Wednesday, 19 June 2019 - 16:52

Le auto d’epoca della 63ma Coppa d’Oro delle Dolomiti sfilano in Piazza dei Martiri a Belluno

Set 4th, 2010 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Sport, tempo libero

Un centinaio di auto d’epoca hanno sfilato questa mattina nel centro di Belluno per la 63ma Coppa d’Oro delle Dolomiti. Ma per conoscere i nomi dei vincitori di questa intramontabile gara di regolarità che attraversa i panorami più suggestivi delle Dolomiti, dovremmo attendere domani. Possiamo però anticipare che i potenziali campioni si trovano tra i primi dieci equipaggi.

Fiat 508 C

Fiat 508 C

 Noi ne azzardiamo uno: la coppia Mario Passanante (pilota) e Francesco Messina (navigatore) con la Fiat 508 C del 1938 (n.3), già vincitori della scorsa edizione. Ma alla Coppa d’Oro, esclusi appunto quella decina di top driver che dicevamo, non si partecipa per vincere, ma soprattutto per esserci. Per ammirare le Dolomiti, Cortina d’Ampezzo, la cui bellezza viene esaltata dalla giornata di sole. Per assaporare quell’antico profumo di velocità, con un pizzico di nostalgia per quella mondanità in bianco e nero dei rotocalchi, che oggi non c’è più, ma che la Coppa d’Oro evoca ancora e talvolta dissimula. Il palco allestito in piazza dei Martiri oggi ci ha comunque regalato un salto indietro nel tempo, con le preziose annotazioni tecniche e sportive fornite dallo speaker Graziano Cammarano. C’era il prefetto di Belluno Carlo Boffi, che ha ricordato la sua passione per il Ducati Scrambler, il sindaco Antonio Prade soddisfatto di avere ottenuto il passaggio in centro città; l’onorevole Franco Gidoni, nipote di quel Gidoni pilota e fautore della Coppa d’Oro, quando la corsa era ancora una gara di velocità; il presidente dell’Automobile Club Belluno Paolo Stragà e Arduino Battiston, fondatore della concessionaria Bmw Battiston che ha raccontato i suoi ricordi di quando era meccanico ed elaborava scocche e motori per la Coppa d’Oro.

Lancia Astura Barchetta

Lancia Astura Barchetta

 

Tra le auto che hanno sfilato, segnaliamo la poderosa presenza scenica della Lancia Astura barchetta 3000 del 1939 (n.14), la Ferrari 165 Mille Miglia dell’equipaggio giapponese (n.23), l’equipaggio femminile (giornalista Rai) e (giornalista Quattroruote) con la Porsche 356 C del ’64 (n.10), e (noto finanziere bresciano) con la moglie Ornella Pozzi su Ferrari 375 Mille Miglia (n.31).  

Ferrari 165 MM

Ferrari 165 MM

Ferrari 375 MM

Ferrari 375 MM

Porsche 356 C

Porsche 356 C

 

Coppa d’Oro delle Dolomiti: le origini

Per trovare le origini della Coppa d’Oro delle Dolomiti, la gara di velocità in montagna che si è tenuta per dieci edizioni dal 1947 al 1956, occorre fare un passo indietro di un secolo. Nel 1898 l’Automobile Club di Vienna organizza la “Corsa delle Alpi del Tirolo Meridionale”, una gara di 250 Km con tre soli concorrenti a bordo delle prime auto che raggiungevano poco più dei 20 Km all’ora. Nel 1910 il percorso viene portato a 400 chilometri ripartiti in 4 tappe. Nel 1912 i partecipanti sono già 95 e la gara dura un’intera settimana su un percorso che si snoda attraverso i polverosi tornanti del passo Falzarego, del Pordoi e del Rolle. E nel 1914 prende il nome di elolverosi tornanti deleno di “Trofeo delle Alpi” . La Prima guerra mondiale interrompe tutte le manifestazioni sportive, che riprendono solo nel 1921 con la “Coppa delle Alpi”; una gara di regolarità di 2830 Km suddivisa in 5 tappe, organizzata dall’Unione corridori auto e moto di Milano. Dal 1929 nel Nord-est, l’Automobile Club delle Tre Venezie organizza la Coppa delle Venezie e la Salita Cortina – Passo Tre Croci, che sono le antenate della Coppo d’Oro delle Dolomiti. Una “ubriacatura di polvere”, come venne definita quest’esplosione di gare su pista e in salita degli anni ruggenti, che viene interrotta bruscamente dallo scoppio della Seconda guerra mondiale. Le competizioni riprendono nell’ immediato dopoguerra, quando a Cortina riaprono anche alberghi e negozi. E c’è tanta voglia di fare, di organizzare, di ritornare a vivere nella normalità. Corso Italia si risveglia e ritorna ad essere la passeggiata dei cortinesi. Intanto c’è chi fa di una passione il mezzo per rilanciare il turismo. Così, nel luglio del 1947, nasce la Coppa delle Dolomiti. La gara viene approvata da Roma con tanto di telegramma di autorizzazione alla chiusura delle strade al traffico firmato da un giovane sottosegretario che si chiamava Giulio Andreotti. Il tracciato prevede 303,8 chilometri, buona parte dei quali in salita, con un dislivello che va dai 325 metri di Feltre ai 2.239 del Passo Pordoi. Con la sola tratta asfaltata di Belluno-Auronzo e Cimabanche-Cortina; tutto il resto delle strade sono in ghiaia. Si parte da a Cortina, per il Passo Falzarego, la Valle Agordina, Arabba, Passo Pordoi, la Val di Fassa, Passo Rolle, San Martino di Castrozza, Fiera di Primiero, Feltre, Belluno, Longarone, Pieve di Cadore, Auronzo, Misurina, Cimabanche, Cortina (nell’atrio a piano terra di Palazzo Pelizzari della Colomba in piazza dei Martiri a Belluno, sede dell’Aci, c’è ancora una vecchia riproduzione del percorso). L’iniziativa funziona, Cortina ritorna a luccicare, ritornano anche i personaggi dei rotocalchi. Nel 1948-49  a Cortina c’è anche il futuro premio Nobel per la letteratura Ernest Hemingway a bordo della sua Buick azzurra cabriolet. Di più. Sullo stesso tracciato della Coppa delle Dolomiti, nel luglio del 1949, passa anche il 12mo Rally International des Alpes, organizzato dall’Automobile Club di Marsiglia e Provenza. Alle prime edizioni della Coppa c’è Tazio Nuvolari, l’asso del volante, che partecipa come ospite d’onore con la sua Alfa Romeo 2500 cabriolet Pinin Farina. E ci sono i Marzotto, con Giannino “il conte in doppiopetto”, che il 16 luglio del 1950 vince la quarta Coppa delle Dolomiti con la sua barchetta Ferrari alla media di 84,972 Km all’ora. Cinquant’anni dopo puntualizzerà in un’intervista: “Non ho mai corso con il meccanico. Il meccanico ero io!” Nel 1956 si corre la decima e ultima edizione della Coppa d’Oro delle Dolomiti vinta da Giulio Cabianca con la Osca Mt 4 1500 che innalza la media a 100,417 Km all’ora (nel 1947 era di 76,492). Tutto filava a gonfie vele, l’undicesima Coppa d’Oro era già programmata per il 14 luglio 1957, quando il 12 maggio alla Mille Miglia lo scoppio di un pneumatico provoca l’uscita di strada della Ferrari dello spagnolo Alfonso De Portago. L’auto falcia il pubblico. Il tragico incidente mette la parola fine a tutte le gare di velocità su strada, compresa la Coppa delle Dolomiti. Così la Terza Coppa d’oro, ossia il trofeo assegnato al pilota che in tre edizioni consecutive registra il miglior tempo, non sarà più assegnata. Nell’albo storico rimangono Salvatore Ammendola, vincitore della prima Coppa d’Oro per il triennio 1950-52, e Giulio Cabianca vincitore per il triennio 1953-55. Dal 2001 la manifestazione è stata ripresa dall’Automobile Club Belluno con la formula di gara di regolarità iscritta al Calendario Internazionale ACI-CSAI. L’odierna Coppa d’Oro delle Dolomiti si svolge il primo week-end di settembre con partenza e arrivo a Cortina d’Ampezzo, attraverso un percorso che può variare di anno in anno.
(Roberto De Nart)

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