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Si apre la Stagione “Auronzo di Scena” con gli spettacoli dedicati alle scuole. Da mercoledì in scena “Il volo di Icaro” di Daniela Nicosia

Nov 1st, 2010 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Si apre mercoledì la nuova Stagione di Teatro Auronzo di Scena. Primi ospiti al Kursaal gli studenti delle scuole primarie (mercoledì 3 e giovedì 4 novembre) con Il piccolo volo di Icaro e a seguire (venerdì 5 novembre) quelli delle secondarie con Il volo di Icaro. Lo spettacolo – che prosegue la personalissima ricerca artistica di Daniela Nicosia (nella foto) circa la rivisitazione dei miti greci che si riversano in una scrittura originale per il teatro – nel dualismo del rapporto padre-figlio, nella tendenza alla sfida, al superamento di ogni limite proprio dell’adolescenza, così come nella solitudine delle infanzie di oggi, individua profondi nessi tra ciò che ci è tramandato e ciò che è il nostro presente. Non a caso J. Hillman definisce il mito come «qualcosa che non è ma è sempre». Ed è proprio qui il nesso tra passato e presente, nella solitudine in cui si consuma la breve esistenza di Icaro, per tutta la vita in attesa di un padre, Dedalo, il genio inventore, troppo preso dalle sue invenzioni, distratto dalla sua stessa creatività. E la metafora sul rapporto padri-figli – già presente nel precedente spettacolo della Nicosia “Orfeo in guerra” che ha debuttato a Mira in gennaio – si estende ad una implicita considerazione sulla solitudine dell’artista e di chi gli è accanto. Un rapporto intessuto di luce ed ombre, quello tra Dedalo e il figlio Icaro, così come quello tra il Re Minosse e un altro figlio solo, Minotauro, il diverso, l’emarginato, che nella riscrittura della Nicosia assume un ruolo chiave nell’inquieto, solitario percorso di crescita di Icaro, consumato nell’attesa dei brevi momenti di incontro con il padre sulla scogliera.
Lassù il papà gli ha rivelato i segreti delle api e le sue segrete ambizioni e in quelle sere, Icaro si è sentito felice… Finché un giorno – imprigionati entrambi da Minosse, che accusa Dedalo di tradimento – padre e figlio, si ritroveranno insieme con una infinità di tempo da condividere. Loro due soli, rinchiusi nel labirinto, la prigione a cielo aperto, inventata dallo stesso Dedalo, da cui è impossibile uscire. Ora Dedalo e Icaro, occhi negli occhi, soli, sotto quell’azzurro cielo di quel cielo speciale, cielo di Grecia, che se alzi un dito ti pare che lo puoi toccare, cercano insieme una via d’uscita. Ora padre e figlio sono davvero insieme, perché insieme progettano il loro futuro… Lo spettacolo si avvale delle scenografie dell’artista visivo Gaetano Ricci, che insieme all’accurato progetto luci compongono quadri scenici su più piani, sezionano lo spazio che si fa racconto, drammaturgia per immagini, in una tessitura scenica che emoziona, anche grazie alle scelte musicali, tratte dal repertorio tradizionale greco, con arditi accostamenti contemporanei da Morricone a Saleas.
Lo spettacolo, che si è aggiudicato il Premio come Miglior Attore al Festival Nazionale Ti Fiabo e ti racconto di Molfetta (Bari), è una produzione tutta bellunese, creata dalla Cooperativa Tib Teatro all’interno del Teatro Comunale, con gli attori della Compagnia e un esteso gruppo di collaboratori: il già citato artista visivo Gaetano Ricci, la danzatrice Clara Libertini per le coreografie, la stilista Silvia Bisconti per i costumi, Francesco d’Altilia per le luci e il suono, Luigino Marchetti in qualità di scenotecnico e Luigi Bortot per la realizzazione delle scene.
Auronzo di Scena proseguirà domenica 7 novembre con l’apertura della Stagione di Prosa che sarà inaugurata da un interprete d’eccezione Mariano Rigillo, attore della grande tradizione italiana che ha saputo confrontarsi con successo con testi di grande rilievo (da Shakespeare a Brecht) alle prese ora con la vitalità di Goldoni ne Il burbero benefico. Una commedia che dal ‘700 conserva intatta la forza e l’attualità dei suoi temi nel conflitto tra essere e apparire, in un mondo senza più regole in cui è presente un vuoto di valori, mondo a cui il burbero tenta di sfuggire. La commedia goldoniana di carattere si arricchisce, in questa edizione, di canzoni e musiche atte a reinterpretare un’epoca, rileggerla e farla rivivere attraverso motivi del nostro presente.
INFO 0437-950555 e www.tibteatro.it

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