Wednesday, 19 September 2018 - 11:53

Zaia e la famiglia: difendere il modello solidale

Ago 19th, 2010 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Con l’alibi di rendere più flessibile il mercato del lavoro, i governi di centrodestra hanno smantellato i diritti dei lavoratori creando una massa di precari senza più certezze nel futuro. Ovvio che in questa situazione i giovani non possano fare grandi progetti. S’innalza l’età dei matrimoni, si fanno meno figli, insomma la famiglia di 40 anni fa diventa una rarità. Basta dare un’occhiata anche a come si è modificata l’offerta del mercato immobiliare per renderesene conto.  E allora appare fortemente tardivo l’appello odierno del presidente della Regione Veneto Luca Zaia a proposito dei dati illustrati dal Rapporto statistico sul Veneto del 2010, dal quale emerge un allontanamento dal modello di famiglia tradizionale.
“La politica è chiamata a difendere e promuovere il modello di famiglia solidale. – ha detto Zaia –  Siamo consapevoli che c’è una contemporaneità che la mette sotto attacco e cerca di sostituirla con altre forme di condivisione. Sono però convinto che la nostra responsabilità più grande sia quella di pensare la famiglia come il luogo in cui i valori sono realmente vissuti e trasmessi. Questo significa certamente assicurare interventi di welfare, ma anche elaborare politiche mirate e attivare percorsi che salvaguardino l’identità territoriale. Territorio e famiglia sono un tutt’uno: se sradichi la famiglia anche il territorio perde di significato e ne è sfilacciato. Abbiamo il dovere di costruire le condizioni, non solo economiche ma anche sociali e culturali, perché la famiglia sia ancora percepita come la cellula fondamentale della società e del territorio, arginando fenomeni di destrutturazione e di frammentazione che ci allontanano da quel modello solidale e valoriale che ha sempre contraddistinto il Veneto – ha concluso Zaia – e che ha contribuito alla sua grandezza, ancorandolo a radici bene salde”.

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One comment
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  1. Parla come se la Lega non avesse alcun potere di fare nulla. Governa nei comuni, in provincia, in regione, a Roma, ha un sacco di europarlamentari e di attivisti in giro.
    Il signor Trota figlio di papà a 10 mila euro al mese sì che potrà mettere su famiglia, ma per gli altri, senza certezze di stipendio e di contratti, è leggermente più difficile. Sapevatelo, cari amici padani.