Friday, 21 September 2018 - 04:26

Il sistema educativo in Veneto:il livello di apprendimento dei 15enni veneti è superiore alla media nazionale

Ago 20th, 2010 | By | Category: Prima Pagina, Scuola
Marino Zorzato

Marino Zorzato

Il sistema educativo è un altro dei nodi delle “reti dello sviluppo sociale”, analizzate nell’annuale Rapporto statistico sul Veneto, recentemente presentato dal vicepresidente della giunta regionale Marino Zorzato. L’edizione 2010 è infatti incentrata sul tema delle “reti” tra molteplici soggetti rappresentati da persone, imprese, istituzioni. Per quanto riguarda il sistema educativo complessivo, in linea con la tendenza degli ultimi anni si assiste ad una licealizzazione dei giovani tanto per l’Italia quanto per il Veneto, qui però in misura leggermente meno marcata. La quota di coloro che arriva dal primo anno al diploma di maturità va dal 72,5% per il Veneto al 67,9% per l’Italia. Le differenze tra tipologie scolastiche sono indicative di come la scelta del tipo di percorso sia correlata con la riuscita scolastica: in Veneto la percentuale di iscritti al primo anno che arriva al diploma è pari all’82,9% per i licei, scende al 76,3% per gli istituti tecnici fino a toccare un valore del 59,1% per gli istituti professionali. Rispetto alla media nazionale si nota però che il Veneto riesce a contenere maggiormente la dispersione scolastica, in particolare soprattutto per gli studenti degli istituti professionali, già vittime di una forte selezione, spesso causata dalle materie meno specifiche dell’indirizzo. Inoltre, i livelli di apprendimento cognitivo dei quindicenni scolarizzati veneti sono decisamente superiori a quelli medi italiani, ma anche superiori ai coetanei della media dei paesi OCSE. Se si considerano poi i giovani in condizione di “neet” (Not in Employment, Education or Trainimg), vale e a dire che non lavorano, non studiano e non si formano, il Veneto è la terza regione italiana con la percentuale più bassa (11%) di ragazzi al di fuori del circuito scuola-lavoro, preceduta soltanto da Emilia Romagna (10,9%) e Trentino Alto Adige (8,8%) e distante dalla media italiana che si attesta invece al 17,7%.

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