Friday, 20 September 2019 - 09:52
direttore responsabile Roberto De Nart

Continuano le manovre per spostare la sede Ulss da via Feltre alla Veneggia. A chi giova? Ai cittadini no di certo. Per questo il Pd dice no! Altri enti in passato avevano scartato quel palazzo

Giu 22nd, 2010 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore, Sanità

Mentre  si sta discutendo della riorganizzazione del sistema sanitario provinciale, di “nuovo ospedale delle Dolomiti”, di efficienza ed efficacia del sistema dell’assistenza  in montagna, la direzione dell’Ulss 1 porta avanti in tutta fretta la  manovra da  oltre 14 milioni di euro  per il trasferimento della sede  degli uffici amministrativi e degli ambulatori da via Feltre  a via Vecellio.
Ultima mossa fare uno “strano” sondaggio  tra i cittadini che arrivano alla sede di via Feltre.  Naturalmente l’esito è “prevedibile” . Nel frattempo si lavora sul fronte urbanistico ponendo la questione alla commissione comunale competente. Di tutto ciò si è discusso ieri sera nella riunione del Coordinamento dell’Unione  comunale del Partito Democratico  che ha espresso la netta contrarietà allo spostamento.
Questo  alla luce delle seguenti considerazioni  e quesiti non risolti:
Saranno  gravi i disagi che la cosa significherebbe per  cittadini, soprattutto gli anziani e i malati, che già oggi esprimono tutte le  difficoltà del  muoversi  in un  sistema sanitario frazionato e collocato in  più luoghi. Figuriamoci cosa sarebbe spostarsi, magari sofferenti e comunque in stato di “bisogno”  tra parti opposte  della città. in  un luogo già significativamente toccato dal traffico e dalla difficoltà di accesso. Lo spostamento, oltre ai costi non monetizzabili in termini di fatica  e disagio, comporterebbe inevitabili spese aggiuntive per adeguare alle nuove  esigenze il  trasporto pubblico, i parcheggi e il rapporto logistico  con l’ospedale e le altre strutture dell’assistenza sanitaria.
Il documento firmato da 100  dipendenti, a cui il PD esprime la totale solidarietà,  è rimasto lettera morta, anzi  pare abbia  procurato un “disagio” interno  aggiuntivo per quanti si sono esposti nel firmare la lettera. Nonostante quelle espresse fossero opinioni di  chi ogni giorno  è a contatto diretto con i cittadini e si occupa delle risposte del servizio alle  loro esigenze.
se è vero che la sede di via Feltre non è più adeguata agli scopi cui è preposta, non è ancora chiaro se lo sia quella di Via Vecellio (costruita 20 anni fa e lasciata in abbandono)  per la quale è tutta da verificare la adeguatezza in termini di rischio sismico e destinazione d’uso. Insomma, si  permuta il vecchio con il già vecchio. Come mai?
  perché si è accantonata l’idea della cittadella ospedaliera? Perché non ci si muove entro  un progetto organico in cui obiettivo  primario sia l’accorpamento delle funzioni, il recupero dell’esistente e la semplificazione d’accesso  per l’utenza?  Perché non si vende tutto il patrimonio inutilizzato o inutilizzabile, fuori norma e inefficiente, per un unico rinnovato polo della sanità?
Concludendo, se non vi è vantaggio per gli utenti, non sono d’accordo i dipendenti, non c’è una programmazione più ampia in cui questa operazione sia in linea …perché la si fa? Che interessi ci sono sotto quest’operazione?  Perché tutta questa fretta in un momento in cui l’intera programmazione sanitaria provinciale è in discussione? Il PD chiede che sia assuma un approccio responsabile e si fermi questo processo poco chiaro e ricco di tessere che non collimano con l’unica questione a cui si deve guardare: il benessere  degli assistiti e la semplificazione agli stessi  delle modalità con cui il sistema sanitario risponde alle loro esigenze.
Irma Visalli – Pd Belluno

Nella foto, il palazzo di vetro alla Veneggia. In passato l’immobile era stato preso in considerazione anche da altri enti, ma sembra che per la mediocre qualità della costruzione, oltre al problema dei parcheggi e alcuni vincoli di destinazione il progetto venne abbandonato. In seguito l’immobile è stato rilevato e parzialmente restaurato. E ora c’è una gran fretta di concludere, vendendolo alla Ulss n.1

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