Friday, 22 June 2018 - 20:49

Da cacciatore non firmerò lo strumentale appello degli anticaccia, ma possono essere trovate soluzioni alternative all’apertura venatoria primaverile

Ago 27th, 2010 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Sono cacciatore; sono convinto dell’effetto calmierante della caccia in natura ora che l’ambiente è stato sconvolto dalla cosiddetta  ”civiltà”; ho le prove  di come i cacciatori amino il territorio molto più di tanti ipocriti che ogni tanto si svegliano con il prurito di vestire i panni di “Catone il censore” in fatto ambientale ; ho il sospetto che molte delle associazioni anticaccia siano al soldo di palazzinari e imprenditori vari a cui i cacciatori stanno sulle scatole in quanto utilizzatori ultimi di certi ambienti  e territori che potrebbero essere sottratti alla caccia e destinati a più proficue cementificazioni o altri redditizi scopi; sono certo della funzione sociale che la caccia svolge in favore della salute psichica e fisica di chi la esercita;  credo fermamente che la caccia, così come concessa oggi sia limitata e limitativa, ma ancora accettabile con le dovute correzioni e quindi sia impensabile una sua ulteriore riduzione nei tempi e nelle modalità di esercizio; sono in definitiva convinto che i danni che verrebbero causati dall’abolizione della caccia supererebbero di gran lunga i presunti vantaggi che ne vengono sbandierati. Quella del prolungamento primaverile alla selezione degli ungulati la ritengo però solamente un egoistico pretesto fine a sé stesso. Ogni  motivazione potrebbe trovare esaurimento nell’adeguamento numerico dei piani di abbattimento autunnali e nella selezione controllata dei soggetti anomali o malati eseguita nello stesso periodo. Stiamo certi che se ai cacciatori diciamo che possono prelevare dieci o venti capi in più, siano maschi che femmine o piccoli non sarà necessario attendere la primavera per  ottenere tale risultato, sarà infatti più facile uno sforamento per eccesso che per difetto e stiamo altresì certi che se, anche  per caso, un capriolo albino sfuggirà alla selezione autunnale, non verrà sicuramente messa a repentaglio l’integrità di tutta la stirpe provinciale.
Paolo  Bampo

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4 comments
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  1. Premesso che uccidere animali innocenti e indifesi qualifica pienamente chi si diverte a farlo, verrebbe soprattutto da chiedere a Bampo se per salute psichica dei cacciatori si riferisce a quell’eccellente facoltà che permette di scambiare un uomo per un cinghiale o una guardia provinciale per un cervo.

  2. Che discorsi, si dà per scontato che i cacciatori non firmino petizioni che infastidiscano il loro “divertimento”. Nessuno si aspetta sottoscrizioni del mondo venatorio.

    Si spera di collezionare più firme possibile dalle persone più sensibili tra quell’80% che è contrario all’esercizio della caccia.

    Certo che anche la provincia… Mai tempismo fu più azzeccato per discutere dell’estensione sia temporale che razziale delle attività venatorie, in questi giorni in cui il povero don Francesco è stato fatto fuori da un matto armato di fucile.

  3. Per mantenere la forma psichica e fisica, si possono fare delle sane passeggiate,
    magari senza andare ad ivadere le proprietà private, come è brutto costume fare
    da certi cacciatori

  4. Solo chi è vegetariano o vegano e non possiede animali domestici può veramente dirsi contro la caccia, la pesca o l’allevamento intensivo.
    Tutti gli altri sono solo degli ipocriti.