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sabato, 29 Febbraio, 2020
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Marco Travaglio e Gian Antonio Stella a ruota libera martedì scorso a Caprile

L’incontro tra Marco Travaglio e Gian Antonio Stella, svoltosi presso la palestra delle scuole di Caprile il 24 agosto, è stato seguito da un numeroso e curioso pubblico, segnale di apprezzamento dell’attività di questi giornalisti.

Gian Antonio Stella
Gian Antonio Stella

I due editorialisti hanno dibattuto in modo vivace e brillante sulla  situazione politica attuale, che vede come protagonista quello “spettacolo da baraccone” che è il governo. Un governo che fa danni (tanti), ma le cui vicissitudini e colpi di scena senz’altro non ci
annoiano mai. Travaglio ha commentato l’affaire della casa a Montecarlo di Gianfranco Fini osservando come probabilmente i notabili dell’allora AN, in sede di approvazione del bilancio di partito, accortisi di questo piazzamento immobiliare tramite giri off-shore, abbiano ritenuto di tenerlo buono come strumento da donare al “capo” in momenti di vendetta mediatica (che è esattamente ciò che sta avvenendo in questi giorni con il mitragliamento mediatico a Fini da parte del “quartier generale” berlusconiano). La serata è proseguita con elogi artistici all’autore satirico Fortebraccio e la constatazione della pochezza intellettuale dei nostri rappresentanti al parlamento, con la critica alla tiepidezza con cui il Partito Democratico affronta le questioni politiche, con vari aneddoti sui vari leader del PD,  e con una carrellata dei soprannomi usciti dalla penna del giornalista torinese: dal “CaiNano” a “Al Tappone”, fino a “La Triglia Salmonata” (il ministro Brambilla) o “Piercasinando”, o a quello che Stella ritiene un capolavoro di ironia: “Il Pallore Gonfiato” (il ministro Bondi). Partendo da un’osservazione del pubblico è stato anche dato atto della forza della Lega sul territorio.

Marco Travaglio
Marco Travaglio

Travaglio, pur rivendicando la sua appartenenza politica a una destra liberale come quella di Sartori o   di Villepin in Francia, e sottolineando come a sinistra abbia soltanto trovato “asilo”, ha ritenuto di criticare il comportamento snobbistico dei leader della sinistra italiana. Che vent’anni fa ammiravano la presenza sul territorio della Lega e che oggi l’ammirano ancora, nel senso che in vent’anni non hanno fatto nulla per seguirne la strategia vincente. Immancabile infine, da parte dei due giornalisti, la stoccata sulle politiche migratorie “fantasy” della Lega, con la promessa della chiusura delle frontiere (impossibile a causa degli accordi internazionali), l’espulsione di tutti gli stranieri (basti pensare a
quanti soldi costerebbero centinaia di ospizi per gli anziani se tutte le badanti venissero espulse), o a più incredibil uscite “padane” sull’espulsione dei “comunitari disoccupati” (un padre di famiglia
alleghese disoccupato si è chiesto se sarebbe stato espulso pure lui). Terminata la serata e dopo aver firmato decine di autografi a fan entusiasti, l’editorialista del Fatto si è infine potuto dedicare al
proprio giornale.

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