Thursday, 23 May 2019 - 00:48

Prolungamento dell’autostrada A27, la storia si ripete. I motivi del no del Movimento 5 Stelle Belluno. L’interrogazione parlamentare del 1969 a favore del progetto del 1964 della Venezia-Monaco

Set 22nd, 2010 | By | Category: Cronaca/Politica, Gli speciali di Bellunopress, Riflettore

Ritorniamo a parlare dell’autostrada . A darci l’occasione è il Movimento 5 Stelle Beppe Grillo che nella nota che pubblichiamo prosegue la sua aspra critica al progetto di prolungamento autostradale verso il Cadore. La storia si ripete, insomma, per questa travagliata tratta nata come progetto Venezia-Monaco, che nel 1969 aveva in tasca le delibere favorevoli di tutti i Comuni interessati e il 70% della popolazione (vedasi interrogazione parlamentare qui di seguito riprodotta dell’onorevole Protti che ne sollecitava la realizzazione) e anche i finanziamenti. E poi venne ostacolata dalla politica: allora lo scontro era tra democristiani e comunisti, con manifestazioni di protesta di quest’ultimi sul Fadalto. Alla fine, nel 1972, l’autostrada si fece solo fino a Vittorio Veneto. Per superare il Fadalto e arrivare in provincia di Belluno, fino a Pian di Vedoia (Ponte nelle Alpi) dovremo attendere il 1995. Oggi ci risiamo, c’è ancora chi combatte una battaglia di retroguardia, per impedire lo sbocco di quello che potrebbe diventare un importante corridoio di collegamento con il Nord Europa in alternativa a Tarvisio e al Brennero. Ma ecco le osservazioni del Movimento 5 Stelle di Belluno.  “Alla gente del Cadore e dell’intera comunità Bellunese non è stato chiesto alcun parere a riguardo – afferma il Movimento 5 Stelle – Le decisioni sono state prese dall’alto e portate a conoscenza della popolazione a giochi compiuti, nell’interesse di speculatori, faccendieri e politici fuorviati, a scapito del territorio e dei suoi abitanti. Tutti parlano di benefici per il territorio che porterebbe quest’opera, tralasciando però degli elementi che non è dato sapere ai più. Oltre al fatto che quest’opera dovrebbe essere costruita in una zona denominata “DOLOMITI PATRIMONIO DELL’ UMANITA”, che non è poca cosa, e che Austria, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia hanno negato il passaggio dell’autostrada nel loro territorio, i finanziatori hanno imposto dei vincoli per la realizzazione di tale scempio:
– per rientrare dalle spese di costruzione, per le quali è stato acceso un mutuo di 1043,45 milioni di euro, è previsto un oneroso pagamento di pedaggio quantificato in 6 euro circa per le auto e 23 euro circa per i mezzi pesanti, con licenza di aumentare tale pedaggio, per percorrere 21 Km di strada.
– Vige l’obbligo per i non residenti di usufruire dell’autostrada.
– Non potranno essere costruite alternative stradali.
– Non potranno essere eseguite opere di manutenzione delle strade già esistenti per un periodo di 40 anni fino a copertura delle spese di investimento con relativo guadagno.
– Divieto di superare i 30Km orari su strade già esistenti.
– In caso di mancato adempimento dei patti vincolanti da parte delle istituzioni (regione, provincia) vi sarà una penale i cui costi ricadranno sui cittadini sottoforma di tasse.
Oltre ai vincoli sopra esposti, bisogna tener presente dell’enorme spreco di denaro pubblico e dei danni che porterà al territorio un’opera che riteniamo inutile e dannosa, in quanto porterà solo povertà e miseria nelle nostre valli e farà sì che continui lo spopolamento della montagna Bellunese fino alla sua definitiva morte.
Inoltre è di questi giorni la notizia della soppressione della tratta ferroviaria Ponte nelle Alpi- Calalzo con la scusante di lavori sulla tratta stessa: non sarà che ci vogliono togliere ancora qualche servizio sul territorio obbligando chi sale e scende dalle Dolomiti ad usare l’auto per agevolare progetti speculativi? Cnquant’anni fa ci han fregato con le dighe, oggi ci vogliono fregare con l’autostrada. Se vogliamo veramente rimanere a vivere in montagna, Cadorini e non, su con le antenne!” Conclude la nota a firma del referente provinciale Adriano Marengon Movimento 5 Stelle Belluno – 

Atti Parlamentari — 3939 — Camera dei Deputati  V LEGISLATURA – DISCUSSIONI – SEDUTA POMERIDIANA DEL 21 GENNAIO 1969
PROTTI. — Ai Ministri dei lavori pubblici e delle partecipazioni statali. — Per conoscere, – premesso che, nella attuale realtà la società Autostrade (gruppo IRI) progetta, . Finanzia e gestirà l ‘ attuanda autostrada Venezia-Monaco – per quali specifici motivi tecnici, di costo o di altro genere, il progetto del – la variante dell’autostrada suddetta, redatto dall’ingegnere capo  dell’Amministrazione provinciale di Belluno, relativa al tratto Vittorio Veneto-Ponte nelle Alpi sottopassante i l  Col Visentin,  depositato il 17 febbraio 1964 nelle mani del Ministro dei lavori pubblici di allora, onorevole Pieraccini, e presso la direzione generale dell’ANAS, corredato dal – le delibere e voti favorevoli di tutti i comuni interessati e rappresentanti circa il 70
per cento della popolazione della provincia bellunese, dalle adesioni sollecitatorie dei partiti politici, delle associazioni di categoria, degli Enti pubblici economici, nonostante le innumeri promesse della sua presa in considerazione al momento opportuno sia sempre stato ignorato, pur che nel completo rispetto dei principi che presiedono la costruzione delle autostrade di montagna, proponesse la soluzione più logica ed utile al sempre auspicato collegamento del Bellunese, della sinistra Piave e dell’Agordino con Conegliano Veneto, assolutamente necessario a dare quella propulsione di vita industriale, turistica, commerciale ed agricola alle tre popolose e bellissime zone, ancor oggi tanto depresse. E da tener presente che, fatto centro Belluno, con il progetto in fase di preparazione esecutiva via Fadalto, per arrivare a Conegliano Veneto, punto di incontro di tutte le diramazioni autostradali per il nord-sud-est-ovest, un automezzo dovrebbe percorrere, fra andata e ritorno, circa 40 chilometri in più che sottopassando il Visentin con evidente notevole incidenza sui costi e sui prodotti ; che in attualità l’ENEL ha realizzato sulle pendici del Col Visentin, proprio nei pressi del luogo ove dovrebbe sfociare il proposto traforo gallerie di circa 2 chilometri ed è quindi in grado di fornire alla società dell’Autostrada tutti i dati relativi alla natura della roccia e al costo dello scavo, senza che essa sia obbligata a nuove spese; che inoltre la realizzazione del traforo di cui si tratta (simile a quello di Monte Rocco tra Avezzano e L’Aquila) renderebbe possibile sul vicino grande altipiano di Valpiana la costruzione di un altiporto che, durante i nebbiosi mesi dell’autunno e dell’inverno, potrebbe anche sostituire, almeno per il volo diurno, essendo sempre esente da nebbia, l’aeroporto di Tessera e dal quale Venezia disterebbe circa 50 chilometri e Cortina d’Ampezzo circa 80 chilometri. Tutto quanto precede sarebbe conforme  alle direttive indicate nel piano di sviluppo economico regionale veneto . (4-03503)

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One comment
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  1. parole sante!!!