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Sabato ad Auronzo lo spettacolo di Gian Antonio Stella “Negri, froci, giudei & Co. l’eterna guerra contro l’ “altro”

Sabato 28 agosto alle ore 21 al cinema Kursaal di Auronzo di Cadore, Negri, froci, giudei & Co. l’eterna guerra contro l’ “altro”, con Gian Antonio Stella (voce narrante), Gualtiero Bertelli (voce, fisarmonica) e con Giuseppina Casarin (voce), Paolo Favorido (pianoforte), Domenico Santaniello (contrabbasso), Rachele Colombo (percussioni, voce), e Maurizio Camardi (sassofoni, flauto). Testi di Gian Antonio Stella, ricerca musicale di Gualtiero Bertelli. Liberamente ispirato a “Negri, froci, giudei & co.: l’eterna guerra contro l’altro” di Gian Antonio Stella (Rizzoli, 2009).
Il libro
L’inondazione di odio in Internet, i cori negli stadi contro i giocatori neri, il risveglio del demone antisemita, le spedizioni squadristiche contro gli omosessuali, i rimpianti di troppi politici per “i metodi di Hitler”, le avanzate in tutta Europa dei partiti xenofobi, le milizie in divisa para-nazista, i pestaggi di disabili, le rivolte veneziane contro gli “zingari” anche se sono veneziani da secoli e fanno di cognome Pavan, gli omicidi di clochard, gli inni immondi alla purezza del sangue…
Come a volte capita nella storia, proprio negli anni in cui entrava alla Casa Bianca il primo nero è rifiorita la pianta maledetta del razzismo, della xenofobia, del disprezzo verso l’altro che pareva rinsecchita nella scia del senso di colpa collettivo per il colonialismo, per le leggi Jim Crow negli
Stati Uniti, per l’apartheid in Sudafrica e soprattutto per l’Olocausto. Dal terrore dei barbari alle pulizie etniche tra africani, dalle guerre comunali italiane al peso delle religioni, fino alle piccole storie ignobili di questi giorni, Stella ricostruisce un ricchissimo e inquietante quadro d’insieme di ieri e di oggi del rapporto fra “noi” e gli “altri”. Perché “la storia documenta una cosa  inequivocabile: l’idea dell’‘altro’ non è affatto assoluta, definitiva, eterna. Al contrario, dipende da un mucchio di cose diverse ed è del tutto relativa. Temporanea. Provvisoria”.
Lo spettacolo
Dal libro al sito internet, dal Web al cd musicale, dal cd allo spettacolo teatrale: ormai da diversi anni alcuni dei libri e dei temi che sono più cari a me e alle persone cui sono più vicino sono diventati degli spettacoli teatrali portati in scena con molti amici, da Marco Paolini a Moni Ovadia, da Bebo Storti a Natalino Balasso ma soprattutto con la Compagnia delle Acque di Gualtiero Bertelli, uno dei più noti dei cantautori italiani e autore di canzoni come “Nina”. Era nato tutto così, tra amici che nella vita quotidiana fanno i lavori più vari, come un’idea, forse neppure  originalissima, per presentare un libro in modo diverso. Con qualche fotografia e qualche canzone. E’ diventato qualcosa di più. Una combinazione tra il monologo e la musica, le fotografie e i filmati e altre cose ancora. Eravamo partiti con «L’Orda. Quando gli albanesi eravamo noi» dedicato all’avventura umana dei nostri nonni emigranti e alla xenofobia antitaliana: io, Gualtiero alla chitarra e alla fisarmonica, Paolo Favorido al pianoforte, Cecilia Bertelli, Elena Biasibetti, Giuseppina Casarin e Rosanna Zucaro come voci soliste, Simone Nogarin alla chitarra. Via via, a seconda degli spettacoli, si sono aggiunti Maurizio Camardi al sassofono e ai fiati, Mimmo Santaniello al contrabbasso, Michele Troncon alle percussioni, Rachele Colombo (che suona anche la chitarra e le percussioni) e Sandra Mongini come voci soliste. Sono nati così «Odissee. Italiani sulle rotte del sogno e del dolore» sui viaggi per mare dei nostri emigranti, «Il maestro magro» sull’Italia povera ma  serena degli anni 50, «I banditi della libertà» sulla Resistenza, «Maledette suffragette» sul ruolo della donna nel lavoro e in politica, «Aqua. Abbecedario musicale, storico e letterario della fonte di vita» (ora da soli, ora con Natalino Balasso o Moni Ovadia), «Tribù Show. Foto di gruppo con Cavaliere» sugli anni azzurri berlusconiani e «Un paese di gente perbene» con Bebo Storti (o talvolta con Natalino Balasso). Eravamo partiti senza un minimo di organizzazione, senza attrezzature, senza sponsor, senza l’appoggio di un teatro, con tanta buona volontà e risultati
a volte scoraggianti, come certe serate con quattordici o quindici spettatori. Poi un po’ siamo cresciuti noi, un po’ siamo stati benedetti da un passaparola che si è fatto di settimana in settimana più generoso nei nostri confronti, fatto sta che oggi, se ci voltiamo indietro, ci sembra perfino impossibile: con uno spettacolo o con l’altro abbiamo fatto oltre cinquecento serate in giro per le piazze e i teatri italiani, dalla valle dei Templi di Agrigento alla fiera del libro di Mantova, dal teatro Dal Verme di Milano al Salone del Libro di Torino, dal «Caterfestival» di Sant’Arcangelo di Romagna a Santa Maria in Trastevere per «Libri in piazza» dell’Estate Romana. Più una serie di serate a Parigi, Berlino, Caracas, Toronto, Montreal, Los Angeles, Washington, Chicago, New York… Più ancora alcuni eventi speciali contro il razzismo a Milano, a Treviso e a Verona con Antonio Albanese, Natalino Balasso, Davide Enia, Alessandra Mora, Stefano Nosei, Moni Ovadia,
Marco Paolini, Renato Sarti, Santino «Alexian» Spinelli, Bebo Storti e i contributi di Maurizio Crozza e Luciana Littizzetto. Serate che in qualche modo  mi hanno poi spinto a scrivere «Negri, froci, Giudei & co.». A questo punto cosa manca? Manca «Negri, froci, Giudei & co.» a teatro.
Ma è solo una questione di tempo. Poche settimane e partiamo.
Gian Antonio Stella

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