.000 persone a fronte di 4.000 abitanti, si commenta da solo. Ma negli anni, con “varianti, licenze in deroga, sanatorie, cambi di destinazione” è diventato un colabrodo, aperto alle più spericolate operazioni. In questa, come in tutte le operazioni precedenti, si viene a saldare una “associazione a speculare” fra i possessori delle aree beneficiate dal P.R.G. (cioè gli amici degli amici – gli altri esclusi), gli appetiti degli speculatori, le agenzie immobiliari, le imprese costruttrici, la rete commerciale e gli interessi traversali di chi si occupa “del pubblico bene”. Il substrato morale è lo stesso della “Sade” sul Vajont. Vendo le aree ed incasso. Costruisco, vendo ed incasso. Delle vite altrui chi se ne frega. Alcuni esempi precedenti:
    Caduto nel nulla il ricorso contro il P.R.G. auronzano dell’architetto Gellner (quello inoltre del villaggio Eni di Borca) la minoranza del tempo, fu costretta a trascinare in Tribunale Sindaco e Giunta per far applicare l’INVIM a carico di chi sul P.R.G. si era arricchito. I due giorni precedenti l’entrata in vigore della Legge Bucalossi (oneri di urbanizzazione), la Commissione Edilizia approvò un metro cubo di licenze edilizie, a firma del geometra-Sindaco in carica, sottraendole all’imposta ed arrecando quindi al Comune danni miliardari. Il signor De Gaspari sa certamente che la zona di Misurina è al centro di un contenzioso su una Convenzione-truffa proposta dal Comune alle “Regole” usufruttuarie di quel territorio vincolato alla inalienabilità E sa certamente che su questa ipotesi si erano fatti faraonici progetti. Per esempio la casetta dell’Assessore attualmente in carica (180 mc circa) dovrebbe diventare un “ecomostro” da 6.200 mc e far sparire sotto il cemento il Col Sant’Angelo, il “logo” di Misurina.
    Sa il De Gaspari chi ha firmato quel progetto? L’architetto Oscar De Bona, allora Presidente, in carica, della Provincia di Belluno. Sembra demenza ma è agli atti. E per finire, sa chi ha avuto l’incarico di gestire urbanisticamente l’operazione BOA? L’architetto Massimo Casagrande, presidente del CAI Auronzo, Ente primadonna in materia di parchi e in giudicato per avere ruolo nel futuro Unesco. Mi spiace deludere il Signor De Gaspari, ma stando le cose come stanno, le Sue speranze sulla gioventù locale non hanno molto fondamento. Qui si nasce già ultracentenari, con relativa apatia e cinismo. Qui dissentire è considerato un crimine.
    Vecellio Giovanni – Auronzo di Cadore

  31. LOGO DOLOMITI
    La Giuria presieduta da Cesare Micheletti ha premiato il logo presentato da Arnaldo Tranti. Sono sorpreso e sbalordito. Il logo delle Dolomiti premiato è insignificante. Sembra la stilizzazione estrema dello skyline di una città di grattacieli. I colori non hanno alcun riferimento ai colori delle Dolomiti. Il bianco dà un’idea di vuoto sotto quelli che vorrebbero essere i profili delle Dolomiti. Perché il rosso ?
    Un designer meno sprovveduto avrebbe usato il giallo ocra (che è il colore delle Dolomiti), anziché il rosso, solo per le linee verticali e orizzontali, che nella sua immaginazione raffigurano le Dolomiti; e avrebbe usato invece l’azzurro cielo per il fondo. Il risultato sarebbe stato meno insipido. Faccio questa osservazione solo per evidenziare la banalità del logo premiato.
    Le Dolomiti sono le più belle montagne d’Europa e questo logo non dà assolutamente un’idea dello splendore delle Dolomiti. Questo obbrobrio non aiuterà a salvaguardare e promuovere questo straordinario patrimonio ambientale.
    E’ evidente che quel designer di Saint Cristophe non conosce la storia del Design e della Comunicazione. E sono certo che non conosce le innovazioni apportate dai Futuristi Italiani nell’ambito del Design, della Pubblicità e della Comunicazione.
    E’ stupefacente perciò che nella patria di Fortunato Depero, (che è stato uno dei Protagonisti del rinnovamento dell’Arte, del Design, della Composizione Grafica, della Pubblicità e della Comunicazione) sia stato premiato un logo così scialbo dalla Giuria presieduta da ( Udite! Udite! ) un architetto paesaggista.
    Non sono un designer, ma ho una vasta conoscenza della storia dell’Arte del Novecento, del Design, della Publicità e della Comunicazione. E pertanto Vi dico che ci sono in Trentino, in Alto Adige e nel Veneto centinaia di designer che avrebbero potuto creare un logo più bello, che raffigurasse con efficacia il magico scenario delle Dolomiti. Lo dimostrano i numerosi progetti da essi realizzati per operatori del Turismo del’area dolomitica.

    Cordiali saluti, Elio Palmisano

    info@eliopalmisano.it

    6 Novembre 2010