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Emigrante senza pensione sociale perché dal 1995 l’Italia non ha ratificato l’accordo con il Canada

Giu 18th, 2010 | By | Category: Lettere Opinioni

Sono stata emigrante in Canada per 26 anni ed ora sono in pensione.Ricevo dal Canada le due pensioni dovutemi: Canada Pension Plan $ 67  e Old Age Pension $ 310 mensili; mentre dall’INPS ricevo $ 8 (otto) mensili. Mio marito riceve dall’INPS € 17 (diciassette) al mese e da poco tempo un assegno sociale di € 200,00, per cui complessivamente percepiamo in due circa   9.500,00 euro all’anno con due figli a casa di cui uno ancora all’università.Siamo al di sotto della soglia di povertà  e con debiti da pagare.
Mio marito ha lavorato (onorando la nostra terra) in Canada per ben 21 anni e, rimpatriato nel 1987, ha investito tutto quello che possedeva in una Impresa Edile la quale dopo venti anni di onesta attività ha dovuto chiudere i battenti attanagliata e soffocata da tanta disonestà , ingiustizia, malaffare, corruzione, imbrogli, ritardi,ecc.ecc.Tra qualche mese ci pignoreranno la casa buttandoci in mezzo alla strada.L’INPS dichiara che  la  bassissima pensione italiana è dovuta al fatto che sia io che mio marito  abbiamo contributi da lavoro in Italia per meno di due anni.Esiste, come è notorio, un accordo internazionale su assicurazione sociale tra Italia e Canada in vigore fin dal 1979 , ed un Nuovo Accordo di Sicurezza Sociale firmato a Roma nel maggio 1995 e poi un Protocollo dello stesso firmato a Roma nel maggio del 2003 : gli ultimi due stabiliscono che noi dovremmo avere garantito il diritto al trattamento minimo (ma non sono ratificati).
La stessa cosa stabiliscono i Regolamenti comunitari di sicurezza sociale (art.50 Regolamento n.1408/71 e le convenzioni ratificate con Argentina, Australia, Bosnia Erzegovina, Brasile, Croazia, Macedonia, Principato di Monaco, Repubblica di Capoverde, Repubblica di San Marino, Repubblica Federale di Jugoslavia, Stati Uniti d’America, Tunisia,Uruguai.La Costituzione Italiana sancisce,art.3 ed art.38,lo stesso diritto al minimo di pensione ed addirittura impone alla Repubblica il compito di rimuoverne eventuali impedimenti ed ostacoli.Il Governo Canadese ha già ratificato il Nuovo Accordo ed il Protocollo dello stesso nel 2004 ; mentre il Governo Italiano ancora non lo ha fatto,sebbene siano già trascorsi 15 anni. Come può la nostra tanto amata Italia calpestare e penalizzare solo gli emigranti dal/in Canada e Venezuela (gli unici a non essere tutelati da convenzioni che non si ratificano)? Dal momento che tutti gli altri emigranti sono coperti da questo diritto , perché io ne devo essere  esclusa a causa di una lunga e protratta e sempre posticipata Ratifica  da parte del nostro  Governo?Il 26 maggio u.s. nella causa iscritta al n. 1401 del R.G. per l’anno 2007 il Giudice del Tribunale Civile di Catanzaro ha rigettato il mio ricorso all’INPS per ottenere il trattamento minimo: per cui ora devo ricorrere in appello ,forse anche in Cassazione ecc. cose che io economicamente non posso assolutamente permettermi e le quali ovviamente arriverebbero a conclusione dopo anni. Purtroppo per sopravvivere e per evitare il pignoramento della casa  abbiamo bisogno di urgente aiuto.
CHIEDO,affidandomi alla VS comprensione ed umanità che:   
l’ INPS riconsideri il caso e senza ulteriori ricorsi giudiziari ,in via bonaria e secondo i Principi della nostra Costituzione, mi conceda il trattamento minimo.
Albi,lì 17 giugno 2010
Margherita Giardino Albi(CZ)

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