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domenica, Luglio 5, 2020
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La provincia di Belluno si prepara ad essere la prima in Italia ad avere un biodigestore anaerobico di nuova concezione

La firma è avvenuta questa mattina: acceso un mutuo di 6 milioni di euro da parte di Dolomiti Ambiente per l”acquisto del biodigestore che darà una svolta decisiva alla funzionalità dell’impianto del Maserot, a Santa Giustina. Ora c’è anche la copertura finanziaria: sei milioni di euro grazie al mutuo concesso dall’Unicredit spa a La Dolomiti Ambiente. Stamattina la firma davanti al notaio da parte del presidente Giuseppe Luigi De Biasi e dei rappresentanti dell’Istituto di credito. La provincia di Belluno si prepara, così, ad essere la prima in Italia ad avere un biodigestore anaerobico di nuova concezione, una sorta di stomaco meccanico che rimescola e digerisce attraverso l’azione dei batteri anaerobi le sostanze organiche trasformando proteine, grassi e zuccheri in gas che alimenterà il motore per la produzione di energia elettrica. Un macchinario che sta già diventando una realtà al Maserot: in questi giorni sarà gettata la soletta in calcestruzzo su cui si appoggerà il
biodigestore che arriverà a Santa Giustina ad agosto.
“Stiamo seguendo il crono programma che ci siamo imposti assieme alla ditta Thöni – spiega il presidente De Biasi – la prima settimana di ottobre termineremo l’installazione dell’apparecchio e a novembre faremo le prime prove di attivazione. Sarà il primo esempio di corrente elettrica prodotta con gas tutto bellunese”.
Ma il presidente De Biasi guarda già oltre e sta lavorando per rendere l’impianto di Santa Giustina operativo e all’avanguardia, una sorta di riscatto dopo decenni di sottoutilizzo.
“Progetti possibili grazie ai risultati anche economici che porterà il digestore – chiarisce il presidente – con questa apparecchiatura riusciremo a produrre una quantità di energia elettrica tale che, venduta, ci garantirà entrate annue di un milione e mezzo di euro. Questa cifra per un terzo servirà a coprire il mutuo con cui Dolomiti, Ambiente si è autofinanziata il digestore, un terzo coprirà le spese di gestione e il
resto servirà per fare ulteriori investimenti per potenziare il Maserot”.
Di base ora resta un solo problema da risolvere: migliorare la qualità del materiale conferito al Maserot. Ancora oggi molti comuni, infatti, non stimolano a sufficienza i propri cittadini a migliorare la raccolta differenziata che consentirebbe di ottenere una qualità maggiore del prodotto finale.

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