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sabato, Giugno 6, 2020
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Francesco Pingitore, ovvero mister 259 preferenze in An, ma è un sans papier e quindi niente poltrona

Alle ultime amministrative del Comune di Belluno è stato eletto consigliere comunale nella lista di Alleanza Nazionale (ora Pdl) con la bellezza di 259 preferenze. Il più votato! Mai nessun incarico, mai nessuna poltrona. Eppure c’è chi con molti meno voti si è piazzato molto bene. Qualche nome? In An Lorenza De Kunovich che aveva in tasca 74 preferenze è stata nominata assessore provinciale; ma anche Oreste Cugnac, diventato presidente del consiglio, di preferenze nella lista FI ne aveva 136; Giorgio De Bona, attuale presidente della Comunità montana Belluno Ponte nelle Alpi era stato eletto anche lui in Forza Italia con 109 preferenze; per non parlare del dissidente Mario Visone, che ha fatto fruttare le sue 67 preferenze (sempre FI) con la poltrona da 10mila euro l’anno in DolomitiBus. Stefano De Gan attuale assessore provinciale aveva ottenuto 46 preferenze alle amministrative comunali nella Lega. Leonardo Colle, Lega Nord, vicesindaco 22!  Non viviamo in una democrazia rappresentativa? E allora com’è che venti preferenze in politica contano più di 250? Semplice, Francesco Pingitore, mister 259 preferenze è un “sans papier”, ossia non ha nessuna tessera di partito, è un indipendente. E chi non è agganciato a una corrente, a un politico di riferimento, non conta nulla. L’interessato, peraltro, non tocca direttamente la questione, ma fa capire le sue perplessità. «In Comune di Belluno c’è molta confusione – dice Pingitore – come del resto a livello nazionale, siamo a una lotta di tutti contro tutti. Non esiste gioco di squadra. E questa disgregazione porta a una situazione simile a quella degli anni ’80. Il bipolarismo non c’è più». Due consiglieri del Pdl, Camillo De Pellegrin e Armando Stefani hanno lasciato il Pdl per confluire nel nuovo partito di Fini “Futuro e libertà”. Lei proviene da An cosa ne pensa? «Se c’è crisi in un movimento, io per ora non cambio strada. Sono dell’idea che sarebbe più opportuno fondare un grande partito di centrodestra che coinvolga anche la Lega». Sui dissidenti, il valzer delle poltrone e le preferenze cosa dice? «Non ci dovrebbero essere né dissidenti né fedelissimi. Fini e Berlusconi e anche Paniz hanno detto che i voti sono importanti. Bè io di voti ne ho presi 259 e in questi anni ho servito il Comune in modo leale. Ultimamente, ad ogni consiglio comunale c’è la suspense dei voti. Io non sono né dissidente né fedelissimo, ma semplicemente leale a un progetto». Ma allora cosa c’è che non va in questa maggioranza? «Se si dimette il presidente del consiglio comunale (Oreste Cugnac ndr) e anche il coordinatore del partito (Maurizio Paniz ndr), qualcosa che non va ci deve essere. E poi le pare normale che si vada a discutere le questioni politiche sui giornali per cercare di risolverle? E questo succede a livello locale e anche a livello nazionale!»

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