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domenica, Agosto 9, 2020
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Definite le linee d’intervento tra la Regione e gli “Amici della montagna”. Toscani “Con loro una nuova legge sugli impianti a fune e sul ruolo dei rifugi Cai”

“Siamo già al lavoro per presentare in Consiglio regionale un progetto di legge per lo sviluppo di percorsi cicloturistici in montagna grazie anche all’utilizzo degli impianti a fune, nel pieno rispetto dell’ambiente e della sentieristica. E il 17 settembre sul Pordoi, nella sede del CAI al rifugio Crepaz, coinvolgeremo le categorie turistiche, le associazioni dell’ospitalità, le Comunità montane e i portatori d’interesse delle terre alte in un incontro nel quale si discuterà di Montagna e delle possibilità di una sua valorizzazione turistica”. Il vicepresidente del Consiglio regionale Matteo Toscani illustra così l’esito dell’incontro presso i suoi uffici a Palazzo Ferro Fini con gli “Amici della Montagna”, associazione che riunisce ex consiglieri ed amministratori interessati allo sviluppo delle terre alte. Tra i presenti, l’ex governatore Aldo Bottin, i vertici del Cai veneto, alcuni ex consiglieri, l’ex assessore regionale bellunese Floriano Pra (presidente degli “Amici”).
“Sto lavorando anche ad un Ddl che riconosca questo gruppo e che ne rilanci il ruolo di sostegno al Consiglio regionale – dice Toscani -: gli ‘Amici’ non vogliono sostituirsi al parlamento veneto ma appoggiarne il lavoro e dare un aiuto propositivo per quanto riguarda le politiche per le terre alte. Tra i primi ‘suggerimenti’ che ci sono arrivati, c’è sicuramente l’integrazione all’attuale normativa per dare la possibilità alle mountain bike di fruire degli impianti a fune e di percorsi ad hoc senza configgere con la sentieristica esistente. C’è poi l’esigenza di un rilancio in chiave turistica dei rifugi del Cai, uno dei motivi per cui ci troveremo il 17 settembre sul Pordoi con gli attori del turismo montano”. “Credo per questo – conclude Toscani – che pur nella distinzione di ruoli istituzionali, gli Amici della Montagna possano essere fondamentali come ‘consulenti’ del Consiglio regionale, ovviamente considerando che la montagna veneta non si limita al Bellunese ma coinvolge anche parte del Trevigiano, del Vicentino e del Veronese”.
“La lunga esperienza amministrativa dei rappresentanti degli Amici della Montagna è sicuramente una garanzia – aggiunge Floriano Pra -. Dobbiamo lavorare in primis ad un nuovo modo di fare turismo, che per la montagna è ancora una delle attività principali e che assicurano la redditività delle famiglie e delle piccole imprese in quota. Tutto questo dovrà essere attuato attraverso il rilancio dell’ospitalità e della ricettività montana, il cui ruolo è fondamentale perché le terre alte venete siano veramente vissute e tutelate”.

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