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Belluno prima per la natimortalità delle imprese artigiane: 179 nate e 84 cessate nel II trimestre. Capraro: “Se non fosse per le piccole imprese questa provincia a poco a poco collasserebbe imprenditorialmente.”

Lug 19th, 2010 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Riflettore
Walter Capraro direttore Uapi

Walter Capraro direttore Uapi

Tra aprile e giugno sono nate 179 nuove imprese artigiane, a fronte di 84 che hanno cessato l’attività. Il tasso di crescita è stato, dunque, pari all’1,75%: una percentuale che colloca al vertice della classifica nazionale redatta da Unioncamere. “E’ un segnale importante – dice Walter Capraro, direttore dell’Unione Artigiani e Piccola Industria – perché inverte la turbolenza prodotta dalla crisi, che in un anno e mezzo ha portato a una perdita di ben 217 unità operative. Un tasso di crescita così elevato è segno di una vitalità davvero incoraggiante, soprattutto se si considera non solo che il tasso nazionale non è andato oltre lo 0,40%, ma che anche il Nord-Est, in questo momento, presenta una natimortalità piatta (-0,05%).” La presenza maggiore di nuove attività imprenditoriali si registra nel manifatturiero e nella riparazione (13 nuove aziende), nell’edilizia specializzata (85) e nei servizi alla persona (10) e alle imprese(8), ma non manca chi ha deciso di aprire un’azienda nel settore alimentare (10 nuove unità), nell’informatica (11) e nella manutenzione dell’ambiente (10). “Se consideriamo che il tasso di crescita complessivo delle aziende bellunesi – precisa Capraro – è stato dello 0,77%, relegando il bellunese al 55° posto della classifica nazionale, non ci sono dubbi che se non fosse per le piccole imprese questa provincia a poco a poco collasserebbe imprenditorialmente. Il saldo attivo di 99 unità in più nel secondo trimestre è, infatti, tutto da imputare alle aziende artigiane, che oggi rappresentano oltre il 36% delle imprese attive. E se, come speriamo, l’Agenzia per le imprese diventerà presto realtà, è possibile che l’eliminazione di molti inutili adempimenti stimoli ulteriormente i bellunesi al lavoro autonomo.”

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