Friday, 14 December 2018 - 07:11

una maestra sulle rotaie

Ago 16th, 2010 | By | Category: Lettere Opinioni

Gentilissimo gruppo di lettura, mi chiamo Katia Cerchiari, abito a Brescia, sono un’insegnante nella scuola primaria, adoro la mia professione che svolgo con grande impegno e passione, soprattutto ora che la nostra società è in continua evoluzione ed è caratterizzata da una ricchezza multietnica e multiculturale, come avrete già compreso sono una promotrice dell’educazione interculturale. Da sempre sono innamorata della lettura e dei libri, amici meravigliosi, con i quali ho trascorso e trascorro ore felici. Conservo ancora quelli di quando ero bambina, ai quali si sono aggiunti numerosissimi altri volumi. Ho l’abitudine di scrivere un mio commento personale su ogni libro che leggo, in modo da scoprire se, rileggendo lo stesso testo a distanza di tempo, provo le medesime sensazioni, gli stessi sentimenti, se colgo sfumature diverse oppure no. Inoltre mi piace l’idea di lasciare una traccia di me su ciò che leggo, in un certo senso anche il lettore diviene parte del testo narrato con le proprie impressionie. Adoro i classici della letteratura inglese ed americana, ma mi piace ampliare le mie letture anche su testi di autori contemporanei. Mi diletto nella scrittura, e utilizzo questo termine non a caso, poiché per me scrivere è un vero piacere, anche se lo faccio nei pochi momenti che riesco a rubare al lavoro e alla vita frenetica di ogni giorno. Ho partecipato a concorsi letterari internazionali, come quello della Città di Salò che qualche anno fa mi ha premiata per un saggio in lingua inglese: The idea of the good savage in “The Indian Emperor”, by John Dryden, e che nel 2004 ha pubblicato la mia poesia Lettere da Nassiriya nell’antologia del concorso. Ho anche vinto un premio internazionale di poesia e narrativa, Borgo Ligure 2003, per un racconto giallo, mentre hanno pubblicato nella loro antologia letteraria la mia poesia Nuova vita. L’antologia letteraria del Premio Europeo di Arti Letterarie Via Franchigena 2005 ha pubblicato la mia poesia Orizzonte. Perdonatemi se mi sono dilungata un po’ nell’introduzione della mail, ma ci tenevo a raccontarmi. Desidero contattarvi per parlarvi del mio primo romanzo: Una maestra sulle rotaie, in vendita on line nel sito della casa editrice Statale11, nella collana Avantgarden, e i primi di ottobre nelle librerie. Il titolo “Una maestra sulle rotaie” introduce immediatamente il lettore all’argomento del testo che ha tra le mani: le vicende di una giovane insegnante, Laura, che dopo diversi anni di precariato, riceve l’inattesa ed incredibile notizia dell’immissione in ruolo. La splendida novità viene però offuscata dalla destinazione lontano da casa: per ragioni burocratiche che non dipendono da lei viene mandata ad operare in un’altra provincia, in un sudicio sobborgo ai margini di una Grande Metropoli. Per recarsi al lavoro la maestra deve percorrere più di cento chilometri in treno, ed altrettanti per tornare a casa. Le luci sfolgoranti della grande città, simbolo non troppo velato di una società consumistica dedita all’arricchimento ad ogni costo, preoccupata più dell’apparire che dell’essere, stridono accanto al grigiore stinto della periferia. Laura ha spesso la sensazione che una forza maggiore muova i fili dell’immenso teatro in cui si trova ad operare e che faccia di tutto per mantenere le cose come stanno. Intanto vite reali lottano in una quotidianità dura e difficile, conquistando ogni giorno, passo dopo passo, piccoli, grandi traguardi. È questo il contesto nel quale si alternano i ritratti di insegnanti ed alunni, ognuno con il suo pezzetto di vita da raccontare. Laura, ragazza un po’ viziata, impara la lezione dalle vite reali dei personaggi che incontra, lotta con loro, cresce, varca il sottile confine esistente tra la giovinezza e l’età adulta. Mentre l’anno scolastico trascorre vengono via via presentati i ritratti edificanti e positivi di insegnanti come Lorena, Lisa, Miriam, Anna, Leonilda, Tina, Ludovica. A questi si contrappongono quelli negativi e pittoreschi di Rosetta, di Marisa, di Leonilda e di Pamela, accanto a quelli ai margini dell’assurdo del Direttore Didattico e delle segretarie della scuola. Le storie più emozionanti sono quelle dei bambini il cui background è fortemente duro e penalizzante, ma sono loro i veri eroi del romanzo: riusciranno a trovare una forza interiore insospettata e tenace che li aiuterà ad emergere dal degrado del triste sobborgo in cui vivono e a realizzare i loro sogni: Sebastiano, il bambino del davanzale; Virna, fanciulla coraggiosa; Giulio e Luca, gli irrequieti; Sara, la bambina dagli occhi felici; Jasmina, una ragazzina non comune; Samuele e Loretta, bisognosi del sostegno dell’amore; Paolino, bambino triste; Clara, ragazzina dolce, vittima di mal’insegnamento.
Laura incontra anche Lorenzo, un ragazzo dall’umanità non comune, e se ne innamora senza rendersene conto. Questo personaggio viene presentato già nel primo capitolo per poi sembrar destinato all’oblio, un macchietta di marginale importanza. Invece, sorprendentemente, ricompare nel capitolo XIII e diviene parte integrante del testo, ma con discrezione, come il sentimento che nasce nel cuore di Laura.
Il reale protagonista del libro però è l’insegnamento, inteso nelle sue valenze più autentiche. Credo che vi sia un solo ed unico modo d’essere insegnanti: serio, leale, professionale ed umano. Ho sempre pensato che essere insegnanti sia una vera e propria missione, non solo una professione, poiché si ha a che fare con vite umane, con le giovani menti degli alunni, con i loro sentimenti, le loro aspettative, con le loro famiglie. Interagire e collaborare con tutte queste persone arricchisce ogni giorno, cambia, insegna sempre qualcosa di nuovo. È questo lo spirito che ho voluto trasmettere nel mio libro, questo modo d’intendere l’insegnamento, che troppo spesso viene perso di vista. Se sarò riuscita a trasmettere ai miei lettori questo messaggio, sarà davvero un grande traguardo per me! Ogni capitolo viene presentato da un titolo che introduce l’immagine del bambino o delle vicende che il lettore sta per leggere. Vi sono anche numerose citazioni di testi, perché i libri vivono nei libri, e si nutrono di libri. Leggere un libro apre gli occhi su di un mondo nuovo, e ti condurrà sempre alla lettura di un altro libro. Ecco la ragione della presenza di note esplicative, che oltre a spiegare appunto, riportano i titoli di romanzi e racconti. Inoltre rappresentano il suggerimento di lettura di classici per l’infanzia. Credo sia importantissimo far accostare i bambini ai classici, io amo molto quelli inglesi ed americani per ragazzi, dai più conosciuti ai meno noti. Sono convinta che leggere sia davvero arricchente, stimolante e motivante per loro, ma troppo spesso prediligono storielle futili e prive di ogni significato profondo camuffate da libri. I classici formano il carattere letterario delle persone, soddisfano e al tempo stesso rinnovano ed alimentano il profondo bisogno di conoscenza che è dentro ad ognuno di noi, lasciano qualcosa su cui riflettere. Il passaggio dai classici è fondamentale, poi ognuno può aprirsi alla lettura di qualsiasi cosa, ma i classici avranno già impresso un’impronta indelebile nel modo di leggere e di essere critici riguardo a ciò che leggono. Laura è una ragazza forte, ottimista, positiva, consapevole delle svariate difficoltà che sta affrontando con forza e coraggio non comuni. Inizialmente la nuova ed assurda situazione di pendolare la disorienta, ma poi trova in se stessa una determinazione incredibile che l’aiuta a superare le situazioni più ardue. Tiene testa ai personaggi più infimi, come il dirigente, descritto con grande abilità, o gli insegnanti che non sono degni di questo titolo. E’ amata dai suoi alunni, dai loro genitori e dai colleghi più validi, ed è un vero piacere seguire con trepidazione lo svolgersi delle vicende, lo sviluppo della trama che talvolta sorprende e vi lascerà un grande messaggio umano. Il mio libro è appassionante, racconta la vita, sa emozionare e arrivare dritto al cuore del lettore. L’ho fatto leggere ad un’altra insegnante, mi ha detto che ha pianto e ha riso, e che racconta verità talvolta scomode, ma reali.
Per un’autrice sconosciuta come me che scrive il suo primo romanzo è davvero molto difficile farsi conoscere nel campo dell’editoria e al pubblico. Così sto contattando vari gruppi dib lettura per invitarvi a leggermi e ad esprimere il vostro parere sul mio romanzo nei vostri blog. E’ un passaparola on line per farmi conoscrere. Io credo molto nel testo che ho scritto e nella mia professione d’insegnante, la svolgo a testa alta e con idee e convinzioni che talvolta mi rendono impopolare tra le mie colleghe, ma che porto avanti con forza. Il mio libro solleva problematiche attualissime, fa discutere di qualcosa di fondamentale importanza: l’educazione di coloro che saranno gli uomini di domani, la valenza umana della professione d’insegante, la sua missionarietà che troppe volte viene messa da parte.
Sperando che mi leggerete, porgo distinti saluti,
                                                                     Katia Cerchiari.
 
P.S. Se leggerete il mio romanzo fatemelo sapere, contattatemi pure e, per favore, passate parola.

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